La nuova collab tra Inter e Pink Floyd dimostra che il calcio non ha confini

Il club Nerazzurro, insieme a Sony Music Italy, celebra i 50 anni di Wish You Were Here dei Pink Floyd con un’esclusiva capsule collection, intrecciando sport e musica.
di Redazione Undici 15 Aprile 2026 alle 12:09

Cinquant’anni fa, i Pink Floyd davano alla luce Wish You Were Here. Un album travolgente e immortale, che ha segnato la storia della musica. Un disco capace nel tempo di unire intere generazioni sotto la malinconia di una perdita e di un’assenza: quella di Syd Barrett, geniale fondatore della band che David Gilmour e compagni vollero ricordare proprio con questo struggente tributo. Oggi, per celebrare il cinquantesimo anniversario della sua pubblicazione, l’Inter e Sony Music Italy hanno deciso di fondere l’anima del calcio con quella del rock. Nasce così un’iniziativa speciale e una capsule collection ad hoc, pensata per omaggiare la potenza di quell’album e per riaccendere i riflettori su un capitolo affascinante e spesso dimenticato della storia della band britannica. Un progetto che dimostra, ancora una volta, come il calcio non conosca confini.

 

Ma qual è il vero filo rosso che lega i Nerazzurri ai creatori di The Dark Side of the Moon? La risposta si trova agli inizi degli anni ‘70. In quel periodo, i Pink Floyd, mentre ridefinivano le coordinate del rock contemporaneo, David Gilmour, Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright – insieme ad alcuni altri membri della band – decisero di fondare il Pink Floyd Football Club (PFFC). Era una vera e propria squadra di calcio amatoriale con cui la band giocava per scaricare la tensione durante le estenuanti pause dai tour. Mentre Wish You Were Here cantava il dolore per lo smarrimento di Syd Barrett e la disillusione verso il successo, quelle partitelle di calcio rappresentavano un disperato bisogno di normalità e leggerezza. Così, la rara e iconica fotografia di quella squadra, scattata dalla fotografa Kim Gottlieb-Walker, ha ispirato questa collezione: l’Inter ha riportato il gruppo sul terreno di gioco, trasformando la sigla originale in Pink Floyd FC Internazionale Milano, unendo gli elementi estetici di quegli anni alla vocazione internazionale e calcistica del club.

 

D’altronde, oramai il calcio è un fenomeno pop a tutti gli effetti. Lo si vede ovunque: determina tendenze e mode, permea in ogni generazione, esce fisicamente dagli stadi per invadere le strade e diventare uno stile di vita quotidiano. Capace di fondersi naturalmente con gli altri pilastri culturali, come la musica. Se negli anni ‘70 era il rock a farsi portavoce di una generazione, oggi lo sport è il principale megafono di un’identità collettiva, un palcoscenico capace di aggregare le persone attorno a un rito condiviso. L’inedita collaborazione tra Inter e Pink Floyd affonda le radici proprio su questo terreno comune, dimostrando come due mondi all’apparenza lontani possano intrecciarsi alla perfezione, uniti dalla straordinaria capacità di segnare in modo indelebile la propria epoca.

Un concetto che si rispecchia perfettamente nell’articolata campagna di lancio del progetto, ideata per muoversi fluidamente tra i due mondi che abitiamo ogni giorno: quello digitale e quello reale. Tutto è iniziato in modo quasi subliminale lo scorso gennaio, con un video teaser lanciato per la sfida di Champions League tra i Neroazzurri e l’Arsenal, a gennaio. Da lì, il progetto ha preso forma fisica: misteriosi poster sono comparsi tra le strade di Londra e Milano, preparando il rilascio di approfonditi contenuti editoriali e di un suggestivo hero video interamente ambientato e girato nella capitale britannica (accompagnato proprio dalle note immortali dell’album).

 

Il pezzo forte di questa collab è senza dubbio la retro jersey, un trionfo di estetica anni ‘70 che vede primeggiare sul petto l’acronimo PFFC, esattamente come nella divisa indossata nella storica foto. Sul retro trova spazio una rielaborazione del logo del cinquantesimo anniversario dell’album, mentre le maniche ospitano lo stemma nerazzurro e la celebre “stretta di mano” (con l’uomo avvolto dalle fiamme), il simbolo iconico ideato dallo studio Hipgnosis per la copertina di Wish You Were Here. Completano la linea sciarpe, tote bag, felpe e, per omaggiare la natura rock della partnership, plettri e bacchette da batteria.

L’omaggio prenderà vita ancora di più venerdì sera, in occasione di Inter-Cagliari. I giocatori nerazzurri faranno il loro ingresso sul prato di San Siro indossando un’esclusiva Anthem Jacket in edizione limitatissima (solo 400 pezzi numerati). Per i collezionisti, inoltre, è stato ideato un bundle limitato a 1908 copie, che include una t-shirt e un Exclusive Blue Vinyl di Wish You Were Here. Per una notte, insomma, lo stadio Giuseppe Meazza si trasformerà in un’esperienza immersiva, omaggiando un pezzo di storia che, a mezzo secolo di distanza, continua a bruciare di un’energia inesauribile.

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