In un mondo del calcio che, via via, si sta affidando sempre di più all’intelligenza artificiale nella gestione dell’allenamento, dell’alimentazione, del riposo e soprattutto nelle operazioni di scouting, attraverso l’elaborazioni di algoritmi capaci di analizzare le caratteristiche di allenatori e giocatori ideali, c’è ancora chi si affida ancora a un altro tipo di esperienza. È quello che è capitato a Jokin Aperribay, presidente della Real Sociedad, che prima di scegliere un nuovo allenatore, il sostituto dell’esonerato Imanol Alguacil, aveva fatto un passaggio con un’AI. Lo ha raccontato lui stesso, nel corso di un’intervista a Cadena Ser: il direttore sportivo del club basco, Erik Bretos, stava spingendo per la nomina di Pellegrino Matarazzo, e lui per tutta risposta ha interpellato l’intelligenza artificiale. «Erik mi ha proposto Matarazzo», ha spiegato Aperribay, «e io ho chiesto all’IA se fosse un buon allenatore per la Real Sociedad: ha detto di no. Per fortuna mi sono fidato di Erik!».
Matarazzo, cresciuto a Fair Lawn, nel New Jersey, e figlio di immigrati italiani, aveva già allenato lo Stoccarda e l’Hoffenheim in Bundesliga, ma prima di arrivare alla Real Sociedad non aveva alcuna esperienza nel calcio spagnolo. «Non lo conoscevo e, al nostro primo incontro, sono rimasto colpito perché sapeva tutto di tutti», ha detto Aperribay a proposito della nomina. «Aveva preparato un’analisi incredibile della Real Sociedad». Il punto è che, poi, la stessa intelligenza artificiale ha corretto la sua posizione. Dopo che la Real Sociead ha effettivamente assunto Matarazzo e ha eliminato i rivali baschi dell’Athletic Club in semifinale di coppa, Aperribay ha raccontato di aver chiesto di nuovo all’IA se il tecnico americano fosse adatto al club. Risposta: «Mi ha detto che era una scelta eccellente!». Ovvio, quindi, che abbia cambiato idea in base ai risultati.
In effetti ci sta: quando Matarazzo è stato nominato, la Real Sociedad aveva raccolto solo 17 punti nelle prime 17 partite di campionato e si trovava nella parte bassa della classifica della La Liga. Dal cambio in panchina, la squadra basca ha conquistato 25 punti nelle successive 14 partite e ora è settima in classifica con sette giornate ancora da disputare — a quattro punti dal Real Betis, quinto, e con la possibile qualificazione alla Champions League per la prossima stagione. E poi, ovviamente, Matarazzo ha riportato la Copa del Rey a San Sebastiàn dopo quattro anni, vincendo una delle finali più complicate degli ultimi anni contro l’Atletico Madrid. Mica male per uno che, qualche mese fa, veniva snobbato anche dall’IA.