Il Bayern ha tutti i portieri infortunati e vorrebbe schierarne uno di 16 anni nel match contro l’Atalanta, ma in Germania c’è una legge che gli impedisce di farlo

Ci sarebbe bisogno di una deroga. E in passato, agli Europei, questa deroga era stata concessa in un caso esemplare: Lamine Yamal nella Spagna.
di Redazione Undici 17 Marzo 2026 alle 11:04

La vera battaglia sarà sul versante burocratico. Perché, almeno sul piano sportivo, il Bayern ha già archiviato la pratica: il 6-1 rifilato all’Atalanta a domicilio, salvo impronosticabili suicidi calcistici, di fatto vale i quarti di finale di Champions League con 90 minuti d’anticipo. Uno strapotere senza pari in Europa. Che permette alla squadra di Kompany di far fronte senza troppi problemi alla notevole combinazione di infortuni nel reparto portieri: fuori Neuer, Ulreich, Klanec e Urbig. Tutti, incredibilmente, nella stessa settimana. Non resta allora che il giovanissimo Leonard Prescott, classe 2009 con appena due panchine alle spalle fra i professionisti – e va da sé, nessuna presenza in campo. In teoria questa scelta non disturba il Bayern più di tanto, anzi: permetterebbe agli indisponibili di non forzare il rientro, senza mettere troppa pressione addosso al ragazzo in una gara soltanto da controllare. Eppure, a meno di 24 ore dal match di ritorno contro i bergamaschi, il via libera per Prescott non c’è ancora. Per una semplice ma importante questione legale.

In Germania, infatti, l’articolo 14 della legge sulla tutela dell’occupazione giovanile prevede che i minori di 18 anni non possono lavorare dopo le ore 20. C’è qualche eccezione, d’accordo: per chi è impegnato in ristorante ci si può trattenere fino alle 22, nei panifici addirittura fino alle 5 del mattino. Ma per il calcio, al momento, non è prevista alcuna deroga. E Bayern-Atalanta è in programma alle 21 all’Allianz Arena. Come risolvere lo scoglio amministrativo? Il club tedesco si è impegnato a richiedere alle autorità competenti un permesso speciale per gli atleti, in modo da estendere la soglia del loro orario di lavoro fino alle 23. In caso di luce verde, ad appena 16 anni e 176 giorni Prescott diventerebbe il più giovane portiere di sempre ad aver debuttato in Champions League.

Insomma, in queste ore possiamo immaginare la fervida attesa del ragazzino verso un esordio da sogno. E attorno al Bayern filtra un cauto ottimismo: nel 2017, un caso analogo aveva coinvolto Jann-Fiete Arp, allora giovane promessa dell’Amburgo. Aveva 17 anni, la sua squadra si apprestava ad affrontare Friburgo e Monchengladbach alle 20:30 e aveva bisogno di lui. Risultato? L’Amburgo chiese e ottenne una deroga dalla Bundesliga: in base alle autorità tedesche per la salute e la tutela dei consumatori, la normativa in questione prevede delle eccezioni per «spettacoli musicali, rappresentazioni teatrali e altre esibizioni», a patto di garantire al minorenne di turno 14 ore di riposo ininterrotto il giorno successivo. In base a questa definizione, le partite di calcio possono rientrare in questa categoria. E questo precedente gioca dunque in favore di Prescott e del Bayern.

Ma il caso principe, che oltre allo scalpore mediatico sparigliò nel profondo le gerarchie tecniche di Euro 2024, resta quello di Lamine Yamal. Che all’epoca stava per compiere 17 anni. E si apprestava a giocare anche lui in Germania, sempre in notturna. Come racconta la Bild, nonostante gli interrogativi da parte degli addetti ai lavori, alla fine Yamal disputò regolarmente il torneo – anzi: lo dominò – e non incappò neppure in alcuna multa, nonostante la legge tedesca a tutela dei minori preveda sanzioni da 30mila euro. Il fuoriclasse del Barça ottenne invece la deroga e conquistò l’Europeo con la Spagna. Sarebbe a questo punto una sorpresa se Prescott non dovesse riceverla. Anche perché l’alternativa sarebbe anticipare il recupero di Urbig, alle prese però con i postumi di una delicata commozione cerebrale. Meglio concedere allora il momento di gloria al ragazzino. E i contorni del record anche al Bayern: un estremo difensore così giovane, nella sua lunga storia, non c’era mai stato. Ci volevano sei gol a Bergamo per spalancare la via.

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