L’Inter Miami ha vinto l’ultima edizione della MLS, ovviamente ha Lionel Messi in squadra, è diventato uno dei club calcistici più glamour e ricchi del mondo, David Beckham ne è il proprietario, oltre a Messi ci sono anche Luís Suárez, Rodrigo De Paul, Sergio Reguilón, nel roster della scorsa stagione figuravano anche Sergi Busquets, Jordi Alba, Benja Cremaschi (passato al Parma), Federico Redondo. Insomma, per dirla in una sola frase: è un club che lavora bene, o che comunque ha una strategia contemporanea e multisfaccettata. Nel frattempo però, in Florida, c’è qualcuno che sta facendo grandi cose anche in un settore leggermente più tradizionale, ma che non passa mai di moda: il settore giovanile. A dirlo sono i numeri: nell’ultima partita di MLS, contro Charlotte, il tecnico Mascherano ha schierato addirittura sette giocatori formati nell’Academy del club.
Si tratta di Noah Allen, Ian Fray, David Ruiz, Santiago Morales, Daniel Pinter (tutti schierati da titolari), Alexander Shaw e César Abadia-Reda (subentrati dalla panchina). Certo, va anche detto che l’Inter Miami ha fatto turnover in vista della gara di Champions Cup (la Champions League del Nord e Centro America) poi persa contro Nashville, al punto che Messi è rimasto fuori squadra, ma il dato resta. Ed è impressionante. Al punto che lo stesso Messi, nel postpartita, ha fatto i complimenti ai suoi compagni di squadra con un commento su Instagram.
In realtà non è (stata) solo una questione di turnover: Allen è il giocatore con il minutaggio più alto in tutta la rosa, anche Fray ormai è parte delle rotazioni. Per gli altri finora c’è stato meno spazio, ma in ogni caso parliamo di ragazzi molto giovani: Abadia-Reda ha vent’anni, Morales va per i 19, Pinter arriva a 18 anni, Shaw ne ha addirittura 17. Ángel Guillermo Hoyos, direttore sportivo del club, ha spiegato che «questa crescita è il risultato di anni di lavoro silenzioso e invisibile, di sogni che nessuno ha visto finora. Quello che abbiamo fatto va oltre i risultati finora: si tratta di crescita. Ogni volta che siamo in difficoltà, troviamo delle risposte nei nostri giovani. E ogni volta che succede, per noi è un grande orgoglio».