Si può arrivare al nono posto in campionato, cioè poco sopra metà classifica, e qualificarsi alla massima competizione continentale? Dal 2027 in Argentina sarà così. E il paradosso è che avrà perfettamente senso. La notizia arriva direttamente da Buenos Aires, dove il presidente dell’Argentinos Juniors. Cristian Malaspina, ha annunciato una piccola ma significativa riforma attorno al format di qualificazione ai tornei internazionali. Una questione non così lineare, visto che la complessità del doppio campionato argentino – Apertura più Clausura – richiede un’analisi decisamente ad hoc.
Come funziona il regolamento, e come sarà modificato? Si considera innanzitutto la classifica aggregata, composta dalle 30 squadre che hanno preso parte ai tornei di Apertura e Clausura: i punti complessivi realizzati dalle medisime andranno a formare il primo ordine di graduatoria. Finora si qualificavano direttamente alla Copa Libertadores le prime due, più le formazioni vincitrici di Apertura, Clausura e Copa Argentina. La terza classificata nella classifica generale, invece, finiva ai preliminari di Libertadores contro altre squadre sudamericane, da disputarsi in due turni: vincerli entrambi garantiva il pass alla competizione più ambita, vincere il primo e perdere il secondo faceva scivolare in Copa Sudamericana, perdere il primo portava all’eliminazione da ogni fronte. Un rischio piuttosto alto, e dal sapore beffardo. Perché dalla quarta alla nona classificata in classifica generale, c’era invece la certezza di partecipare se non altro alla Copa Sudamericana. E dunque concludere la stagione al terzo posto si tramutava spesso in un fiasco “ingiusto”: negli ultimi anni era accaduto proprio all’Argentinos Juniors per il 2026, al Boca Juniors nel 2025 e al Godoy Cruz nel 2024. Troppo spesso per ignorare il cortocircuito.
La Federcalcio argentina allora ha deciso di intervenire raddrizzando il tiro. Dal 2027 infatti, gli slot per qualificarsi alla Copa Sudamericana trasleranno in avanti, dal terzo all’ottavo posto. L’onere del rischiatutto ricadrà così sulla nona classificata: una soluzione più equilibrata, perché da un lato garantisce l’accesso alle competizioni continentali a chi ha più punti, dall’altro va ad animare il barrage di metà classifica – perché comunque quella nona posizione sarà allettante, e con un percorso perfetto ai preliminari significherebbe Copa Libertadores. Cioè la nostra Champions League. Al contempo però, perdere al primo turno lascerebbe fuori da tutto. Senza i rimpianti attuali, visto che il verdetto della classifica generale aveva sancito quest’ordine di arrivo.
«Non capiamo il motivo di questo clamore, perché la riforma parla chiaro», spiega Malaspina. «Si tratta di un’approvazione unanime da parte di tutti i membri presenti, da applicare a partire dal prossimo torneo. La nostra intenzione era correggere un aspetto che ritenevamo sbagliato, ovvero che la terza squadra in classifica generale, ovvero chi ha accumulato più punti di altre durante l’anno, debba occupare una posizione che non garantisce nulla, perché perdere la prima fase preliminare significa restare senza coppe internazionali. Questo nuovo formato sarà molto più equo». E, a ribadire il mea culpa, è arrivata anche la Lega professionistica argentina con un comunicato: «Dati i resoconti errati sui futuri cambiamenti nelle classificazioni dei club argentini per le competizioni CONMEBOL, è importante chiarire che questi saranno inclusi nei regolamenti dei tornei della stagione 2027 e applicabili al 2028». Visto come sono andate le cose, la revisione dei criteri di qualificazione non fa una piega. Da oggi finire noni in classifica potrebbe essere un nulla di fatto, ma anche una grande occasione di calcio internazionale.