Negli ultimi mesi si era pure sparsa la voce – o meglio: l’aveva fatta filtrare lui stesso – che Mychajlo Mudryk potesse abbandonare il calcio per l’atletica. In fondo i suoi tempi non erano lontani da quelli validi e per la qualificazione olimpica. E poi questa inclinazione, all’attaccante ucraino, non era mai mancata. Anche adesso, che è ancora sospeso per il caso doping e non può andare in campo, Mudryk non smette di allenarsi. Al punto da affittarsi il campo da solo. Questa storia incredibile è stata raccontata da The Athletic, che ha preso spunto da un video andato virale su internet e poi ha approfondito la vicenda.
Scenario: 11 del mattino, parcheggio dell’Honeycroft, lo stadio dell’Uxbridge FC, club di settima divisione che gioca Nord-Ovest di Londra. All’apertura del portellone posteriore di un’auto scende Mudryk, accompagnato da due membri del suo entourage. L‘attaccante ucraino si volta per recuperare una grande sacca piena di palloni, la carica sulla spalla e, insieme ai suoi collaboratori, si dirige verso il terreno di gioco. Un piccolo team, alcune sagome per fare la barriera e due portieri chiamati a partecipare alla sessione, pensata sostalziamente per calciare in porta.
Tutto è organizzato con la massima discrezione per rispettare i termini della sospensione provvisoria inflitta dalla Football Association per una presunta violazione delle norme antidoping. Mudryk continua a dichiararsi innocente, come ha fatto fin dal primo contatto con la Federazione nel dicembre 2024, dopo un’anomalia riscontrata in un controllo antidoping di routine. Il giocatore è stato formalmente accusato nel giugno 2025, ma a distanza di dieci mesi non vi sono ancora certezze sui tempi di conclusione del procedimento disciplinare.
Mudryk non scende in campo con il Chelsea dal novembre 2024, quando ha segnato il secondo gol nella vittoria per 2-0 contro l’Heidenheim in Conference League. Aveva 23 anni allora, ne ha compiuti 25 a gennaio scorso. Il suo esilio dal calcio professionistico dura ormai da oltre 16 mesi. Un paradosso per un giocatore pagato oltre 70 milioni di euro. Comprensibile, quindi, la scelta di condividere sui social un breve video di un allenamento recente, per ricordare di esserci ancora.
Fino alla diffusione delle immagini, alcuni giocatori dell’Uxbridge ignoravano di aver condiviso il campo con un calciatore di Premier League. L’Honeycroft, immerso nel verde di Yiewsley tra un campo da golf e lo Stockley Country Park, rappresenta in effetti un luogo ideale: riservato, circondato da alberi e dotato di un moderno terreno di gioco in erba sintetica di ultima generazione. Mudryk sembra perfettamente a suo agio. Lavora sulla rapidità, sul dribbling, sul tiro, sulle situazioni di uno contro uno in velocità, con i portieri chiamati a uscire forte in contrasto. È qui che si vedono ancora le sue doti migliori: accelerazione e rapidità da massimo livello, come se non avesse mai smesso di giocare ad alto ritmo. L’intensità resta alta per tutta la durata della seduta. Nonostante la semplicità dell’organizzazione, una telecamera posta su un treppiedi riprende costantemente l’allenamento. I video servono sia per i social che per l’analisi tecnica: in più di un’occasione Mudryk si ferma per rivedere le azioni insieme allo staff.
Dopo quasi due ore, la sessione si conclude con alcuni rigori. Mudryk ringrazia portieri e tecnici, aiuta a sistemare il materiale e lascia il campo. Il suo atteggiamento resta educato ma riservato, ed è comprensibile vista la situazione: finché non sarà chiarito il suo futuro, non può parlare. Il rischio è quello di incorrere in una squalifica di quattro anni, anche se i 16 mesi già trascorsi doverbbero essere conteggiati come pena già scontata. In caso di assoluzione, il ritorno in campo sarebbe immediato. Secondo The Athletic, il Chelsea continua a supportare il giocatore, ma al tempo stesso ha acquistato diversi esterni offensivi per sopperire alla sua mancanza. In ogni caso, l’obiettivo di Mudryk è chiaro: farsi trovare pronto. Quando arriverà il momento di tornare, vuole che si parli di lui solo per quello che farà in campo e non per il passato.