Il Wrexham è ancora in Championship, ma ha un’immagine e un valore commerciale vicino a quello dei grandi club

Il modello imposto dalla proprietà di Ryan Reynolds e Rob McElhenney, due attori di Hollywood, ha cambiato per sempre la storia della squadra gallese.
di Redazione Undici 28 Gennaio 2026 alle 11:15

A Wrexham gli obiettivi della proprietà americana e hollywoodiana, guidata dagli attori Ryan Reynolds e Rob McElhenney, sono chiari da tempo. E vanno molto al di là dei risultati sportivi. Quando però è iniziato progetto-Wrexham, ovvero quando nel 2021 hanno acquistato le quote di maggioranza del club attraverso la RR McReynolds Company LLC, neppure loro immaginavano che le cose potessero funzionare così bene, e così velocemente. In cinque anni, infatti, una delle squadre storiche del calcio britannico ha ripreso linga, è risalita dai dilettanti fino in Championship. E ora punta a stabilizzarsi per tentare il salto in Premier League. Non è tutto: in FA Cup i risultati sono stati incoraggianti, con il quarto turno raggiunto per ben due volte, lo stadio più antico del mondo verrà rinnovato, la serie tv Welcome to Wrexham ha avuto un grande successo – al punto che alcuni giocatori, tra cui l’ex Empoli Liberato Cacace, hanno dichiarato di aver accettato di trasferirsi in Galles grazie alla popolarità del documentario – e il valore del brand è cresciuto a dismisura.

La BBC ha analizzato questo virtuoso modello di gestione sportiva e amministrativa. Che parte ovviamente dalle cose di campo, ma poi si espande in tante alrre direzioni. Come detto tra le righe, Wrexham ha già scritto una pagina di storia con tre promozioni consecutive dalla National League alla Championship, e adesso è in lotta per guadagnarsi un posto nei playoff. Le ambizioni di Premier League trovano poi riscontro anche fuori dal rettangolo di gioco, visto che i recenti investimenti pare abbiano rafforzato il bilancio per una cifra superiore ai 50 milioni di euro.

L’afflusso di capitali è stato alimentato anche dall’ingresso di nuovi soci, tra cui il gruppo finanziario statunitense Apollo Sports Capital. La famiglia Allyn, con base a New York, ha investito nel Wrexham, rilevando una quota di circa il 15%, nell’anno 2024. La quantità di denaro investita non è stata resa nota, ma un’emissione di azioni nel marzo 2025 ha fruttato circa 16 milioni di eur0, seguita da altri otto milioni nel settembre successivo. Sono cifre importanti, soprattutto se pensiamo che Reynolds e McElhenney avevano completato l’acquisizione del club nel febbraio 2021 con un investimento di appena 2,3 milioni di euro. Inoltre, secondo alcune indiscrezioni provenienti dagli Stati Uniti, alla vigilia dell’accordo con Apollo il Wrexham veniva valutato intorno ai 400 milioni di euro: una cifra nettamente superiore a quella attribuita a un club più blasonato come lo Sheffield United nel dicembre 2024, ovvero 115 milioni – al netto dell’indebitamento, ovviamente.

Questo è il punto centrale di tutto il racconto: l’alta valutazione del Wrewxham è legata soprattutto al profilo globale, all’immagine glamour del club, alle ulteriori prospettive di sviluppo. Welcome to Wrexham è stata distribuita in tutto il mondo e magari non genera ricavi diretti, ma funziona come un potente strumento di marketing. La popolarità del club è esplosa in Nord America, dove nell’ultima stagione tutte le partite del Wrexham sono state trasmesse in diretta; i tour estivi, dagli Stati Uniti all’Australia e alla Nuova Zelanda, hanno fatto registrare il sold out. I circa 35 milioni di euro investiti sul mercato, che hanno determinato la crescita del monte ingaggi, sono stati compensati da ricavi commerciali molto elevati, grazie ad accordi con colossi come United Airlines e HP. Due marchi che non avrebbero mai contattato un club di Championship, ma il Wrexham è un’altra cosa.

Già quando militava in League Two, due stagioni fa, il Wrexham aveva introiti commerciali più alti rispetto a 20 dei 24 club di Championship. E grazie ai risultati sul campo, i ricavi televisivi sono decuplicati, passando da 1,4 a 14 milioni di euro. L’amministratore delegato del club, Michael Williamson, ha paragonato gli accordi che ha stipulato a quelli di alcune società di Premier League. I nuovi fondi non sono destinati a una spesa indiscriminata sul mercato, che rischierebbe di violare le norme del Fair Play Finanziario, ma servono soprattutto a sostenere investimenti in infrastrutture, settore giovanile e squadra femminile – voci virtuose e quindi escluse dai calcoli che limiterebbero nuovi investimenti. Nel nuovo progetto dello stadio, uno degli obiettivi è stato quello di aumentare non solo la capienza, ma anche di potenziare i servizi di hospitality.

Un’eventuale promozione in Premier aprirebbe le porte a introiti decisamente più consistenti: soltanto i nuovi diritti tv garantirebbero un minimo di 126 milioni di euro. E forse sarebbero anche di più, considerato quanto è attraente la squadra per i broadcaster. In ogni caso, la sostenibilità resta al centro del progetto-Wrexham, che fin dall’inizio hanno parlato di un piano di lungo periodo. L’aumento costante dei ricavi sembra confermare la solidità del modello e tiene aperta la porta a ulteriori iniezioni di denaro da parte di nuovi soci. Reynolds e McElhenney mantengono comunque una quota di maggioranza, ritenuta fondamentale, dato che il valore del marchio è ancora strettamente legato alla loro presenza.

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