Federica Brignone è un po’ più vicina a Milano Cortina 2026. La portabandiera azzurra, infortunatasi gravemente lo scorso aprile, sarà al cancelletto di partenza del gigante di Kronplatz, in Alto Adige. Si tratta della prima gara a 292 giorni dalla rottura del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre che del legamento crociato anteriore. Era il 3 aprile, e da quel momento è cominciato un lungo e tortuoso percorso per il rientro in pista, a meno di un anno dai Giochi Olimpici di casa.
Ecco, seppure nemmeno lei conosca davvero le sue condizioni, la scelta di tornare a disputare le competizioni ufficiali è uno degli step più importanti del suo «recupero straordinario», come lo ha definito il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò. Dopo l’inserimento di Brignone nell’entry list della gara di Kronplatz, avvenuto domenica, la conferma della sua presenza arriva proprio dalla diretta interessata, nel corso di una conferenza stampa a meno di 24 ore dalla gara. «Non sono qui per fare un test di me stessa, ma per testare la mia mente, il mio corpo, la mia gamba», dice. «Soprattutto e sicuramente non sono qua per trovare un grande risultato, ma per me stessa. È qualcosa di speciale già esserci dopo quello che mi è successo l’anno scorso, quindi tutto quello che verrà sarà comunque una cosa fantastica». Parole che Brignone pronuncia con il sorriso stampato in faccia, perché non respirare la competizione per tutto questo tempo non è facile.
Brignone è tornata a sfrecciare tra i pali dello slalom gigante per la prima volta intorno a Natale, ovviamente per un allenamento senza alcuna pressione e senza voler ottenere particolari risultati, visto che si trattava di uno dei primi test per lei dopo alcune settimane passate sugli sci. Da lì i progressi sono stati continui, dal ritorno con le compagne di squadra in Val di Fassa fino alla decisione di marchiare Kronplatz come gara del suo ritorno, distante pochi chilometri dalle nevi di Cortina d’Ampezzo, dove si spera possa arrivare per disputare le gare olimpiche. La sua presenza a Milano Cortina 2026, infatti, non è ancora sicura.
Certo, quanto fatto finora è già dimostrazione della straordinaria forza di volontà che Brignone continuerà a mettere per esserci. A confermare l’assenza di certezze è stata proprio lei. «Penso che nessun atleta possa dire che parteciperà ai Giochi finché non mette i bastoni fuori. Può succedere di tutto, è qualcosa che non si può sapere. A dicembre ho rimesso gli sci da turismo, ma fare l’atleta è un’altra cosa. E quando ho messo gli sci da gigante è stato un disastro, almeno all’inizio. Poi ci ho riprovato a metà dicembre e ho iniziato a vedere un po’ di luce. Non ho ancora fatto una giornata senza dolore da quando mi sono infortunata, anche nella mia vita normale».
Nulla di diverso da quanto fatto finora, perché «in questi nove mesi e mezzo il programma è stato fatto giornalmente, al massimo settimanalmente e continueremo così, non possiamo fare altrimenti», ha sottolineato Brignone. Niente obiettivi di risultato, quindi, ma un test come mai fatto nell’ultimo mese, con la speranza che le cose migliorino di giorno in giorno prima del grande appuntamento a cinque cerchi. In questo senso, Federica non si nasconde: «Ho uno stile di vita e dei principi per cui preferisco vivere e fallire che non vivere per paura di fallire: preferisco vivere e sbagliare provandoci, che non agire per il timore di non farcela».