Paulo Fonseca sta facendo benissimo a Lione, dove è diventato una specie di santone

E soprattutto, è stato decisivo per portare in Francia un fenomeno come Endrick.
di Redazione Undici 02 Febbraio 2026 alle 18:18

Dieci vittorie consecutive in tutte le competizioni. Dodici nelle ultime tredici: se in Europa c’è una squadra on fire, anche contro i pronostici, quella è decisamente il Lione di Paulo Fonseca. Terza a pari merito, ma lanciatissima in Ligue 1. Direttamente agli ottavi di Europa League, dopo aver vinto il girone unico davanti ad altre 35 squadre: visto come se la passava il club transalpino soltanto qualche mese fa – radiato dalla massima serie, in odor di fallimento – tutto questo è oro colato oltre ogni più rosea immaginazione. E molto di questo è merito di Paulo Fonseca, che quasi un anno fa aveva preso le redini della squadra in un momento complicatissimo. Oggi, dopo alterne fortune, si gode i frutti di un lavoro gestionale da applausi.

Dopo la vittoria di misura sul Lilla, più sofferta ma ancora più importante di tante goleade recenti, ormai anche L’Équipe incorona l’ex allenatore del Milan: viene ribattezzato “il Fattore X”, la guida tecnica con la più alta percentuale di vittorie (oltre il 65%) nella storia del club. «Siamo belli da vedere, produciamo gioco, i piani tattici sono eccezionali», sono arrivati gli applausi anche da parte del direttore sportivo Matthieu Louis-Jean. «E soprattutto abbiamo un coach formidabile: di alto, altissimo livello». Inutile dire che per Fonseca, sotto contratto fino al 2027, il discorso rinnovo è già ben avviato. Anche grazie al suo ruolo decisivo in queste settimane di calciomercato.

Per stessa ammissione del giocatore, Fonseca è stato infatti il primo responsabile dell’arrivo di Endrick in prestito dal Real Madrid. Cioè un giovane fenomeno, magari acerbo per i Blancos, ma già straripante in maglia OL: quattro gol e un assist in quattro presenze, fra cui una tripletta da urlo in casa del Metz. Uno di quei giocatori da ammirare finché c’è, e il Lione avrà il privilegio di averlo con sé fino a giugno. “Se oggi io sono qui, bisogna ringraziare Paulo», ha spiegato sempre a L’Équipe il 19enne brasiliano. «Mi ha parlato della squadra, del suo tipo di gioco, di cosa sarebbe successo se il mio arrivo si fosse concretizzato. Ora lo posso dire: essere qui a Lione è come lo avevo immaginato, ed è meraviglioso».

Sono parole che pesano tantissimo, capaci di blindare il futuro di un allenatore. I tifosi lo adorano, vedono in lui il simbolo della ripartenza e del comandante arrivato nel pieno della tempesta per raddrizzare la rotta disperata di una nave alla deriva. Ci sta riuscendo e ora si gode tutto il calore del Parc Olympique Lyonnais. «Dobbiamo continuare a mantenere il nostro equilibrio», resta prudente Fonseca. «Sarà importante incanalare bene i nostri sforzi per centrare gli obiettivi stagionali: non voliamo troppo con l’entusiasmo, perché non abbiamo ancora vinto nulla». Eppure in città è sempre più difficile tenere a freno gli animi. Con un Endrick così, impossibile. E con chi lo manda in campo con simili risultati, ancora meno.

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