Anche domenica, ancora una volta, per Timo Werner sembrava una partita col freno a mano. Generosa, ma non da attaccante di razza: a inizio ripresa il tedesco si invola in contropiede, potrebbe puntare la porta con decisione e invece si decentra, sembra perdere l’attimo, serve un traversone sul secondo palo. Alla fine ha ragione lui, ma il gol lo segna qualcun altro – Ousseni Bouda, e ai San Jose Earthquakes va benissimo così. Il problema è che quel gol, a Timo manca ormai dal 30 ottobre 2024: un’eternità, sintomo di un’involuzione tecnica e realizzativa che l’ha portato bruscamente ai margini del calcio. Ora basta, però. Pochi minuti più tardi arriva un altro contropiede, Werner sfonda ancora per vie centrali, supera un difensore e di rabbia scaraventa in rete. Digiuno interrotto. E forse un nuovo inizio in vista.
“Sono molto felice”, ha detto l’ex Chelsea e Lipsia al termine della vittoria per 4-1 sul campo del Los Angeles FC. “È importante per ogni giocatore in campo segnare gol e fornire assist, ma per gli attaccanti ancora di più: aiuta a costruire fiducia e a guadagnarsi la stima della squadra. Poi è ancora più divertente quando si riesce a segnare un gol bello come questo. In generale, per me era semplicemente importante segnare, tornare finalmente a provare certe emozioni”. Ci è voluto un pomeriggio di MLS, mentre in Germania ormai il suo nome riecheggia come quello di un desaparecido del pallone. In pochi avrebbero immaginato una parabola del genere, soltanto qualche tempo fa.
Werner infatti non è un centravanti a fine carriera, in teoria: ha appena compiuto 30 anni, si è rimesso in forma fisicamente. Davanti a sé potrebbe ancora avere tantissimo dal calcio. Eppure se lo dovrà riconquistare un pezzo alla volta, perché la spirale negativa di questi anni lascia strascichi importanti. Dicevamo, ottobre 2024: 18 mesi fa, Timo realizzava il suo ultimo gol in assoluto prima di oggi, con la maglia del Tottenham in una partita di Coppa di Lega contro il Manchester City. Poi più nulla, nemmeno nella più recente parentesi della sua esperienza al Lipsia – il club che lo ha fatto diventare grande. Per trovare l’ultima stagione conclusa in doppia cifra, bisogna riavvolgere il nastro fino al 2022/23: 16 gol con i tedeschi targati Red Bull. E l’ultimo campionato con lo stesso esito – anzi migliore, all’epoca straripante – era stata addirittura la Bundesliga 2019/2020. Quando Werner aveva 24 anni.
È chiaro che qualcosa nel frattempo è andato storto. Al termine di quella stagione, le qualità di Timo erano sulla bocca di tutta Europa: un attaccante rapido, moderno, altruista – un centinaio di assist in carriera restano un signor bottino – e veloce palla al piede. Tra Lipsia e Nazionale tedesca sta facendo grandissime cose. Lo cercano in tanti, se lo aggiudica il Chelsea per 53 milioni di euro. Parecchi, ma in quel momento non sembravano troppi. Succede però che Werner si rivela un po’ leggerino per la Premier League, dai 34 gol dell’annata precedente sprofonda a 12 – comunque da miglior realizzatore dei Blues – ma pure in sordina diventa uno dei protagonisti della squadra di Tuchel che a maggio si laurea campione d’Europa. Impossibile chiamarla stagione negativa, ma già s’intravedevano i primi segnali di un declino che da lì in avanti – complice una lunga serie di infortuni – si fa progressivo e inesorabile.
Il secondo anno al Chelsea è un passo indietro, quello dopo ancora fa ritorno al Lipsia da copia sbiadita del goleador che era e il prestito al Tottenham non lo rivitalizza. La sua ultima presenza con la Germania, tuttora, risale a marzo 2023. In questa stagione, rientrato in Germania, giocava col contagocce e a gennaio è stato ingaggiato dai San Jose Earthquakes: una chiara diminutio, per la carriera dell’attaccante, ma serviva aria nuova, calcio nuovo. E un allenatore che lo mettesse al centro del progetto: “Timo sarà un giocatore speciale per noi”, aveva detto Bruce Arena, esperta guida tecnica di San Jose con un proficuo passato da ct degli Stati Uniti, tra ’98 e 2006. “Ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che ritrovi la forma e il ritmo, ma è un campione eccezionale. Sarà un ottimo rinforzo”. Per ora il suo score in MLS dice un gol e tre assist in cinque presenze: il migliore dell’ultimo biennio. E come ha detto Timo, rotto il digiuno è il momento di pensare alla cosa più importante: tornare a divertirsi. Il pallone lo aspetta lì.