Si può spendere 53 milioni di euro più 12 di bonus per un attaccante ad agosto, e metterlo fuori rosa già nel gennaio successivo senza apparenti motivi tecnici o disciplinari? La risposta può essere sì soltanto nell’Arabia Saudita delle contraddizioni calcistiche: l’ultimo a farne le spese è Darwin Núnez, gran rinforzo stagionale dell’Al-Hilal e ora escluso dalle rotazioni… per far posto a sua maestà Karim Benzema. Il botto di calciomercato di quest’inverno, prelevato dall’Al-Ittihad per formare una coppia offensiva da sogno in mezzo al deserto. E invece no. Perché il club di Riyad ha clamorosamente sbagliato le proprie valutazioni – a quale punto della vicenda, difficile dire – e ora si ritrova con più di qualche esubero di lusso.
Il cortocircuito si deve al regolamento della Saudi Pro League sulla composizione delle rose: è previsto un massimo di dieci calciatori stranieri, almeno due dei quali devono essere under 21. Ingaggiando Benzema, l’Al-Hilal era consapevole del rischio che avrebbe corso. Nelle giornate precedenti, anche per liberare qualche slot, il club aveva ceduto in prestito Joao Cancelo al Barcellona e Kaio César al Corinthians fino al termine della stagione. Ed era pronto a fare lo stesso anche con Marcos Leonardo, indirizzato verso l’Atlético Madrid. Poi però la trattativa è saltata. E il tempo del calciomercato è scaduto: fra tutti gli extracomunitari nella rosa di Simone Inzaghi, si è deciso così di mettere da parte Darwin Nunez e Pablo Marí. Per l’ex Fiorentina la situazione è ancora più grottesca, visto che il suo arrivo in Arabia risale al 10 gennaio scorso. Nunez invece, cosa niente affatto scontata, è stato scelto in un parco attaccanti che oltre a Benzema comprende anche l’ex blaugrana Malcom e lo stesso Marcos Leonardo: insomma, non una concorrenza irresistibile per chi fino a pochi mesi fa era protagonista nel Liverpool in Premier League.
Nunez paga così un avvio con la nuova maglia decisamente al di sotto delle aspettative, ma nemmeno da buttare – 7 gol e 5 assist in 23 partite. E soprattutto la smania dei manager sportivi sauditi, puntualmente orientati all’hic et nunc, a qualunque costo, senza preoccupazioni di sorta (o spesa) per il lungo periodo. Magari nemmeno loro si aspettavano di dover accantonare un giocatore come Darwin, che pur di non perdere il treno per i Mondiali con l’Uruguay a questo punto potrebbe anche cercare una nuova destinazione. Ma se a bussare alla porta, al termine di un gran colpo di scena per le gerarchie calcistiche saudite, un goat come Benzema, tocca prendere misure drastiche. Drastiche, diseconomiche e paradossali.