Sta diventando il problema principale dello sport da vivo. Che sia per una partita di Serie A, Champions League, di Eurolega o per l’evento di uno sport americano, i prezzi dei biglietti hanno raggiunto dei prezzi esorbitanti, tagliando fuori una fetta consistente di tifosi e trasformando i fan in fruitori occasionali. Una nuova concezione dello sport che si vede ormai soprattutto nelle grandi competizioni, come i Mondiali o le Olimpiadi. Che, per altro, si disputano ogni quattro anni e quindi hanno un maggior senso di esclusività. Anche per delle iniziative che, almeno a prima vista, sembrano lodevoli e inclusive. Sta succedendo per Los Angeles 2028: il Comitato Olimpico americano ha riservato diversi ingressi ai residenti, ma i costi sono davvero altissimi.
Come svelato dal giornale inglese The Guardian, infatti, l’entusiasmo iniziale per le Olimpiadi del 2028 ha rapidamente lasciato spazio alle polemiche tra i residenti di Los Angeles, alle prese con prezzi dei biglietti giudicati da molti eccessivi e con costi aggiuntivi inattesi. Dopo l’apertura della prevendita locale lo scorso 2 aprile, riservata ai residenti della California meridionale e di Oklahoma City, i ticket sono stati messi in vendita con prezzi a partire da 28 dollari fino a diverse migliaia. Tuttavia, i biglietti più economici sono andati esauriti in tempi rapidissimi, soprattutto per gli eventi più richiesti come ginnastica e atletica leggera.
Molti utenti si sono quindi trovati costretti a optare per soluzioni decisamente più costose. A pesare ulteriormente sul portafogli, una commissione di servizio del 24%, giustificata dal comitato organizzatore come necessaria per coprire spese operative, tra cui il servizio clienti durante i Giochi. Chi ha partecipato alla fila on line per l’acquisto dei biglietti, il 3 aprile, ha visto la coda esaurirsi ancor prima di entrare nella stanza d’acquisto. C’è chi ha speso 1.200 dollari per assistere alle qualificazioni di ginnastica artistica e ritmica e alle finali di vela, chi invece ha pagato 11mila dollari per otto biglietti di atletica, di cui quasi 400 destinati alle commissioni. «Si parlava di biglietti da 28 dollari, ma in realtà non erano disponibili», hanno confessato diversi residenti di Los Angeles al Guardian.
Di fronte alle critiche, il CEO di LA28, Reynold Hoover, ha difeso la strategia di vendita, sottolineando come centinaia di migliaia di biglietti al prezzo minimo siano stati effettivamente acquistati da residenti locali. Anche la portavoce Gigi Gutierrez ha evidenziato che i prezzi degli eventi più popolari sono in linea con quelli di grandi manifestazioni sportive internazionali, come il Super Bowl o i Mondiali di calcio. Le preoccupazioni restano forti, soprattutto nelle comunità locali. A Inglewood, città a maggioranza afroamericana e latina che ospiterà la cerimonia inaugurale e alcuni importanti eventi, i residenti temono di subire i disagi dell’evento – traffico, rumore e congestione – senza poterne beneficiare in alcun modo. Secondo il comitato organizzatore, questa politica dei prezzi è necessaria per garantire la sostenibilità economica dell’evento, il cui budget supera i 7,1 miliardi di dollari, evitando così un impatto sulle finanze pubbliche, a differenza di quanto accaduto in precedenti edizioni dei Giochi. Magari le Olimpiadi non impatteranno sulle casse dei comuni, ma di sicuro sulle tasche degli appassionati.