La giocata della notte era stata di Bazoumana Toure, una sgroppata da settanta metri palla al piede conclusa con un gol da Playstation. Il giocatore però – quello da non perdersi, di cui segnarsi il nome per gli anni a venire – è Yan Diomande. Sempre della Costa d’Avorio, che oggi affronterà l’Egitto nei quarti di finale di Coppa d’Africa. E si affiderà all’estro di un ragazzino di nemmeno vent’anni, che ha esordito tra i pro meno di 365 giorni fa. Se però l’impatto è folgorante, perché aspettare?
Rapido, fisicamente pronto, dribblatore nato. In patria già si spendono i paragoni con le leggende del passato: Drogba, Gervinho, Yaya Touré – e forse, per caratteristiche tecniche, Diomande potrebbe ricordare una combinazione degli ultimi due. Da quest’estate è di proprietà del RB Lipsia, che l’aveva comprato dagli spagnoli del Léganes per 20 milioni: non pochissimi, per un teenager, ma ora dopo nemmeno sei mesi il Lipsia ne chiede 100 (e Transfermarkt, più prudentemente, lo valuta comunque 45).
Un percorso strano, quello di Diomande. Cresciuto calcisticamente negli Stati Uniti, nel 2024 era stato notato dagli scout del Léganes. Che forse, anche per questioni d’età, ha atteso un po’ troppo a inserirlo nel giro della prima quadra. Con qualche rimpianto, vista l’ascesa del ragazzo: Diomande ha esordito soltanto il 29 marzo 2025, in occasione del ko per 3-2 contro il Real Madrid al Bernabéu (sarà facile ricordarsene, come prima volta). Da lì in poi ha messo insieme 10 presenze con 2 gol e un assist, ma non è riuscito a evitare la retrocessione dei suoi in Segunda División. Le prestazioni sono invece bastate a lui per far innamorare gli emissari del dipartimento calcistico della Red Bull, mettendolo subito al centro del progetto. Tante buone premesse nel precampionato, debutto con gol in Coppa di Germania a cui finora ne ha aggiunti altri sei – con tanto di tripletta al Francoforte – in Bundesliga. Conditi da quattro assist e altre statistiche da protagonista: come sottolinea Marca, Diomande è il giocatore che fa più dribbling in assoluto in tutto il campionato tedesco (42, mentre è settimo per numero di tiri in porta, a quota 13).
Ha chiuso il 2025 vincendo il premio di “rookie del mese di dicembre” in Bundesliga. Ha aperto il 2026 facendosi conoscere al mondo intero in Coppa d’Africa. Durante la fase a gironi è partito in sordina, riposandosi per quasi la totalità del terzo match con la sua squadra già qualificata. Poi agli ottavi è stato l’iradiddio scagliatasi sul Burkina Faso: più di un gol comodo comodo – piattone a porta semi-sguarnita per il 2-0, e comunque bisogna segnarlo – pesano le quattro occasioni da rete create e naturalmente, ancora una volta, i sei dribbling su otto completati. Da ala pura, pronta a rompere le difese avversarie. Così si presenta all’Egitto di Salah con la palma dell’Mvp di turno. E con quattordici anni meno di Momo.
«Tutti sanno che Yan è un gran giocatore», spiega Amad Diallo, suo compagno di reparto nella Costa d’Avorio, il resto dell’anno al Manchester United. «Siamo molto uniti fuori dal campo, il che rende le cose più facili quando giochiamo. Siamo entrambi altruisti: non giochiamo per noi stessi. Se ho la possibilità di passargli la palla, la passo; se lui ha la possibilità di passarla a me, la passa». Finora ha funzionato a meraviglia. E la storia è appena cominciata. Almeno quella di Diomande.