I Mondiali 2026 segneranno l’inizio di una nuova era tecnologica, grazie a Lenovo

Gli avatar di tutti i calciatori convocati, l’analisi tattica, le riprese e la logistica: gli strumenti dell’intelligenza artificiale cambieranno completamente il calcio, per i protagonisti e per chi lo guarda.
di Redazione Undici 20 Gennaio 2026 alle 11:31

Durante la Coppa del Mondo 2026, il calcio entrerà nel futuro. Lo farà integrando l’intelligenza artificiale nel tessuto del gioco, portando direttamente sul campo ciò che sta già avvenendo su scala mondiale: la ridefinizione dei confini creativi e performativi. Lenovo, Official Technology Partner della FIFA, fornirà gli strumenti tecnologici per attuare una rivoluzione che tocca ogni aspetto: dalla tattica alla regia televisiva, dall’organizzazione logistica alla direzione arbitrale. Il digitale diventa così l’unica via per catturare ogni sfumatura e superare i limiti fisici, il tutto senza tradire l’anima storica del calcio.

Il Mondiale si trasforma nello scenario ideale per questa fusione tra umano e tecnologico: un terreno dove la natura viscerale dello sport, fatta di istinti ed emozioni, viene amplificata – e mai distorta – dalla precisione della macchina. Nasce, così, un’unione tra la passione umana e l’accuratezza della tecnologia, destinata ad alzare il livello delle prestazioni e, di conseguenza, della bellezza del gioco. Oggi l’accuratezza non può più prescindere dalla personalizzazione. È questa la visione svelata da Lenovo sotto la cupola della Sphere di Las Vegas, durante il CES (Consumer Electronics Show) 2026: nello sport bisogna creare una tecnologia fondata sulla consapevolezza che ogni atleta sia unico. Da qui prendono forma gli sviluppi di avatar digitali tridimensionali, modificati sulle esatte biometrie e sulla postura di ogni singolo protagonista del Mondiale.

In un calcio ormai plasmato dalla tecnologia e dallo sguardo del VAR, occorre un giudizio che sia davvero “su misura” e privo di dubbi. Serve uno strumento in grado di isolare la frazione di secondo e svelare quei centimetri invisibili che decidono il risultato. Grazie a questi avatar, utilizzati nel contesto del fuorigioco semi-automatico, si elimina ogni zona d’ombra: il sistema smette di applicare una sagoma standard per leggere, invece, la fisionomia reale del giocatore, garantendo una precisione senza precedenti.

Un’innovazione che, in realtà, va oltre le dinamiche di campo: Lenovo punta anche a una totale chiarezza visiva. Gli avatar 3D ridefiniscono i replay del fuorigioco semi-automatico, rendendoli immediatamente leggibili, sostituendo le anonime sagome grigie delle analisi VAR con i volti reali dei protagonisti. Una trasparenza che elimina ogni dubbio non solo per il pubblico televisivo, ma anche per i tifosi allo stadio, che potranno comprendere la decisione guardando i maxischermi senza più incertezze.

Lo ha spiegato bene Mattias Grafström, Segretario Generale FIFA: «Gli avatar 3D abilitati dall’IA rappresentano un passo avanti significativo nel modo in cui la tecnologia di arbitraggio supporta accuratezza e trasparenza». Lenovo, quindi, vuole portare la digitalizzazione del gioco in una dimensione umana, immediatamente decifrabile, distante da una grafica fredda e schematica.

La stessa nitidezza è ricercata per le immagini che viviamo in diretta. L’intelligenza artificiale interverrà per pulire le sequenze frame per frame, concentrandosi particolarmente su uno degli strumenti più immersivi ma tecnicamente complessi: la body cam dell’arbitro. Finora queste riprese ci hanno abituato a inquadrature mosse, frenetiche, a tratti confuse. Durante i Mondiali 2026, però, la stabilizzazione AI-driven di Lenovo cambierà tutto, rendendo la visuale più fluida e chiara. Così la prospettiva dell’arbitro acquisirà una stabilità inedita, proiettando lo spettatore nel cuore dell’azione senza più disturbi visivi.

Questa rivoluzione guidata da Lenovo non si limita al contorno, ma penetra nelle pieghe più profonde del calcio. Un’altra grande novità dei Mondiali 2026 si chiama Football AI Pro, uno strumento interamente dedicato all’analisi tattica. In un contesto in cui la strategia è diventata il centro gravitazionale del gioco, il motore che ridisegna le gerarchie e detta i cambiamenti, questa soluzione si trasforma in un formidabile acceleratore d’innovazione direttamente sul campo. Non si tratta di un semplice archivio dati, ma di un assistente virtuale capace di decifrare la complessità delle partite in tempo reale, offrendo agli staff tecnici intuizioni immediate.

Attraverso l’uso di clip video e avatar 3D, il sistema permette di confrontare situazioni di gioco e simulare modifiche strategiche contro avversari specifici, arrivando a fornire analisi su misura anche per i giocatori singoli. Ma la vera forza di Football AI Pro risiede nella sua natura orizzontale: l’accesso sarà garantito a tutte le 48 nazionali della Coppa del Mondo. In un torneo che accoglie debuttanti come Capo Verde e Curaçao, spesso privi delle risorse delle Nazionali più prestigiose, questo strumento diventa l’occasione per colmare il divario analitico tra le altre squadre. E per rendere migliore la competizione. La collaborazione tra Lenovo e il Mondiale 2026, infine, si estende fino a innervare la struttura stessa dell’evento, sostenendone l’organizzazione.

Il cuore pulsante di questa macchina è l’Intelligent Command Center, una centrale operativa chiamata a gestire la complessità logistica di un Campionato del Mondo distribuito su tre Paesi differenti – Stati Uniti, Canada e Messico – e frammentato da diversi fusi orari, monitorando flussi di dati, spettatori e infrastrutture. Dimostrando anche in questo caso che l’obiettivo di Lenovo non è sostituire, ma completare, servire e migliorare l’esperienza umana – quella dei protagonisti, dei tifosi e degli organizzatori.

Ogni innovazione introdotta, dagli avatar digitali al Football AI Pro, nasce proprio per elevare la qualità del torneo, rispettando rigorosamente l’aspetto emotivo del gioco: una tecnologia potente, sì, ma discreta, che lavora dietro le quinte per garantire che al centro della scena rimangano sempre il talento e l’imprevedibilità.

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