Il 25 aprile del 2026, mentre si stava svolgendo la 34esima giornata di Serie A, il calcio italiano è stato letteralmente travolto dalle notizie sulle indagini a carico di Gianluca Rocchi, ex arbitro e designatore per i campionati di Serie A e Serie B. Rocchi ha ricevuto un avviso di garanzia da parte della Procura di Milano e risulta indagato per concorso in frode sportiva. L’interrogatorio del designatore è in programma per giovedì 30 aprile, ma nel frattempo lo stesso Rocchi ha deciso di autosospendersi dal suo incarico: «Questa mattina ho ricevuto un avviso di garanzia», ha detto all’ANSA. «Sono sicuro di aver agito sempre correttamente ed ho piena fiducia nella magistratura». Nel momento in cui sarà sentito dai pm, Rocchi avrà potrà difendersi da tutte le accuse (a meno che si avvalga della facoltà di non rispondere).
In particolare, i capi di imputazione sono tre: in merito alla partita Udinese-Parma del primo marzo 2025, quindi del campionato di Serie A 2024/25, Rocchi avrebbe condizionato il lavoro delll’addetto Var Daniele Paterna, «inducendolo a richiamare all’On Field Review il direttore di gara Fabio Maresca ai fini dell’assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra friulana, sebbene Paterna fosse di diverso avviso»; la gara terminò con la vittoria dell’Udinese per 1-0. In merito alla partita Bologna-Inter del 20 aprile 2025, sempre del campionato di Serie A 2024/25 Rocchi avrebbe «combinato la designazione dell’arbitro Andrea Colombo, siccome ‘arbitro’ gradito alla squadra ospite, l’Inter»; il risultato finale della partita fu 1-0 in favore del Bologna. In merito alla semifinale di Coppa Italia 2024/25 tra Milan e Inter, Rocchi avrebbe «”combinato” o “schermato” la designazione del direttore di gara Daniele Doveri, ponendolo alla direzione della semifinale del torneo (23 aprile 2025) onde assicurare poi all’Inter direzioni di gara diverse dal ‘poco gradito’ Doveri per la eventuale successiva finale di Coppa Italia e per il resto delle partite del campionato di Serie A»; a passare il turno, alla fine, fu il Milan (che vinse per 3-0 il match di ritorno dopo l’1-1 dell’andata) Tutti questi fatti, si legge nelle carte, sarebbero avvenuti in concorso con «più» e «altre» persone.
In sostanza, quindi, Rocchi è indagato perché sospettato di interferenze nelle decisioni del VAR, e perché sospettato di aver “pilotato” in maniera indebita le designazioni degli arbitri. Secondo l’AGI, la primissima fonte a riportare la notizia dell’avviso di garanzia a Rocchi, anche il supervisore Var Andrea Gervasoni è indagato in «concorso con altre persone» per frode sportiva dalla Procura di Milano. Lo stesso Gervasoni si sarebbe autosospeso dall’incarico. Nell’avviso di garanzia che gli è stato notificato venerdì sera, si legge che «durante lo svolgimento della partita Salernitana-Modena, con la concessione del calcio di rigore a favore della squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giuia, incalzava e sollecitava l’addetto Var Luigi Nasca affinchè questi richiamasse Giuia all”On Field Review’ ai fini della decisione iniziale sull’episodio di gioco». I fatti in questione risalgono all’8 marzo 2025.
Dal punto di vista della giustizia sportiva, alcuni degli eventi erano già stati parte di un’indagine avviata – e poi archiviata – circa un anno fa. Ciò che è emerso nelle ultime ore, però, potrebbe portare la Procura della FIGC ad aprire un nuovo fascicolo. Tutto è partito dalle segnalazioni dell’assistente arbitrale Domenico Rocca, il quale ha inviato una lettera in cui lamentava di aver ricevuto valutazioni ingiuste da parte dell’Assoarbitri. Secondo la ricostruzione della Gazzetta dello Sport, la Procura Federale avrebbe approfondito tutti gli aspetti di quanto sostenuto da Rocca, compreso il caso specifico di Udinese-Parma, poi avrebbe ascoltato tutte le persone coinvolte e infine avrebbe disposto l’archiviazione del caso «allo stato degli atti». Come detto, però, le nuove accuse nei confronti di Rocchi hanno portato Giuseppe Chinè, procuratore capo della FIGC, a chiedere gli atti alla Procura di Milano.
C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi, gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme…
— Andrea Abodi (@andreaabodi) April 25, 2026
Le reazioni a quanto successo nelle ultime ore sono state forti, com’è inevitabile che fosse. Sopra c’è quella del Ministro dello Sport, Andrea Abodi, che ha scritto (sul suo profilo X) come, secondo lui, «l’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico». Per quanto riguarda l’Inter, invece, la Gazzetta dello Sport ha scritto che «la società nerazzurra è meravigliata da quanto sta avvenendo: le gare finite sotto la lente di ingrandimento della Procura di Milano, di fatto, sono quelle che hanno portato a una stagione da zero titoli per la squadra allora allenata da Simone Inzaghi. La decisione presa dalla dirigenza è stata quella di non rilasciare dichiarazioni pubbliche, e anche in occasione della partita contro il Torino non dovrebbero esserci interviste di alcun dirigente, anche perché i tempi non vengono considerati ancora maturi per pronunciarsi. Informalmente, però, il club è decisamente allibito per la slavina in atto, ma nello stesso tempo si definisce tranquillo per lo svolgimento dei prossimi giorni: nessun tesserato ha, infatti, ricevuto alcun avviso di garanzia». Come detto, l’interrogatorio del prossimo 30 aprile servirà a fornire un quadro più chiaro della situazione. Sia per il procedimento penale che per quello sportivo.