La McLaren ha deciso di entrare nel mondo del golf, e di farlo in grande stile. Intanto è nato un nuovo marchio, McLaren Golf, lanciato ufficialmente mercoledì 29 aprile. L’azienda britannica, che ha vinto 23 campionati del mondo di Formula Uno, ha fatto uscire un comunicato in cui c’è scritto che l’obiettivo del progetto è quello di «estendere il DNA di McLaren» anche in questo nuovo universo. Il primo a sperimentare i nuovi prodotti del brand, che ha iniziato a produrre set di mazze, Justin Rose. Che, oltre a essere una leggenda del golf (ha vinto gli US Open nel 2013 e l’oro olimpico a Rio 2016), è anche socio e investitore del nuovo progetto. Il primo test per le mazze McLaren avverrà al Cadillac Championship di Miami, il prossimo appuntamento del PGA Tour.
L’ingresso nel golf di un’azienda come la McLaren, non tradizionalmente legata a questa disciplina, è già di per sé una notizia enorme. Entrare nel mondo della produzione delle mazze, infatti, è davvero difficilissimo. Circa il 90% del mercato è controllato da cinque aziende storiche (TaylorMade, Callaway, Ping, Titleist e Cobra). E accanto a queste ce ne sono altre che provano a farsi spazio, tra cui Mizuno, Wilson, Srixon e Cleveland. Tutto questo significa che McLaren ha deciso di affrontare una forte concorrenza. L’azienda britannica sembra però intenzionata a puntare sulla qualità del prodotto e sulla alta capacità ingegneristica. I set di mazze marchiati McLaren, infatti, saranno tra i più costosi sul mercato, visto che supereranno il prezzo (medio) di 400 euro al pezzo. E quindi occorreranno quasi 3000 euro per un set tradizionale di sette ferri. Una cifra decisamente superiore a quella dei set di fascia alta dei marchi concorrenti. Justin Rose, però, non ha dubbi: affidarsi a McLaren sia la scelta migliore. «Vogliono essere i migliori», ha detto il golfista inglese. «La loro intenzione è quella di operare nel segmento di alta gamma e l’obiettivo è quello di creare un prodotto davvero eccezionale».
Per McLaren, come detto, non sarà facile però sfondare nel mondo del golf. Nel tempo altri colossi, per esempio Nike, hanno deciso di provare a inserirsi nel settore e poi hanno dovuto abbandonarlo. L’azienda americana, un tempo sponsor di Tiger Woods, ha smesso di produrre mazze nel 2016 per un calo delle vendite e si è concentrata solo sull’abbigliamento tecnico. L’altra difficoltà per McLaren è legata al fatto che, generalmente, è difficile convincere i golfisti amatoriali a cambiare marca e abbandonare le loro mazze. A maggior ragione se le alternative proposte, come nel loro caso, sono piuttosto costose.