Alla fine, un podio italiano è arrivato anche dallo skeleton. Nella tappa di Sankt Moritz, valevole per la Coppa del Mondo, Amedeo Bagnis ha centrato un fenomenale secondo posto nella prova di singolo maschile. Per l’atleta azzurro si tratta di un grande piazzamento, dietro al britannico Matt Weston – ancora una volta autore di una prova esemplare. Si tratta della prima top-3 ottenuta dallo skeleton azzurro in questa stagione, a un anno dall’ultima volta – targata sempre Amedeo Bagnis e ottenuta sempre a Sankt Moritz, dove nel 2023 si era anche laureato vicecampione del mondo di specialità. In totale, l’atleta piemontese è salito sul podio quattro volte di fila negli ultimi anni. Per dare l’idea della portata di questi risultati, basti pensare che l’Italia non si issava così in alto nello skeleton dal 1948, ovvero da quando Nino Bibbia conquistava la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici proprio a Sankt Moritz, diventando il primo campione a cinque cerchi nella storia dell’Italia nelle discipline invernali.
«La stagione olimpica, complice l’infortunio che l’ha preceduta, è iniziata in salita», ha detto Bagnis ai canali ufficiali della FISI dopo il secondo posto appena ottenuto. «Ma ora, finalmente, ho raggiunto il top della condizione. Tornare sul podio di Coppa del Mondo qui a St. Moritz è qualcosa di speciale. Ora ci aspetta l’ultimo mese di stagione, il più importante. E non vedo l’ora di dimostrare tutto il mio valore».
Ora occorre una brevissima parentesi per spiegare cos’è lo skeleton e come funziona nel concreto. Si tratta di una disciplina che vede i protagonisti percorrere una pista ghiacciata, la stessa di bob e slittino, ma con un mezzo molto basso. E, soprattutto, con il corpo sdraiato a pancia in giù, con la testa rivolta in avanti e i piedi in coda. Come gli altri sport della slitta, nel corso delle gare si raggiungono altissime velocità. Nel caso dello skeleton, il mezzo non è dotato di freni, e le manovre sono possibili utilizzando leggeri spostamenti del proprio corpo per direzionare la slitta. Le gare di skeleton ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 si svolgeranno a Cortina sulla pista olimpica dedicata a Eugenio Monti, così come quelle di slittino e bob.
Il bello, se guardiamo alla carriera di Bagnis, è che il suo percorso non parte dallo skeleton. Formatosi da giovanissimo nella ginnastica artistica, all’improvviso ha deciso di passare all’atletica leggera. Ottimo interprete dei 400 metri, ha poi trovato la sua vera vocazione nello skeleton, una delle discipline del quale si sa meno tra quelle olimpiche invernali – ma nel frattempo Bagnis ha continuato, di tanto in tanto e fino a qualche anno fa, a fare alcune gare di atletica. Sempre ai Mondiali di Sankt Moritz, nel 2023, Bagnis ha sfiorato il podio nella staffetta mista in coppia con Valentina Margaglio. Quest’ultima, quattro anni prima, aveva portato all’Italia la prima medaglia iridata nella storia dello skeleton, gareggiando in squadra con Mattia Gaspari.
Da qui si può partire per parlare di un movimento che magari coltiverà meno ambizioni rispetto ad altre discipline che vedremo a Milano Cortina 2026, ma che arriva all’Olimpiade di casa carica di speranze e ottimismo. Proprio Margaglio, dopo un avvio di stagione negativo, ha sfiorato il podio il 2 gennaio scorso a Winterberg, Un risultato fondamentale, perché ottenere il pass per la rassegna a cinque cerchi è tutt’altro che scontata. Sempre al femminile, in lotta per una carta olimpica c’è anche Alessandra Fumagalli, anche lei non certa della partecipazione nonostante un ottimo avvio di stagione. A Sankt Moritz, tra gli uomini, ha fatto bene anche Mattia Gaspari, che ha concluso in nona piazza dopo essere salito fino al quarto posto nella prima run. Insomma, l’Italia dello skeleton non ha la stessa potenza di discipline come sci alpino, biathlon o snowboard, discipline in cui le possibilità di successo non mancano. Resta, però, un movimento che a Cortina vuole stupire, e potrebbe regalare sorprese inaspettate.