Se nel 2019 le avessero detto cosa sarebbe successo nei sette anni successivi, probabilmente non ci avrebbe creduto nemmeno lei. Lindsey Vonn è tornata a gareggiare a cinque anni dal suo ritiro, 12 mesi dopo ha vinto la prima gara della sua “seconda carriera” e poi, poco più di un mese dopo, si troverà ad affrontare i suoi ultimi Giochi Olimpici con il legamento crociato anteriore rotto. Sì, perché l’ultima settimana di “Wonder Woman” è stata tutt’altro che tranquilla: venerdì 30 gennaio, la 41enne statunitense è caduta durante la discesa di Crans Montana, cancellata poco dopo per le condizioni troppo pericolose nella quale le atlete stavano gareggiando.
Vonn è stata portata subito in ospedale per accertamenti, prima di volare verso Cortina d’Ampezzo, dove si svolgeranno le gare a cinque cerchi dello sci alpino femminile. Da lì, ha fatto l’annuncio che ha spiazzato tutti, giornalisti, appassionati e, probabilmente, pure qualche sua collega: «Venerdì scorso mi sono rotta completamente il legamento crociato anteriore. Ho anche un trauma osseo, un infortunio comune in caso di rottura del legamento crociato anteriore, oltre a un danno al menisco». Parole che fanno pensare alla decisione di fermarsi e non prendere parte alle gare olimpiche, ma la sciatrice ha aggiunto: «Ho consultato dei medici, sono andata in palestra e oggi sono anche andata a sciare. Il mio ginocchio non è gonfio e, con l’aiuto di una ginocchiera, sono fiduciosa di poter gareggiare domenica».
Le dichiarazioni di Vonn vanno in contrasto non solo con le sue condizioni cliniche e fisiche, ma anche con la difficoltà che tanti suoi colleghi e colleghe hanno nel rientrare a gareggiare dopo brutti infortuni. Certo, crociato a parte, la condizione dell’americana è al top. Lo dimostrano i risultati raggiunti da dicembre, mese nel quale hanno preso via le gare delle discipline veloci in Coppa del Mondo. Vonn ha messo insieme vittorie e altri cinque podi in nove gare, più un quarto posto e, in chiusura, la brutta caduta di Crans Montana. Numeri che, anche a 41 anni, hanno fatto decidere a Vonn di rischiare il tutto per tutto sull’Olimpia delle Tofane di Cortina.
Normalmente, a una caduta del genere seguirebbero un intervento e una lunghissima riabilitazione, seguita da una preparazione per arrivare al top della condizione in gara. È il percorso fatto da Federica Brignone, che ad aprile ha rimediato la rottura del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre che del legamento crociato anteriore, come accaduto a Vonn. Una situazione ben diversa quella della portabandiera italiana a Milano Cortina, infortunatasi a fine stagione, dopo aver vinto la sua seconda Coppa del Mondo e in procinto di prendersi una meritata vacanza. Nonostante il periodo di offseason prima del nuovo inverno, il recupero della valdostana rimane incredibile, come lo è il sesto posto con la quale si è ripresentata alle gare, a meno di un mese dall’appuntamento olimpico.
Il punto è che molti atleti hanno dovuto aspettare più del doppio per rivivere le emozioni del cancelletto di partenza. Chiedere ad Aleksander Aamodt Kilde, rientrato a fine novembre dopo quasi 700 giorni dalla brutta caduta che gli aveva causato una ferita profonda al polpaccio, danni ai nervi della gamba e una lussazione alla spalla, problemi che a loro volta lo avevano costretto a ben cinque interventi chirurgici. Kilde, a oltre due mesi dal rientro e quasi in contemporanea con la conferenza stampa di Vonn, ha annunciato la scelta opposta rispetto alla collega: non si sente competitivo e non parteciperà a Milano Cortina 2026. Un altro esempio lo rappresenta la slalomista Petra Vlhova: anche lei, come Kilde, si è fermata a gennaio 2024, ma a differenza del norvegese non è mai rientrata, e conta di farlo per i Giochi. «Prenderò una decisione definitiva 48 ore prima dello slalom», ha spiegato Vlhova, dopo aver comunicato di aver ricevuto il via libera dei medici per allenarsi al massimo.
Se la decisione di Vonn si rivelerà giusta o meno, lo si saprà probabilmente domenica, quando si disputerà la discesa femminile. Di certo, l’annuncio di una delle sciatrici più forti della storia ha fatto scalpore, innanzitutto per i rischi che si prenderà l’atleta se, come ha promesso, dovesse presentarsi davvero al cancelletto di partenza. È una storia tanto bella quanto spaventosa, ma non resta che fidarsi di Lindsey Vonn e, si spera, godersi la sua ultima discesa olimpica.