Abbasso il tessuto maledetto. Se Don Chisciotte, nella romanzesca Spagna del Seicento, se la prendeva con i mulini a vento, Sean Dyche, nella Premier League di oggi, è pronto ad andare alla carica contro gli asciugamani. Nessun errore. E a differenza del personaggio letterario, l’allenatore reale non sarebbe nemmeno affetto da alcun tipo di delirio. Anzi: ha ragione da vendere, dal punto di vista del suo mestiere.
La curiosa crociata di Dyche è scoppiata attorno all’ultima giornata di campionato, quando il suo Nottingham Forest ha battuto a domicilio il Brentford centrando tre punti fondamentali per la lotta salvezza. Ma nonostante il successo, la guida tecnica degli ospiti si è lamentata a fondo e in modo del tutto singolare. «Quegli asciugamani a bordocampo: non riesco proprio a sopportarli», le parole dell’allenatore nel postpartita. «Nulla contro i giocatori del Brentford: queste sono le regole. Come può la formazione di casa avere la possibilità di decidere se avere gli asciugamani a portata di mano oppure no?».
Il riferimento è a quanto succede durante il match in occasione delle rimesse laterali. Per rimediare al pallone scivoloso – soprattutto in Inghilterra, nei mesi invernali – da qualche tempo i calciatori incaricati della rimessa possono ricorrere a un apposito asciugamano. Comodo? Mica tanto. Dyche sottolinea infatti che la manovra sfocia spesso e volentieri nella perdita di tempo. E soprattutto, resta a totale discrezione della squadra di casa: le linee guida della Premier League prevedono che gli stracci possano essere utilizzati soltanto se messi a disposizioni di entrambe le formazioni in gioco. Ma è chi ospita la gara a decidere se ci saranno o meno. E gli ospiti si devono adeguare.
Per questo motivo altre competizioni nazionali – come la EFL Cup, nel 2024 – hanno progressivamente bandito l’utilizzo di qualsiasi oggetto accessorio per asciugare il pallone. Al che Dyche ribatte: «Perché gli asciugamani continuano a infastidire le partite di Premier League? Non fanno che aggiungere una seccatura alle tante cose a cui noi allenatori dobbiamo già pensare. Dunque no agli asciugamani. Facile, vero? Non ci vuole mica uno scienziato: tutta questa storia è incomprensibile per me». Soltanto il tempo potrà dire se il campionato in corso ricorderà Dyche come l’uomo che raddrizzò la complicatissima annata del Nottingham, oppure come il rivoluzionario che contribuì all’abolizione degli infidi asciugamani. In quel caso, più che l’analogo inglese della Panchina d’oro, come premio ci vorrebbe minimo un cavalierato. Da don a sir è un attimo.