La FIFA sta tenendo un congresso a Vancouver, e nell’ambito dei lavori è nata una proposta che potrebbe cambiare per sempre il calcio. È infatti partita la procedura per obbligare tutte le squadre di club al mondo ad avere in campo almeno un calciatore Under 20 o Under 21, nonché cresciuto nel settore giovanile, in tutti i minuti di tutte le partite ufficiali. No, non avete equivocato: la FIFA potrebbe imporre a tutti i club di schierare, dal primo minuto di ogni patita e fino al fischio finale, almeno un giocatore cresciuto nel vivaio che non abbia già compiuto 21 anni. Si tratterebbe di una rivoluzione epocale, mai vista prima, che andrebbe a sconvolgere la programmazione di mercato, l’approccio al gioco, persino le scelte tattiche e di formazione di tutte le società del mondo.
Secondo quanto riporta il Times, che cita fonti interne alla FIFA, il progetto avrebbe l’obiettivo di «incentivare lo sviluppo dei giovani calciatori». E avrebbe già raccolto un bel po’ di adesioni all’interno dell’organo (l’approvazione è arrivata «all’unanimità», scrive la FIFA in una nota ufficiale). Dopo questa primissima fase istruttoria, l’iter prevede che la proposta debba essere inoltrata ad altre istituzioni del mondo del calcio per eventuali discussioni o integrazioni, per poi essere presentata e votata – nella sua forma definitiva – al consiglio FIFA del prossimo anno. Nei prossimi mesi, quindi, saranno interpellate le Federazioni nazionali, le Confederazioni continentali (UEFA, AFC, CONMEBOL, CAF, CONCACAF e OFC), le leghe e i sindacati dei calciatori.
Attualmente, guardando al calcio europeo, le uniche regolamentazioni “simili” a questa norma proposta dalla FIFA sono quelle relative alle cosiddette Liste UEFA, ovvero gli elenchi di giocatori che ogni club rende eleggibili per giocare nelle coppe continentali: le squadre hanno l’obbligo di inserire in questa lista almeno otto giocatori cresciuti in un settore giovanile nazionale (italiano per le squadre di Serie A, spagnolo per le squadre di Liga e così via), di cui quattro allevati nel proprio vivaio. Se in rosa non ci sono giocatori che rispettano questi requisiti, gli slot restano vuoti. Anche la Serie A, tanto per fare un altro esempio vicino a noi, ha adottato un regolamento molto simile a quello imposto dall’UEFA, ma poi – esattamente come avviene nelle coppe europee – gli allenatori non sono obbligati a fare scelte di formazione tenendo conto di limiti legati all’età o al percorso formativo di chi va in campo. Ecco perché, se venisse effettivamente approvata, questa nuova regola della FIFA segnerebbe un prima e un dopo nella storia del calcio.