Nonostante un curriculum che dice Barcellona, Wolverhampton e West Ham, negli ultimi tempi non si è parlato moltissimo di Adama Traoré. E il vero problema è che l’esterno spagnolo viene ricordato più per i suoi muscoli che per le sue prestazioni sul campo. Di fatto, grazie anche ai social, è famoso quasi solo per il suo fisico statuario, per bicipiti, pettorali e quadricipiti che ricordano quelli di un culturista. Sono diventate virali, poi, i reel in cui solleva dei super carichi in palestra e quelli in cui fisicamente sposta gli avversari come dei paletti. Una potenza, però, che spesso è stata senza controllo, tanto che lo spagnolo si è dovuto fermare per continui problemi muscolari, legati spesso alla poca elasticità del suo fisico. Proprio per evitare tutto questo, il suo attuale allenatore al West Ham, Nuno Espírito Santo, ha quindi optato per le maniere drastiche: gli ha vietato l’ingresso in sala pesi.
Una decisione motivata dalla struttura muscolare dell’esterno spagnolo, definita dal tecnico portoghese «genetica pura». Traoré, 30 anni, è arrivato a gennaio a titolo definitivo dal Fulham, ritrovando proprio Nuno, già suo allenatore ai Wolverhampton Wanderers tra il 2018 e il 2021. Ma al contrario di quanto si potrebbe pensare, il suo imponente fisico non necessita di ulteriore potenziamento: «È incredibile, è genetica», ha detto Nuno in conferenza stampa alla vigilia dell’ultimo impegno di campionato. «E visto che è così da tempo, deve evitare la palestra. Gliel’ho detto chiaramente: niente sollevamento pesi. Porta già abbastanza massa addosso. Farà lavoro di prevenzione, ma non lo troverete più a sollevare bilancieri».
La precisazione arriva dopo che, prima della sconfitta per 5-2 contro il Liverpool, l’attaccante Crysencio Summerville aveva pubblicato sui social un video in cui si vedeva Traoré seduto su una panca da palestra. Il diretto interessato ha negato di aver svolto esercizi con i pesi, e l’allenatore si augura che sia davvero così. Per spiegare il concetto, Nuno ha fatto un paragone con un altro giocatore del suo organico, il giovane difensore Airidas Golambeckis: «Lui è uno che deve passare ore in palestra. Dobbiamo fargli mettere su peso e muscoli. È l’esatto opposto». Finora l’impatto di Traoré con la maglia degli Hammers è stato limitato. Dopo 15 presenze stagionali con il Fulham, l’esterno spagnolo non ha ancora iniziato una gara di Premier League dal primo minuto con il West Ham. Solo spezzoni contro Chelsea, Burnley, Manchester United e Liverpool, oltre all’unica partenza da titolare nel successo ai supplementari in FA Cup contro il Burton Albion.
Arrivato nel mercato di gennaio insieme a Pablo Felipe, Taty Castellanos, Axel Disasi e Keiber Lamadrid, Traoré deve fare i conti con una concorrenza di alto livello, a partire dal capitano Jarrod Bowen e dallo stesso Summerville. Eppure, Nuno non ha dubbi sul valore del giocatore: «È unico. Non ci sono molti calciatori al mondo con la sua capacità, la sua velocità e le sue qualità nell’uno contro uno. È un talento che dobbiamo sfruttare, ma serve tempo. Deve adattarsi alle dinamiche della squadra». Il coach ricorda anche l’esperienza internazionale di Traoré con la nazionale spagnola: «Parliamo di un giocatore di alto livello, che ha già dimostrato il suo valore in Inghilterra e con la Spagna». Nel frattempo, l’ex Wolves resta in attesa della sua occasione. «È uno che sa aspettare» assicura Nuno. Avrà la sua chance, a patto che stia lontano dai pesi.