Voglio vivere al massimo lo spirito olimpico, intervista a Giulia Ghiretti

AROUND MiCo La visione e il modello organizzativo di Milano Cortina 2026 – Una delle ambassador dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, nonché simbolo del nuoto paralimpico italiano, racconta il suo modo di vedere e vivere l'evento a cinque cerchi.
di Redazione Undici 18 Gennaio 2026 alle 20:04

Giulia Ghiretti è un simbolo del movimento paralimpico italiano: la specialista azzurra di rana e farfalla ha vinto l’oro olimpico (a Parigi 2024), tre ori mondiali, due ori europei e una lunga serie di altri titoli. Viene spesso invitata nelle scuole, nelle aziende e a partecipare a eventi pubblici per raccontare la sua storia, gli inizi come ginnasta, l’incidente che l’ha portata alla paralisi delle gambe, l’approdo al nuoto e il colpo di fulmine per le gare in piscina. E adesso c’è una nuova avventura come ambassador di Milano Cortina 2026, che per Ghiretti rappresenta un’opportunità enorme. Per continuare a parlare di sé, del suo modo di vedere e vivere lo sport, per sentire bruciare addosso lo spirito olimpico.

Cosa vuol dire per te essere Ambassador di Milano Cortina 2026?
Un onore, una gioia, una responsabilità. Essere Ambassador significa aver fatto qualcosa di buono nello sport, con l’approccio corretto, al di là dei risultati, quindi è un riconoscimento molto gratificante. Dall’altra pare, però, c’è la consapevolezza di essere un esempio, con tutto quello che comporta.

Come valorizzerai al meglio il tuo ruolo di Ambassador durante i Giochi?
Innanzitutto, per me, essere Ambassador è un’identità quotidiana. Parlo di sport, dei suoi valori, di quanto può dare alle persone e a un sistema, tutti i giorni, con tutti. Lo sport è la mia vita. Dopodiché, vorrei esserci, vedere tante gare, vivere lo spirito olimpico dall’interno: per me sarebbe la prima volta, perché ho partecipato a tre Paralimpiadi estive ma soltanto da atleta.

Il tuo ricordo preferito legato ai Giochi Olimpici.
Paralimpiadi di Parigi, l’anno scorso. Quell’ora che è intercorsa tra la vittoria (oro nei 100 rana Sb4) e la premiazione è uno dei momenti più belli della mia vita. Un’emozione indescrivibile. Poi, dopo il podio, abbandonarmi nell’abbraccio della mia famiglia e dei miei amici che mi hanno seguito in Francia numerosissimi.

Qual è il valore aggiunto di ospitare un’edizione Olimpica in Italia, per il mondo sportivo e non solo?
Vivere da vicino un evento di questo tipo e respirare l’aria olimpiaca, è un’esperienza impagabile. Un’Olimpiade è un motore potentissimo di sviluppo non solo sportivo, ma anche culturale, sociale ed economico. Lo sport è un paradigma del miglior funzionamento di una società e un’Olimpiade, dove passa, lascia tracce indelebili. E non parlo solo dell’impiantistica, ma di un modo di interpretare le sfide, sia a livello personale, sia a livello collettivo.

Qual è lo sport/atleta che guarderai con maggior interesse?
Alle Paralimpiadi vorrei vedere un match di hockey sul ghiaccio, seguire lo snowboard con Riccardo Cardani e Jacopo Luchini, e lo sci, con Renè De Silvestro che gareggia a casa sua. Alle Olimpiadi vorrei vedere il pattinaggio, un concentrato di tecnica, forza e grazia. Ma sono sicura che mi appassionerò a tante altre discipline.

Da Ambassador, qual è il messaggio principale che vuoi trasmettere ai giovani che sognano una carriera sportiva?
Ai giovani voglio dire una cosa: inseguite i vostri sogni e non fatevi condizionare dalle aspettative di chi vi sta attorno. Troppo spesso una carriera sportiva viene vista come un elemento di disturbo allo studio o alla costruzione del lavoro. Ma uno sportivo sa cosa lo sport può dare nella vita ed è un bagaglio inestimabile di cose belle.

Nel tuo doppio ruolo di atleta, Ambassador di Fondazione Milano Cortina 2026, come vivi la responsabilità di rappresentare questi Giochi sia in campo che fuori?
Ai Giochi invernali sarò spettatrice e sulla carta dovrei avere meno tensioni. Forse nelle settimane di avvicinamento, questo sì, ma quando arrivano le gare degli azzurri, soffro molto di più rispetto a quando sono in gara io e faccio un tifo sfegatato. Amo lo sport e i suoi valori: ho voglia di raccontarlo.

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