Prima un terzo posto, come per dire “sto arrivando”. Dal primo podio alla prima vittoria in carriera di Giovanni Franzoni è passato meno di un mese. Lui, che il 19 dicembre aveva raggiunto uno straordinario risultato nel super-G della Val Gardena, ha impiegato poco per migliorarsi ancora, vincendo nella stessa specialità a Wengen e cambiando per sempre la sua storia. L’ha fatto su una delle affascinanti piste svizzere, dove le migliaia di appassionati incitano i loro beniamini Odermatt e Von Allmen – che anche stavolta erano tra i favoriti, e invece hanno chiuso rispettivamente al quarto e al terzo posto.
La notizia più importante è che Franzoni ha fatto tutto questo, e soprattutto ha vinto, a poche settimane dal debutto olimpico ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Certo, questo successo è un apice su cui lo sciatore stava lavorando, e bene, da tempo: nel 2021 e nel 2022, in due edizioni dei Campionati Mondiali Juniores, è stato infatti capace di portare a casa ben cinque medaglie, tre delle quali d’oro, tra super-G, discesa e combinata. Franzoni è cresciuto come sciatore capace di confrontarsi ad alti livelli in più specialità, infatti è arrivato anche un argento in gigante. Per questo, in combinata è riuscito anche ad affermarsi ai Campionati Italiani. Il super-G, però, sembra essere la tipologia di gara che più gli è congeniale, perché proprio lì sono arrivate tre vittorie in Coppa Europa nel 2021/2022: al termine di quella stagione si è portato a casa il titolo della classifica generale, prima del passaggio definitivo tra i big in Coppa del Mondo.
Quest’anno è arrivato il balzo in avanti a livello di risultati, in un inverno anticipato, però, da un tristissimo evento. Anche per Franzoni, infatti, la tragica scomparsa di Matteo Franzoso ha rappresentato un duro colpo. In quei giorni, Giovanni aveva descritto con bellissime parole il rapporto con l’amico e collega: «Eravamo in stanza io, lui, Marco Abbruzzese e Leonardo Rigamonti. A risvegliarsi adesso sembra un incubo, c’era sempre spazio per una battuta o una risata prima di uscire, anche alle sei del mattino. Matteo riusciva a prendere il meglio di ogni situazione, sapeva anche scherzare. Continuerò a sciare per lui». Promessa mantenuta: tre mesi dopo, in Val Gardena, il primo pensiero una volta tagliato il traguardo è stato per Franzoso, con le dita e lo sguardo rivolti verso il cielo. «Sento che ieri e oggi qualcuno da lassù mi ha guardato», le parole dopo la gara sulla Saslong. «Questa dedica non può che essere per Matteo Franzoso: abbiamo passato momenti tosti, ma il lavoro paga. Da quando se ne è andato, so che farà tutte le gare insieme a me e ci tenevo a dedicargli un podio, perché meritava solo qualcosa di davvero grande».
Anche la vittoria di Wengen ha qualcosa di speciale per Franzoni. Proprio lì, pochi anni fa, Giovanni rimediò un pesante infortunio, ma sullo stesso tracciato ha saputo anche confezionare la miglior prestazione della carriera finora. «È incredibile. Se a inizio anno mi avessero detto che sarei arrivato terzo in Val Gardena e primo qua, non ci avrei mai creduto», ha detto a Rai Sport dopo il trionfo. «Ultimamente sto cercando di godermi la gara. Sono estremamente grato e orgoglioso di essere uno sciatore di Coppa del Mondo, è adrenalinico e incredibile, quindi cerco di divertirmi. Il mio futuro cambia? Sicuro è cambiato il presente. Viviamo giorno per giorno. È un grande onore». Ma i complimenti al traguardo arrivano da tutti, connazionali e non. Giulio Bosca si dice contentissimo per lui, mentre il campionissimo Marco Odermatt scherza: «L’avevo già visto nelle prove cronometrate, gli ho detto di andare un po’ più piano». Ora c’è da godersi le emozioni, per poi guardare in avanti di qualche settimana, quando, sulla pista olimpica di Bormio, potrebbero accadere cose incredibili.