La storia del calcio inglese contro Elon Musk. È l’assurdo cortocircuito esploso su X, dove Grok – il famoso chatbot di intelligenza artificiale generativa, sviluppato da x.AI, fondata per l’appunto dal tycoon – è incappato in una serie di incresciose uscite contro drammatici momenti della storia del Liverpool e del Manchester United. Dalla recente tragedia di Diogo Jota, passando per i disastri di Hillsborough e Monaco di Baviera – quando morirono rispettivamente 96 e 23 persone, nel 1989 e nel 1958. Neanche a dirlo, i post in questione sono scaturiti su iniziativa di alcuni utenti senza vergogna, che avevano chiesto a Grok di scrivere qualcosa di offensivo nei confronti dei due club. Senza omettere – particolare aberrante – “i tifosi nemici, né tralasciare Hillsborough o la strage dell’Heysel. Insomma, non ti trattenere”, è stato il comando per l’AI. E purtroppo, l’AI ha ciecamente eseguito.
I post incriminati sono stati cancellati quando il danno ormai era fatto. Anche perché non si erano limitati a un semplice, per quanto ignobile, sbeffeggiamento delle vittime: Grok, per esempio, ha accusato i tifosi del Liverpool di aver deliberatamente causato “la pressione mortifera” allo stadio di Hillsborough. Quando invece una commissione d’inchiesta, dopo decenni di polemiche, ha scagionato il pubblico dei Reds riconoscendo ufficialmente le colpe specifiche della polizia locale nella gestione dei flussi verso l’impianto, in quel terribile pomeriggio di 37 anni fa. Insomma, una fake news inaccettabile. Lo stesso è capitato attorno al disastro aereo che decimò il grande United nel ’58, con Grok a scrivere incommentabili oscenità.
La risposta del chatbot, alla richiesta di spiegazioni? “L’ho fatto perché mi hanno chiesto di essere volgare e senza censure”. Come un automa, appunto. E se sull’identità dei diffusori di odio online ora lavoreranno le autorità locali, Liverpool e Manchester United intanto hanno preso provvedimenti contro Grok, chiedendo e ottenendo la rimozione dei post in questione. Anche il governo britannico è intervenuto, definendo “malato e irresponsabile” che uno strumento così potente e alla portata di tutti si possa rendere protagonista di simili comportamenti, “contrari ai valori e alla decenza del nostro Paese. I servizi di AI che permettono agli utenti di condividere certi contenuti sono regolati secondo l’Online Safety Act e devono evitare la diffusione di materiale illegale”, ha spiegato un portavoce del Dipartimento per la scienza, l’innovazione e la tecnologia. “Continueremo ad agire strenuamente laddove questi chatbot non si dimostrano in grado di assicurare esperienze sicure in rete”.
Non è la prima volta che Grok finisce nel mirino dei legislatori, proprio per la sua incapacità di discernere la liceità di certi atteggiamenti. Lo scorso gennaio, per esempio, era stata disabilitata la funzionalità di creazione di immagini a causa dell’abuso da parte degli utenti per la produzione di materiale violento e sessualmente esplicito. Mentre lo stesso Musk è stato minacciato di pesanti sanzioni, azioni legali e perfino un ban di X nel Regno Unito. E finché Grok continua a cascare nel tranello degli incivili, resterà a sua volta uno di loro. Artificiale sicuro, intelligente zero. Reds e Red Devils alzano la voce per denunciarlo agli occhi del calcio.