A Milano Cortina, soprattutto nel bob, ci sono diversi atleti che appartengono a un club davvero esclusivo: quelli che partecipano anche alle Olimpiadi estive

Dall'atletica leggera alla pista su ghiaccio, sempre ai massimi livelli, può essere davvero questione di poco.
di Redazione Undici 20 Febbraio 2026 alle 16:59

Essere alle Olimpiadi è già un traguardo sportivo da brividi. Ma ripetersi in due mondi diversi paralleli, i Giochi estivi e quelli invernali, rappresenta un’eccezione di cui si possono fregiare soltanto pochissimi atleti al mondo e nella storia. Circa 130 in totale, dal 1896 in poi, grazie a diverse combinazioni di sport fortunati e in qualche modo sorprendentemente intercambiabili ai massimi livelli. Ciclismo e pattinaggio di velocità – con allenamenti in parte sovrapponibili. Vela e salto con gli sci – in comune c’è la portanza, lo studio del vento. Skateboard e snowboard – forse il parallelismo più immediato. Il binomio più ricorrente della serie, che si sta dimostrando particolarmente propizio anche a Milano Cortina 2026, è però bob più atletica leggera. Ancora una volta la motivazione è tecnica: i team di bobbisti hanno bisogno di ottimi frenatori per spingere la slitta con forza e rapidità all’inizio della gara; e i velocisti nelle brevi distanze, soprattutto fra i 100 e i 200 metri piani, hanno tutte le precondizioni tecniche e muscolari del candidato perfetto.

Dicevamo dell’Olimpiade in corso: la squadra di bob a due della Svizzera femminile, per esempio, nelle gare di oggi schiererà due coppie, una delle quali è composta da Debora Annen e Salomé Kora. Quest’ultima è un’affermata centometrista, con alle spalle tre partecipazioni ai Giochi estivi – Rio 2016, Tokyo 2020 e Parigi 2024, con il quarto posto nella staffetta 4×100 all’edizione giapponese come miglior risultato. Per anni i bobbisti elvetici l’hanno pregata di unirsi a loro. E soltanto la scorsa stagione, la 31enne di origine beninese ha accettato. “Volevo scoprire qualcosa di nuovo”, Kora ha raccontato al New York Times, sottolineando come l’impatto col ghiaccio nel 2025, sempre a Cortina, è stato piuttosto traumatico. “Orribile, a dire il vero: ti senti sballottato ovunque, e tante volte la superficie non è così liscia come sembra”. Dopo alcuni tentativi però l’adrenalina ha preso il sopravvento, l’abitudine pure. E nel giro di poche settimane è arrivata un’incredibile qualificazione olimpica. “Dicono che sei una vera bobbista quando vai a sbattere e cadi almeno una volta: allora mi sta bene non esserlo”, visto che per ora nella sua breve seconda carriera non è mai successo.

Una storia simile arriva anche dal Regno Unito, con la 35enne Ashleigh Nelson pronta a disputare la sua “quarta Olimpiade”. La prima sulla neve. “Dopo le mie operazioni al tendine d’achille nel 2023, avevo deciso che il mio passo successivo sarebbe stato il ritiro dall’atletica leggera. Cambiare sport, finendo pure per partecipare ai Giochi invernali, non mi era passato nemmeno per la testa”. Poi ha ricevuto un messaggio su Instagram da Adele Nicoll, una lanciatrice di disco e peso che gareggia pure come bobbista. Aveva bisogno di una frenatrice: Nelson accettò di fare un tentativo. Da allora corrono insieme e come la coppia Annen-Kora saranno al via nelle gare di venerdì e sabato.

Insomma, un esperimento comunque di successo per arrivare a livelli d’élite. E chissà per la corsa alle medaglie. Come spiega Patrick Saile, l’allenatore di Kora, per le donne è fisiologicamente più semplice transitare da uno sport all’altro. Soprattutto per questioni di peso: attorno ai bobbisti vigono requisiti molto restrittivi e gli sprinter uomini dovrebbero aumentare di parecchio la loro massa muscolare per scendere in pista sul ghiaccio. Per le atlete in ambito femminile il punto di partenza è più congeniale. E a proposito di successi multipli: soltanto sette “eroi dei due mondi” sono stati in grado di andare a podio sia nei Giochi estivi, sia in quelli invernali. L’ultima è la tedesca Alexandra Burghardt, argento nel bob a due a Pechino 2022 e bronzo nella staffetta 4×100 a Parigi 2024. Oggi è a Cortina come tifosa anche perché il ritorno al bob le avrebbe richiesto molte più ore di allenamento specializzato. E preferisce puntare al bis a Los Angeles 2028. L’imbarazzo della scelta non era mai stato così prezioso.

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