Da qualche giorno Max Dowman dell’Arsenal è diventato il più giovane marcatore nella storia della Premier League. Per chi non lo sapesse, quest’ultima milestone è soltanto l’apice di un percorso che va avanti da mesi, da anni, e che l’Arsenal sta portando avanti con una sensibilità mai vista prima. Perché, semplicemente, Dowman è il primo talento a imporsi così presto: ha iniziato ad “assaggiare” la prima squadra quando non aveva ancora compiuto 15 anni, per fare in modo che potesse continuare a frequentarla – e per tenerlo vincolato al club – i Gunners si sono inventati una strategia tutta nuova, una sorta di equilibrio precario tra valorizzazione, esposizione e gestione al risparmio. E ora, all’orizzonte, stanno sorgendo dei nuovi “pericoli” per la crescita del ragazzo, che compirà 17 anni l’ultimo giorno del 2026 e quindi deve essere protetto in tutti i modi possibili.
In questo senso, una notizia molto significativa è quella scovata e raccontata dal Guardian: com’era naturale e inevitabile che fosse, negli ultimi mesi e anni la famiglia Dowman è stata avvicinata da moltissimi agenti interessati a rappresentare Max. Difficile pensare che la gestione di un calciatore del genere, per quanto abbia ancora tutto da dimostrare, non si riveli un affare remunerativo. Eppure, però, tutte le offerte sono state rifiutate. Anche perché, nel frattempo, il padre e il fratello di Dowman hanno ottenuto la licenza di agente FIFA e hanno già iniziato a gestire direttamente la carriera di Max.
Raggiungere quest’obiettivo non è stato così facile: Rob (il papà) ed Ethan (il fratello) Dowman hanno dovuto sostenere un esame ufficiale FIFA e sono riusciti a superarlo. Certo, in realtà partivano da una situazione di vantaggio: Rob possedeva già un tesserino da allenatore, inoltre ha fondato e dirige una compagnia assicurativa; Ethan, invece, lavora come broker dopo aver conseguito una laurea in economia. Insomma, avevano alcune delle competenze di base che servono per rappresentare bene, e al di là del legame familiare, il grande talento calcistico di casa.
Quella fatta da Dowman e dei suoi familiari è una mossa che, in qualche modo, si inserisce in un trend abbastanza chiaro: per quanto esistano (e prosperino) ancora tante agenzie specializzate nella procura degli atleti d’élite, un bel po’ di calciatori importanti hanno deciso di affidare la loro carriera alle cure dei familiari. Il caso più significativo è quello di Kylian Mbappé, ma in realtà ce ne sono molti altri. Ecco, Dowman ha fatto una scelta del tutto similare. Forse anche per essere e sentirsi ancor più protetto, chissà. In ogni caso, gli obiettivi a breve-medio termine di Max, Rob ed Ethan sembrano piuttosto chiari: continuare a crescere nell’Arsenal e conseguire il diploma di maturità. Dopo, solo dopo, verranno i grandi accordi commerciali e sportivi – anche se in realtà Dowman ha già firmato un contratto con adidas. Dopotutto, di tempo ce n’è in abbondanza.