Luca Reggiani ha debuttato da titolare nella gara di Champions tra Borussia Dortmund e Atalanta, e ha dimostrato di poter giocare a questo livello

È un difensore di 18 anni, è nato a Modena e dal 2024 si è trasferito in Germania. Dove, evidentemente, non si sono fatti problemi a lanciarlo non appena ne hanno avuto l'occasione.
di Redazione Undici 18 Febbraio 2026 alle 02:13

Per l’Atalanta, quella di Dortmund è una partita/notte da archiviare in fretta: al di là del risultato negativo, anche se potenzialmente ribaltabile, la distanza percepita tra la squadra di Palladino e il BVB – dal punto di vista della tenuta atletica, della freschezza, della chiarezza di idee – è stata davvero significativa. Eppure, nonostante tutto, il calcio italiano può guardare con una certa soddisfazione a quanto successo nella gara del Signal Iduna Park: Luca Reggiani, difensore 18enne del Borussia, ha infatti giocato la sua prima partita da titolare tra i professionisti. E l’ha giocata bene, senza mostrare timori reverenziali, con intelligenza e qualità.

La storia di Reggiani è quella di una promessa che decide di diventare expat per imporsi davvero: nato a Modena e allevato come calciatore nel settore giovanile del Sassuolo, club al quale si è aggregato quando aveva soltanto otto anni, nel 2024 decide di accettare l’offerta del Borussia Dortmund. Non è l’unico giovane italiano che si è lasciato sedurre dal progetto del BVB: in questo momento, nella rosa allargata – cioè guardando anche alla squadra filiale – del club giallonero ci sono anche Filippo Mané e Samuele Inácio, entrambi da tempo nel giro delle giovanili azzurre. Reggiani, però, è quello che ha avuto il percorso più convincente: dopo la trafila nelle squadre Under 17 e Under 19 del Borussia, da qualche settimana è stato aggregato in maniera permanente alla prima squadra di Niko Kovac – complici anche l’addio di Anselmino e gli infortuni dello stesso Mané e di Emre Can. Poi sono arrivati i primi spezzoni di partita: qualche minuto partendo dalla panchina contro il Wolfsburg lo scorso 7 febbraio, poi l’intera ripresa – da subentrato al posto di Süle – nella sfida contro il Magonza dell’ultimo weekend. E adesso il debutto da titolare contro l’Atalanta. In un playoff di Champions League.

Reggiani è un difensore tosto ma anche pensante, fisicamente e tecnicamente strutturato per esprimersi al meglio come braccetto di una difesa a tre e/o come esterno di contenimento. I dati della gara contro l’Atalanta, in questo senso, sono eloquenti: ha chiuso la partita con tre duelli vinti su cinque, con undici eventi difensivi complessivi e con una precisione nei passaggi dell’85%. Al di là di queste cifre, però, Reggiani ha impressionato per razionalità e pulizia del gioco, per il modo lineare ed efficace in cui ha interpretato il suo ruolo. Non è scontato per un difensore centrale all’esordio assoluto tra i grandi, a maggior ragione contro un avversario come l’Atalanta. E poi c’erano anche da pesare anche gli aspetti emotivi: l’ex difensore del Sassuolo era letteralmente – e teneramente – scoppiato a piangere in campo nel giorno dell’esordio con il BVB. Per il modo in cui è venuto fuori dalla partita contro l’Atalanta, sembra che sia passata una vita da quel momento. E invece è successo appena dieci giorni fa.

Poche ore prima della sfida contro la squadra di Palladino, il Kicker – uno dei giornali tedeschi più autorevoli, tra quelli che si occupano di sport – aveva scritto che «Reggiani ha esordito al Signal Iduna Park, nella gara contro il Magonza, manifestando una naturalezza, una sicurezza e una leadership naturale che di solito non si addicono a un calciatore della sua età. Non è apparso né troppo agitato né eccessivamente cauto. Al contrario, ha mostrato di avere le idee chiare, ha servito passaggi precisi e ha esibito un controllo di palla calmo e rilassato. Nel complesso, ha offerto una prestazione composta e sicura: il modo migliore per sfruttare l’emergenza difensiva della sua squadra, per farsi vedere da Kovac. Insomma, non è un caso che molti top club europei si fossero interessati a lui prima dell’arrivo a Dortmund». Quest’ultimo riferimento va a riprendere le indiscrezioni per cui Reggiani sarebbe entrato nell’orbita del Manchester United, del Real Madrid, della Juve e del Bayern Monaco. Alla fine ha scelto il BVB, e il modo in cui è stato lanciato dimostra che si è trattato della mossa migliore. Per lui, ovviamente, ma anche per il calcio italiano. Che tra qualche tempo potrebbe ritrovarsi per le mani un difensore di qualità, non ancora ventenne e con una buona esperienza in Bundesliga e Champions League, per altro in un club d’élite come il Borussia. Niente male, come biglietto da visita.

>

Leggi anche

Calcio
Per fronteggiare la crisi economica, i club di Ligue 1 hanno inventato tanti modi creativi per risparmiare su qualsiasi cosa
I club stanno tagliando le spese diversi reparti, privilegiando sostenibilità ambientale e ruoli multitasking.
di Redazione Undici
Calcio
Il PSG e Netflix dovevano fare uscire un documentario, ma il progetto si è arenato
Secondo L'Équipe, ci sarebbero state delle divergenze sui contenuti e sull'accesso garantiti alla troupe.
di Redazione Undici
Calcio
Per Gravina e Buffon le dimissioni dalla FIGC erano l’unica strada possibile
La sconfitta in Bosnia e la mancata qualificazione al terzo Mondiale di fila hanno portato a un doppio addio inevitabile: un atto politico, come succede sempre, ma soprattutto il frutto di tutta una serie di errori.
di Alfonso Fasano
Calcio
De Zerbi al Tottenham può sembrare una scelta assurda, ma non lo è per niente
Nel caso di una non impossibile salvezza, l'allenatore italiano avrà a disposizione mezzi tecnici ed economici pressoché illimitati per ricostruire la squadra. Gli Spurs sono ben diversi dal Marsiglia.
di Redazione Undici