Sembrava una cosa da poco, uno di quei fastidi che si risolvono, male che vada, in pochi giorni. Qualche massaggio, un lavoro differenziato mirato per un paio di allenamenti e poi via in gruppo per la partitella. E invece il problema di Matthijs de Ligt era molto più grave e lo staff del Manchester United ci aveva capito ben poco. In realtà, sul suo infortunio, tutti ci hanno capito ben poco. Fatto sta che l’olandese si è dovuto fermare nel suo momento migliore della stagione, quando stava prendendo ritmo, era finalmente tornato titolare e aveva cominciato a rifar vedere quelle qualità che solo quattro anni fa avevano spinto il Bayern Monaco ad acquistarlo dalla Juventus per 67 milioni. di euro.
Era il 5 dicembre scorso e paiono passate sette vite. Sulla panchina del Red Devils c’era ancora Amorim, che per altro non aveva ancora iniziato quel filotto di risultati negativi che l’avevano portato all’esonero. I tifosi credevano ancora nel suo progetto. Cinque mesi dopo, e dopo una rivoluzione completa a Old Trafford, il nuovo leader della “rivolta”, Michael Carrick, è sotto accusa dopo una deludente sconfitta casalinga contro il Leeds United. Quello che sembrava un piccolo fastidio ha invece tenuto Matthijs de Ligt fuori per tutta la “era” Carrick. Come il suo predecessore, anche Carrick ha dichiarato pubblicamente in più occasioni che l’olandese era vicino al rientro. Più volte De Ligt è stato “sul campo”, ad allenarsi con i compagni, salvo poi tornare nuovamente in infermeria. Non ha partecipato al ritiro di metà stagione dello United a Dublino la scorsa settimana: il club ha ritenuto fosse meglio che restasse a Carrington per continuare le cure.
Questa assenza bizzarra e in parte inspiegabile ha alimentato ogni tipo di teoria del complotto sui social. Cosa sta nascondendo il club? Perché non viene mai fornita una data concreta per il rientro? Com’è possibile che un giocatore che doveva restare fuori pochi giorni sia invece rimasto ai margini così a lungo? Se De Ligt avesse subito un’operazione al ginocchio o la rottura del legamento crociato, avremmo un’idea molto più chiara dei tempi di recupero. Invece, trattandosi di un infortunio alla schiena, dove una miriade di complicazioni neurologiche rende la diagnosi quasi impossibile, può sembrare pronto a giocare un giorno e svegliarsi completamente diverso il giorno dopo.
Secondo iNews non ci sono ricadute: lo staff medico dello United sa che, con problemi alla schiena, ci sono giorni buoni e giorni cattivi. Nulla in particolare peggiora il dolore: è semplicemente la natura di questo tipo di infortuni. C’è comunque la speranza che il 26enne possa tornare in campo prima della fine della stagione. Con Lisandro Martínez squalificato per tre partite, Maguire in difficoltà e Yoro ancora tra alti e bassi, anche poche partite di De Ligt sarebbero di grande aiuto per lo United. Se però non sarà pronto, non verrà forzato il rientro. Il club guarderà al lungo termine e, se sarà necessario aspettare la prossima stagione per averlo al 100%, si comporterà esattamente in questo modo.