Nell’Olimpiade dei record il paradosso per l’Italia è che una delle notizie di maggiore impatto possa arrivare da una delle tre discipline che non ha regalato medaglie. Sapevamo che dall’hockey su ghiaccio sarebbero arrivate soprattutto sconfitte (anche se le le donne hanno conquistato due grandi vittorie contro Francia e Giappone), ma per Damian Clara quelli trascorsi sul ghiaccio milanese potrebbero rivelarsi giorni da ricordare per un futuro approdo in NHL.
A maggior ragione dopo la consacrazione arrivata via Instagram (segno dei tempi), ovvero tramite un post pubblicato dall’account delle lega in cui giocano i migliori hockeisti del mondo. «Tanto rispetto per quest’uomo: gli Anaheim Ducks potrebbero aver trovato qualcosa di speciale». Parole che sanno di investitura per il portiere 21enne emerso come uno dei migliori giocatori del torneo a cinque cerchi, nonostante il ruolo di cenerentola recitato dagli azzurri.
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Tanti addetti ai lavori si sono messi sulle tracce di Clara. Uno con le idee chiare sul futuro da conquistare, tanto da lasciare casa all’età di 15 anni per «vivere il sogno di giocare in NHL». Anche se in realtà la necessità di guardare lontano per crescere era maturata ancora prima: «Quando avevo 12 anni ho chiesto ai miei genitori di andare a giocare all’estero, per fare un primo passo in un campionato più competitivo», ha raccontato Clara in un’intervista al Corriere dell’Alto Adige. Una precoce presa di coscienza per «dare il meglio e provare a raggiungere l’obiettivo di stare in un campionato di così alto livello».
Ancora lontano dalla maggiore età, Clara ha lasciato la Val Pusteria per entrare nell’accademia del Salisburgo targato Red Bull, con la possibilità di formarsi in un contesto d’élite europeo e conoscere diversi stili di gioco, grazie alle parentesi vissute nel campionato ceco Under 20 e nell’omonima lega svedese nelle file del Färjestad BK. È qui che Damian inizia ad attirare le prime attenzioni degli scout nordamericani, con percentuale di salvataggi spesso superiori al 90%. A scommettere sul ragazzo italiano sono gli Anaheim Ducks, che nel draft NHL del 2023 lo selezionano al secondo giro con la chiamata numero 60 e un contratto triennale da 2,54 milioni di dollari.
Subito girato in prestito in Svezia, il classe 2005 ha contribuito alla promozione nella massima serie del Brynäs IF di Gävle, mettendo nella bacheca personale il premio di miglior giovane del campionato. Dopo le diverse tappe scandinave, l’emozione più grande arriva lo scorso aprile con l’esordio in maglia San Diego Gulls, squadra legata ai Ducks che partecipa all’American Hockey League (AHL), la lega di sviluppo della NHL. Nelle partite giocate a Milano Cortina, Clara ha ingaggiato duelli con le stelle NHL nelle file di Svezia, Finlandia, Svizzera e Slovacchia, mostrando qualità sorprendenti in relazione all’età e alla delicatezza del ruolo che ricopre. Un segno del destino per chi è stato vicino a lasciare l’hockey molto tempo prima: «Giocavo con il Val Pusteria e confessai a mio padre che volevo smettere, ma era gennaio e lui mi consigliò di concludere la stagione prima di mollare: nelle ultime due settimane di quella stagione mancò il portiere e, dopo tre anni da giocatore, andai per la prima volta in porta. In quel momento decisi di continuare».
Innamorato degli sport americani e avido lettore delle opere di Dostoevskij, Clara è stato uno dei protagonisti della vittoria contro la Romania che è valsa il ritorno dell’Italhockey nella Top Division. Una conquista che consentirà al gruppo guidato dal coach finlandese Jukka Jalonen di crescere, misurandosi il prossimo maggio a Friburgo con alcune tra le migliori Nazionali in circolazione. Un altro appuntamento per brillare e avvicinare il sogno del debutto in NHL, un traguardo rarissimo per l’hockey italiano, che vanta solo due precedenti: il portiere Nelson Debenedet, protagonista con Detroit e Pittsburgh negli anni Settanta, e Thomas Di Pauli, attaccante con due presenze all’attivo nei Penguins del 2020.