In una fredda mattina primaverile del New Jersey, è stato inaugurato il più grande e innovativo centro sportivo del Nord America. E forse anche del mondo. Si tratta del RWJBarnabas Health Red Bulls Performance Center, la nuova sede di lavoro e allenamento dei New York Red Bulls. Due grandi ex, Thierry Henry e Bradley Wright-Phillips, hanno avuto l’onore di tagliare il nastro. E tra i presenti c’era anche Jürgen Klopp, ex allenatore del Liverpool e attuale Head of Global Soccer di Red Bull. Proprio l’ex tecnico del Liverpool ha detto che «se non hai un sogno, se non hai qualcosa che vuoi raggiungere, non costruisci questo». Subito dopo ha scherzato, dicendo che camminare attraverso questo centro fino al campo gli ha fatto venire nostalgia di allenare.
La struttura, personalizzata e distribuita su 80 acri, è costata oltre 100 milioni di dollari e comprende otto campi da allenamento regolamentari, oltre a spazi per la prima e la seconda squadra e per il settore giovanile. Inoltre il centro dispone di una mensa con pasti preparati da chef professionisti, un laboratorio d’innovazione, una palestra di 430 metri quadrati con finestre affacciate sui campi, una lounge per i giocatori della prima squadra, spazi per i ragazzi del vivaio e molto altro. «Non è solo un centro di allenamento», ha spiegato Julian de Guzman, responsabile sportivo dei Red Bull New York. «È la struttura di allenamento più innovativa di tutto il Nord America».
Il centro ospiterà anche il ritiro del Brasile per il Mondiale di quest’estate. Non a caso, viene da dire. Ma il focus, inevitabilmente, è e sarà sul futuro dei New York Red Bulls: questa struttura sarà il luogo in cui si alleneranno i giocatori della prima squadra, ma anche quello in cui formeranno le future generazioni di talenti provenienti dall’Academy, Non è un caso che questo investimento sia stafo finalizzato ora che in panchina c’è l’ex Roma Michael Bradley, giovane allenatore emergente ed ex giocatore la cui brillante carriera è iniziata proprio con il debutto da professionista a NY nel 2005, quando era ancora adolescente. Insomma: il percorso dall’Academy alla prima squadra non è mai stato così chiaro come oggi e, ora, anche le strutture non sono mai state così all’avanguardia. Ma vedere subito dei risultati, naturalmente, non è automatico. Ci vorrà del tempo, ma i risultati si vedranno, è inevitabile.
Anche Klopp ha spiegato che «i ragazzi più ambiziosi non crescono necessariamente nelle case più belle, ma noi vogliamo che siate ambiziosi, affamati nel senso buono, competitivi. A tutti i ragazzi che si alleneranno qui in futuro: assicuratevi di sfruttarlo. Questo è un posto senza scuse». Alla fine del suo intervento, Klopp ha alzato lo sguardo con calore verso quei ragazzi dell’Academy che pendevano da ogni sua parola, alcuni dei quali potrebbero diventare le future stelle che il club spera di far crescere. «E ora iniziate ad allenarvi», ha suggerito Klopp sfoderando il suo tipico grande sorriso, prima che tutti entrassero. In una struttura così, poi, viene tutto più facile.