Quattro anni di sacrifici in pochi attimi. Sta soprattutto qui l’essenza dei Giochi Olimpici, che esalta la grandezza della manifestazione sportiva più importante del mondo. L’attesa per vedere all’opera i migliori interpreti del circo bianco è il filo conduttore che unisce gli appassionati sparsi per il globo, con il vortice di emozioni che esalta lo spettacolo in mostra su piste e ghiaccio. Senza nulla togliere alla tradizione e alla fatica che incarna tanti sport invernali, se c’è una disciplina che fa rima con show bisogna guardare allo sci freestyle. D’altronde basta la parola per comprendere i motivi: salti, gobbe, discese a oltre 100 km/h, duelli serrati, tecnica ed evoluzioni mozzafiato. Un menù poco consono alla montagna tradizionale, ma assai efficace per i tanti appassionati che hanno battezzato lo sci acrobatico come alternativa artistica alla modalità classica.
Nato negli anni Sessanta con le prime discese arricchite da acrobazie in pista, lo sci freestyle si è diffuso nelle sue varie forme a cavallo dei successivi decenni, per esempio con le gare di gruppo da cui ha preso origine lo ski cross. Nel 1979 la Federazione Internazionale di sci e snowboard ha riconosciuto la versione acrobatica come disciplina a tutti gli effetti, mentre ai Giochi Olimpici invernali di Calgary 1988 è arrivato il debutto, seppur come sport dimostrativo.
Col tempo il termine acrobazia si è dipanato in molteplici sfumature, ampliando il raggio d’azione di uno sport che, proprio per le diversità di formati accomunati da un alto tasso di adrenalina e imprevedibilità, è stato in grado di affiliare alla neve chi di sci, paletti e scarponi sa poco o nulla.
Dalle curve strette su piste ricche di gobbe (moguls) alle manovre aeree che alternano rotazioni e salti mortali dopo lo stacco da una rampa ripida (aerials), passando per le gare a eliminazione diretta tra quattro atleti in lotta sulla stessa pista tra curve, dossi, salti e gobbe (ski cross) fino ai più recenti tricks creativi con stacchi e atterraggi per cuori forti su tubi, pendii e ringhiere (halfpipe, slopestyle e big air), lo sci acrobatico ha conquistato grande seguito, specie tra i più giovani. Velocità d’azione, gesti tecnici su un terreno estremo e vivacità di movimenti hanno contribuito ad attrarre ampie ed eterogenee fette di pubblico, aprendo le porte della notorietà allo sci freestyle.
Alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 saranno ben 15 gli eventi acrobatici in programma dal 7 al 21 febbraio 2026, con sette appuntamenti equamente divisi per genere più uno a squadre miste. Tutte le gare andranno in scena al Livigno Snow Park (ski cross, halfpipe, slopestyle, big air) e al Livigno Aerials & Moguls Park (che ospiterà le gare di gobbe e salti). Da segnalare che l’edizione italiana segnerà la prima volta del dual moguls, con due atleti/e a sfidarsi in un duello ravvicinato, ma senza contatto, sulla stessa pista in una discesa che richiede abilità tecniche, velocità d’esecuzione e capacità di eseguire determinate acrobazie.
Al netto delle diverse evoluzioni che accomunano slopestyle, halfpipe e big air, è indubbio che lo ski cross sia la disciplina più elettrizzante per gli spettatori. Perché sin dall’apertura dei cancelletti le discese tra i quattro sfidanti regalano due minuti di gara da vivere in apnea, gustando la sequenza di curve e salti, con continui sorpassi e costanti duelli, anche fisici (seppur nei limiti previsti, con ammonizioni ed espulsioni assegnate a chi va oltre). Una modalità ideale per rendere la competizione incerta, esaltante e imperdibile fino all’arrivo (non di rado al fotofinish), tanto che c’è chi ha perso un oro olimpico già vinto per un brutto e inatteso atterraggio.
A caccia della prima medaglia a cinque cerchi, l’Italia si presenta a Milano Cortina 2026 con tanta fiducia per rompere il tabù. Nonostante l’infortunio al ginocchio che lo scorso novembre ha rovinato il percorso di avvicinamento di Flora Tabanelli, la stella più luminosa della spedizione azzurra con i suoi 18 anni e un 2025 strabiliante in cui ha messo in bacheca i Winter X Games nella categoria big air, la Coppa del Mondo nella stessa specialità e il Globo di Cristallo di freestyle, più i Campionati Mondiali, ci sono diverse punte di diamante chiamate a farsi sentire sulle piste di casa.
Oltre alla stessa Tabanelli, che ha ripreso ad allenarsi con i compagni di nazionale, tra le donne fa ben sperare la crescita di Jole Galli nello ski cross. Lato maschile, invece, a Miro Tabanelli, fratello di Flora e con lei vittorioso ai Winter X Games 2025 nella stessa specialità e nello stesso giorno, si aggiunge Simone Deromedis, campione del mondo 2023 di ski cross, secondo classificato nella Coppa del Mondo 2025 e assoluto protagonista nella prima parte di questa stagione (con citazione di merito per il compagno Edoardo Zorzi). In un misto di desiderio, obbligo e speranza, l’obiettivo di Deromedis è firmare il guizzo che vale una carriera. Riuscirci davanti ai suo tifosi sarebbe il massimo.