Il primo trofeo della stagione inglese volerà in Galles. E sarà assegnato al Millennium Stadium di Cardiff, anziché a Wembley, esattamente vent’anni dopo l’ultima volta. A renderlo noto è la stessa Football Association, che con un comunicato annuncia la data del prossimo Community Shield – 16 agosto 2026 – e la novità sulla sede. “Come da tradizione questa competizione si svolge il weekend prima dell’inizio della Premier League”, spiegano gli organizzatori. “A causa però delle alterazioni del calendario calcistico 2026/27 – traslato leggermente in avanti per via dei Mondiali, ndr –, la Premier dovrà iniziare il 22 agosto: nel fine settimana precedente, l’impianto di Wembley risulta indisponibile visti i concerti già pianificati in quella data”. L’alternativa è ricaduta allora su Cardiff, “nello stadio nazionale gallese già teatro di grandi eventi calcistici, incluse le edizioni del Community Shield fra il 2001 e il 2006. Uno scenario neutro per le squadre partecipanti, e una delle strutture con maggiore capacità di pubblico del Regno Unito”.
Insomma, l’usato sicuro non è mai una scelta sbagliata – soprattutto se l’impiantistica è un po’ dappertutto all’avanguardia come quella britannica. Fa specie però la motivazione che priverà Wembley di un suo appuntamento storico – e viceversa. Negli ultimi due decenni era già successo in due occasioni che lo stadio londinese desse forfait. Però per motivi essenzialmente sportivi: nel 2012 a causa dei Giochi olimpici nella capitale e nel 2022 per la finale degli Europei femminili – quelle edizioni del Community Shield si disputarono rispettivamente a Birmingham e a Leicester. Poi si deve riavvolgere il nastro ai primi anni Duemila, come accennato dalla FA, quando lo spostamento del torneo in Galles aveva anche una valenza strategica per coinvolgere un Paese all’epoca in difficoltà sul piano calcistico. Prima di allora, dal 1974 in poi, il trofeo era stato sempre e soltanto assegnato a Wembley.
Oggi dunque è la prima volta che il cambio di programma avviene esclusivamente per ragioni di business. Ed è il segno dei tempi che corrono: Wembley ormai è un impianto polifunzionale a tutti gli effetti, in cui il calcio e lo sport rappresentano una fetta piuttosto marginale dei suoi profitti. I grandi concerti invece, come quello del cantante canadese The Weeknd in programma ad agosto per cinque serate, sono il vero traino economico dello stadio. I numeri e gli impegni in calendario sono ancora lontani rispetto a un autentico “camaleonte” dei grandi eventi come il vicino Tottenham Hotspur Stadium. Eppure il trend è chiaro, e visto il giro d’affari in ballo nemmeno la Football Association ha qualcosa da obiettare – tecnicamente Wembley è gestito da un’omonima holding, che tuttavia è sotto il controllo della FA, anche in termini di costi e ricavi.
In quanto al prestigio della cornice, il Millennium Stadium di Cardiff non è poi una diminutio: può ospitare fino a 74mila spettatori e ha la nomea di uno degli impianti più apprezzati della regione – anche in chiave internazionale, soprattutto dopo la finale di Champions League 2017. I 90mila posti di Wembley sono invece un’arma a doppio taglio: da un lato dimensioni da leggenda, dall’altro più di qualche seggiolino vuoto, specialmente in una competizione di precampionato come il Community Shield (ma anche per la concertistica è spesso un problema, visto che la maggior parte delle popstar fatica a raggiungere certi numeri, finendo così per preferire altre sedi). L’anno scorso, per esempio, il match fra Liverpool e Crystal Palace che ha visto prevalere a sorpresa Guehi e compagni si è svolto davanti a 82mila tifosi. Tanti, ma ne sarebbero potuti entrare 8mila in più. In Galles ci sarà aria di tutto esaurito, o almeno così spera la FA.