Il Manchester United è davvero molto vicino alla qualificazione in Champions League, competizione che per i Red Devils, ai tempi di Sir Alex Ferguson, era una sorta di seconda casa e che dopo il suo addio, nel 2013, è stata disputata dai Red Devils solo sei volte. Tutto bello e anche giusto, da un certo punto di vista, se non fosse che questo ritorno (a due anni dall’ultima partecipazione) potrebbe costare un bel po’ di soldi allo United. Sì, avete letto bene: il verbo “costare” potrebbe sembrare un paradosso, in fondo parliamo di un torneo che per il solo accesso alla League Phase garantisce circa 50 milioni di euro, ma a Old Trafford succede spesso che le cose vadano in maniera diversa.
È così anche questa volta: come analizzato dalla BBC, lo United ha sette punti di vantaggio sul Chelsea, la squadra che occupa il sesto posto in classifica, e basterà un pareggio nello scontro diretto per suggellare, di fatto, la qualificazione alla Champions. Al tempo stesso, però, questo buonissimo risultato potrebbe cambiare il destino di Onana, Rashford e Hojlund, ovvero i big ceduti in prestito ad altri club. Se per il centravanti danese sembra quasi scontato il riscatto da parte del Napoli, per Rashford e Onana la situazione è più complicata. Ed è qui, proprio in questo punto, che lo United potrebbe perdere molti soldi.
Come detto, sia Rashford che Onana sono fuori in prestito, il primo al Barcellona e il secondo al Trabzonspor. Il portiere camerunese ha trovato continuità, collezionando 26 presenze e contribuendo al terzo posto della squadra in campionato, oltre alla qualificazione ai quarti di finale della Coppa di Turchia. Percorso simile anche per Rashford, trasferitosi al Barcellona dopo essere stato escluso dai piani tecnici di Ruben Amorim, l’ex manager dello United poi sostituito da Carrick.: l’attaccante inglese ha disputato 26 partite complessive tra campionato e coppe, segnando sei reti nella Liga, dove i blaugrana guidano la classifica con ampio margine sul Real Madrid. La qualificazione in Champions porterebbe a un un aumento automatico del 25% del loro ingaggio, come previsto da clausole contrattuali utilizzate di frequente dai dirigenti dello United. Se da un lato il club considera sostenibile questo costo grazie ai maggiori ricavi europei, dall’altro la misura rischia di complicare eventuali cessioni, soprattutto per giocatori fuori dal progetto tecnico.