Alla metà delle Olimpiadi di di Milano Cortina 2026, i numeri relativi al pubblico sono davvero incoraggianti

Il modello diffuso sta funzionando bene: 1,27 milioni di biglietti venduti e un'ottima quota di riempimento medio degli impianti (85%).
di Redazione Undici 16 Febbraio 2026 alle 19:59

Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 sono un successo a prova di numeri. Nell’era in cui le statistiche avanzate spuntano un po’ ovunque per pesare fatti e giudicare eventi, le cifre dei primi Giochi diffusi sono una prova: la novità organizzativa e logistica è stata accolta bebe dal pubblico. Lo dicono gli appassionati che riempiono piste e arene, mentre lo sci alpino e il pattinaggio fanno il pieno in televisione e via app, lo dicono i contenuti digitali che sui social viaggiano a ritmi sostenuti e senza pause.

Trend oltre le attese, favoriti nel contesto italiano dalle straordinarie prestazioni degli atleti di casa, capaci di centrare il record storico di medaglie (22), quando al termine della rassegna mancano ancora sette giorni. Con 1,27 milioni di biglietti venduti, al primo giro di boa il tasso di riempimento medio delle strutture è stato superiore all’85%, con un eccellente colpo d’occhio regalato dalle diverse sedi di gara. Nonostante un concetto di sold out forzatamente “svuotato” davanti alla prima Olimpiade con due capitali e sei sedi di gara.

«Siamo consapevoli di essere dei pionieri», ha spiegato Andrea Varnier, l’amministratore delegato della Fondazione Milano-Cortina. «Abbiamo messo a punto un modello che muove persone in contesti geograficamente complessi e che sarà un riferimento per il futuro, a partire dalla prossima edizione a cinque cerchi sulle Alpi Francesi. La vera sfida, tuttavia, era far percepire l’atmosfera olimpica in ognuno dei luoghi e credo che chiunque sia stato a Bormio, Anterselva, Livigno o Cortina l’abbia sentita». In occasione di ‘Milano Cortina Halfway’, momento utile per tracciare un primo bilancio della rassegna, è stato lui a snocciolare cifre molto positive.

Lo sci alpino si è confermato lo sport più atteso e seguito, tanto che a Bormio è stato venduto il 94,7% dei posti disponibili. A ruota seguono il pattinaggio e le altre discipline sul ghiaccio, con gli impianti milanesi (Forum di Assago, Arena di Santagiulia e Rho Fiera) riempiti per oltre il 90%, mentre il biathlon ad Anterselva ha centrato una percentuale dell’88,7%. Poco sotto, 87%, il dato per lo slittino sulla nuova pista di Cortina intitolata a Eugenio Monti, mentre 90% è il dato registrato dal salto con gli sci a Livigno.

Numeri che valorizzano la visione innovativa di un evento che delinea risvolti favorevoli anche per la seconda settimana di gare. Per seguire le esibizioni dei pattinatori sono rimasti meno del 6% dei biglietti, mentre c’è maggiore disponibilità per alcune gare di hockey, anche per via della diversa forbice di prezzo. Per un match dei quarti di finale maschili l’esborso si aggira sui 350-400 euro, ma a far da contraltare ci sono discipline più di nicchia come il bob, per cui un biglietto si può acquistare a 70 euro. Fuori concorso, invece, è la corsa al pass per la cerimonia di chiusura dei Giochi, in programma domenica 22 febbraio all’Arena di Verona: il range per accaparrarsi un posto spazia da 900 a 2.900 euro.

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