Maria Sharapova ha annunciato sui social l’uscita, per la prossima settimana, di un suo nuovo podcast. Si chiamerà Pretty Tough e, come affermato dalla stessa atleta russa in un post, riguarderà «la ricerca dell’eccellenza, senza compromessi». In particolare si tratterà di uno show, realizzato in collaborazione con Vox Media (una delle più grandi e rinomate reti di podcast negli Stati Uniti), che «metterà in discussione il modo in cui parliamo dell’ambizione femminile ed esplorerà le molteplicità di sfaccettature di ciò che siamo». La prima puntata sarà rilasciata mercoledì 22 aprile e la cadenza, almeno per il momento, sarà settimanale.
L’ex tennista, vincitrice di 36 titoli complessivi e di cinque tornei dello Slam, ha anticipato anche sui suoi profili social che, nel corso delle puntate di Pretty Touugh, converserà con diverse donne di successo. Stando alle sue parole, si tratterà di donne che «hanno sognato qualcosa in più rispetto a quello che gli altri credevano di loro». Al momento sono già state rese note le presenze di Zoe Saldana (attrice), Jeanie Buss (proprietaria di minoranza dei Los Angeles Lakers) e Chelsea Handler (comica e attrice).
Sharapova è solo una delle tante stelle del tennis che hanno deciso di di entrare nel mondo dei podcast. Lo scorso settembre, per esempio, Serena e Venus Williams hanno lanciato Stockton Street (dal nome dell’indirizzo della casa a Compton, in California, nella quale sono cresciute), mentre Caroline Garcia ha dato il via a Tennis Insider Club. Andy Roddick, numero 1 ATP tra novembre 2003 e febbraio 2004, ha invece lanciato Served, mentre Sam Querrey, Jack Sock, John Isner e Steve Johnson sono gli animatori di Nothing Major. La tendenza, da parte di chi ha frequentato e/o frequenta il mondo del tennis, è dunque quella di avere un rapporto sempre più diretto con i suoi fan. Lo dimostrano anche i canali YouTube aperti da giocatori come Sinner o Shelton, ippure l’utilizzo dei social sempre più customizzato e sofisticato dei social – come nel caso di Aryna Sabalenka. Insomma, siamo in un’era in cui ci sono sempre meno filtri tra i grandi tennisti e il loro pubblico, anche se magari non vanno più in campo da tempo. E meno male, viene da dire.