La NBA è stata completamente sconquassata dalla notte irripetibile di Bam Adebayo, power forward dei Miami Heat che ha realizzato 83 punti nella gara contro i Washington Widzards. Nella storia della lega, infatti, solo Wilt Chamberlain è riuscito a ottenere uno score più alto (100 punti tondi tondi) in un’unica partita, e il primato risale addirittura al 2 marzo 1962; fino a qualche ora fa, al secondo posto di questa classifica c’era Kobe Bryant, capace di segnare 81 punti nella gara tra Lakers e Raptors del 22 gennaio 2006. Ci sono state un po’ di polemiche sul “peso” del record di Adebayo, così come sul modo in cui il giocatore degli Heat è riuscito a raggiungere questa quota così elevata: per molti, addirittura, questo nuovo primato personale (finora Adebayo non era mai andato oltre i 41 punti in una singola partita) e quasi assoluto esplica e descrive quelli che sono i problemi tecnici e competitivi della NBA contemporanea, in questo senso negli USA sono uscite diverse analisi e molte dichiarazioni piuttosto critiche.
Al netto di tutto questo, però, gli 83 punti restano. E sono un dato impressionante. Al punto che, stando a quanto scrive un giornale abbastanza autorevole e credibile come Forbes, l’intera storia degli Heat potrebbe essere influenzata positivamente dall’evento. Per un motivo semplice: da tempo, la squadra di Miami è alla ricerca di nuove stelle per avviare un nuovo ciclo vincente – l’ultimo titolo risale al 2013, l’ultima qualificazione alle Finals è datata 2023 – e all’orizzonte ci sono diverse possibilità. Forbes, per esempio, fa il nome di Giannis Antetokounmpo, destinato a lasciare i Bucks, ma ovviamente il punto non sta nel nome: sta nel fatto che Adebayo «potrebbe utilizzare gli 83 punti contro i Wizards per diventare un’attrazione e convincere altre stelle NBA a trasferirsi a Miami».
In questo senso c’è un altro discorso importante da fare, scrive sempre Forbes: «Se guardiamo da qui fino alla stagione 2027/28, Miami ha solo due giocatori con contratto garantito: Adebaio e Nikola Jovic. Una condizione che permetterebbe agli Heat di avere abbastanza spazio salariale per puntare a nomi davvero grossi, magari allo stesso Antetokounmpo oppure a Nikola Jokić – ovviamente se dovessero diventare free agent». Insomma, se Adebayo finora era stato considerato come un buon giocatore, non certo come un campione, ora la sua dimensione potrebbe cambiare. E a quel punto potrebbe cambiare anche il destino della sua squadra. In NBA, che piaccia o meno, funziona esattamente così: a volte anche una singola partita può trasformare la carriera di un atleta, la storia di una squadra.