Se avete nostalgia dei vecchi presidenti che cambiavano allenatore continuamente, forse dovreste guardare verso la Premier League

I tempi scanditi dalle panchine immutabili di Sir Alex Ferguson o Arsène Wenger sono sempre più lontani.
di Redazione Undici 27 Aprile 2026 alle 19:54

L’ultimo caso è il bruciante benservito a Liam Rosenior – che per altro, nel suo breve periodo sulla panchina dei Blues, ha rotto diversi record negativi fra cui il numero di ko di fila senza nemmeno un gol all’attivo (5). E se il Chelsea si sta dimostrando un disorientato laboratorio di allenatori, per gli standard di Premier League non si tratta affatto di un’anomalia. Anzi: in Inghilterra non si erano mai visti così tanti esoneri come in questa stagione. Colpa della posta in palio sempre più alta – soprattutto sul versante economico – e delle pressioni finanziarie relative a un rendimento negativo inatteso.

Il risultato? Dall’inizio del 2025/26, come racconta il Financial Times, si sono verificati ben 9 cambi di allenatore su 20 squadre. Con alle loro spalle meno di un anno in carica: in media 295 giorni. Si tratta del dato più basso da quando esiste la Premier League. E nel corso di queste 34 stagioni, il dato è andato progressivamente peggiorando: nel 1995, a fronte di un solo esonero, un allenatore sedeva sulla stessa panchina per quasi 1400 giorni in media. Poi, dal 2000 al 2020, il dato è calato stabilizzandosi fra i 500 e i 1000. Soltanto nelle ultimissime annate si è verificato un vero e proprio crollo, segno dell’impazienza e delle esigenze di breve periodo. E di tante pianificazioni sbagliate.

Basta chiedere al Chelsea, per l’appunto, che ha dovuto fare i conti con gli esoneri di Maresca e Rosenior nel giro di pochi mesi – rischiando pure l’esclusione dalle coppe europee. Ha molto da dire a riguardo anche il Manchester United, che negli ultimi anni ha cambiato un innumerevole lista di allenatori, stravolgendo altrettanti programmi tecnici con annesso spreco di risorse – anche se talvolta cambiare paga: chiedere a Michael Carrick, che ha rilevato i Red Devils in autunno e li sta riportando in zona Champions League. Si registrano poi alcuni esoneri da record: Ange Postecoglou è rimasto sulla panchina del Nottingham soltanto 39 giorni – e di nuovo, risultati alla mano brava la dirigenza a cambiare in fretta – mentre Igor Tudor al Tottenham soltanto 44. Giusto il tempo di non ingranare e fare i bagagli.

Se insomma vi mancavano le istrioniche decisioni di qualche vecchia conoscenza della Serie A – Zamparini, Gaucci, Preziosi, Cellino: presidenti “mangia-allenatori” ne abbiamo? –, ora lo sguardo va girato verso la Premier League. Dove un tempo dominavano i cicli tecnici a lungo termine: lo United di Sir Alex, l’Arsenal di Wenger, David Moyes all’Everton – da quest’anno tornato al timone dei Toffees. Ora invece i proprietari, spesso stranieri, non hanno pazienza. Pagano tanto, pretendono altrettanto e con una certa fretta. C’è in ballo un giro d’affari troppo grande per pazientare in nome del progetto, delle tempistiche che servono ad alcuni allenatori per forgiare l’alchimia di squadra. Dunque raus: vincere subito, o quella è la porta. E questa è la Premier League.

>

Leggi anche

Calcio
Dopo diversi anni l’Everton potrebbe finalmente tornare a giocare in Europa, ma la Roma sarebbe un grosso problema per i Toffees (e viceversa)
Chiamatelo rovescio della medaglia delle multiproprietà, e non è un caso se sempre più tifosi protestano contro le cordate societarie.
di Redazione Undici
Calcio
Samuele Inácio ha debuttato da titolare con il Borussia Dortmund, e la sua prestazione non è stata per niente banale
L'attaccante italo-brasiliano del BVB ha partecipato attivamente a un gol della sua squadra, e ha incassato i complimenti del tecnico Kovac e dei compagni.
di Redazione Undici
Calcio
Jude Bellingham ha investito in una squadra di cricket, e così adesso la rosa del Real Madrid è piena di imprenditori sportivi
Viniciús Júnior e Thibault Courtois, come tanti altri calciatori della nostra epoca, hanno già iniziato la loro carriera come comproprietari di società.
di Redazione Undici
Calcio
Il Tottenham in lotta per la salvezza è un problema per tutto il calcio europeo, visto che potrebbe scoraggiare gli investitori e causare un danno complessivo di 1,73 miliardi di euro
Gli Spurs sono stati tra i club più fruttuosi degli ultimi anni. Eppure al momento sono terzultimi in Premier League: non proprio un segnale di stabilità, per i mercati.
di Redazione Undici