L’argento nella staffetta mista è un ottimo inizio per l’Italia del biathlon, che ha tutto ciò che serve per sognare in grande

Giacomel, Hofer, Wierer e Vittozzi sono arrivati al secondo posto dietro l’irraggiungibile Francia: un risultato che conferma il potenziale della squadra azzurra, anche in vista delle prossime gare.
di Redazione Undici 09 Febbraio 2026 alle 01:43

Medaglia doveva essere e medaglia è stata per la staffetta mista, che ha aperto i Giochi Olimpici Invernali del biathlon. L’Italia ha chiuso al secondo posto, dietro la favorita Francia, vincendo il duello con la Germania, terza davanti alla Norvegia solo dopo l’ultimo poligono di gara. Gli Azzurri sono scesi in pista con Tommaso Giacomel in prima frazione, Lukas Hofer in seconda, mentre tra le donne è scattata prima Dorothea Wierer e poi Lisa Vittozzi. Sul tracciato di Anterselva, uno dei templi mondiali del biathlon, l’Italia ha mostrato caparbietà, classe e voglia di prendersi la terza medaglia in questo format, dopo i due bronzi consecutivi ottenuti a Sochi nel 2014 e PyeongChang nel 2018. L’arrivo a braccia aperte di Vittozzi, che si gode il momento che e ringrazia il grande tifo del pubblico, è il segnale che l’Italia c’è; perché questa medaglia d’argento è solo il primo passo, nei prossimi giorni ci sono altre dieci gare in programma per continuare a sognare.

Giocare in casa significa supporto ma anche pressione, elemento che può fare brutti scherzi anche ad atlete super rodate come Dorothea Wierer, originaria proprio di Anterselva. Alle ultime gare prima del ritiro, la 35enne biatleta azzurra desiderava chiudere con una medaglia, arrivata al primo tentativo: «È stato difficilissimo gestire le emozioni, ero veramente molto nervosa. Tremavo, avevo le gambe pesantissime, una situazione non proprio facilissima da gestire, però sapevo che avevamo una squadra fortissima”, ha dichiarato Wierer al termine della staffetta mista. Quando lo spavento si è trasformato in gioia: «Lukas Hofer mi ha dato il cambio in una posizione molto buona, quindi c’era un po’ di paura, però nonostante tutto sono felice per la nostra squadra perché è bello iniziare così per tutti». Anche perché l’arrivo in solitaria della Francia ha cancellato qualsiasi rimpianto per il primo posto: «Loro sono una squadra eccezionale, si sono meritati quest’oro dimostrando di essere in grande forma».

I buoni propositi per l’Italia sono stati immediati: la partenza di Giacomel ha spinto per tentare di fare selezione, anche se per lui le distanze ideali sono quelle più lunghe. «Ho cercato di rendere la gara più dura possibile, ma sei chilometri a livello maschile è una distanza che non permette di spaccare il gruppo». Poco male, però, perché grazie alla sua sciata e all’uso di due sole ricariche durante la sessione di tiro, l’Italia resta sempre nelle prime posizioni.

Nella frazione di Hofer la Norvegia mette il turbo e stacca tutti, con la sola Germania che riesce a restare in scia, mentre Francia e Italia sono più indietro e fanno maggiore fatica. «Ho tenuto duro, senza mollare, che è ciò che ho fatto negli ultimi quattro anni, che sono stati tosti. A 36 anni, con tanti giovani così forti, non è facile gestire un giro così corto; c’era abbastanza tensione al tiro, ho sbagliato due tiri ma poi sono tornato efficiente. Questa è una medaglia speciale», ha spiegato l’altoatesino.

Con l’entrata in gara delle donne, l’Italia parte leggermente dietro le tre rivali, ma Wierer riesce a rintuzzare il distacco, mentre la Francia va in fuga con Jeanmonnot, già in testa alla classifica di Coppa del Mondo. La precisione al poligono consente a Dorothea di mettere il naso davanti alle avversarie, così nell’ultimo cambio è il turno di Vittozzi, brava a combinare concentrazione al tiro e velocità sugli sci. Con la Francia a imporsi in 1:04’:15’’, la perfezione nella seconda serie di tiro di Lisa lancia l’Italia verso il primo argento della staffetta mista italiana, mentre dietro la Germania vince la corsa al bronzo sulla Norvegia. «Ero molto nervosa oggi, ma sono riuscita a gestire bene il finale e sono felice per la medaglia», ha detto Vittozzi.

Per la 31enne di Pieve di Cadore si tratta della seconda medaglia olimpica (dopo il bronzo nel 2018); Hofer si mette al collo il terzo alloro a cinque cerchi, sempre con la staffetta mista, mentre Giacomel inizia col piede giusto la sua prima Olimpiade. Per Wierer, invece, la terza medaglia olimpica in staffetta è la quarta della carriera, dopo il bronzo nella sprint ottenuto a Pechino nel 2022. Come detto, però, questo è solo l’antipasto per il biathlon, con l’Italia che vuole continuare a essere protagonista.

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