L’Elversberg è il club che rappresenta un piccolissimo paese al confine tra Germania e Francia, eppure è arrivato in Bundesliga

Dopo tre promozioni nelle ultime cinque stagioni, la squadra del Saar (che rappresenta una comunità di 13mila persone) ha fatto anche l'ultimo step.
di Redazione Undici 18 Maggio 2026 alle 17:33

Per la prima volta nella sua storia, l’Elversberg giocherà in Bundesliga. Ed è una notizia grande, anzi enorme. Però è anche inversamente proporzionale alla grandezza di Elversberg, un paese con meno di 13mila abitanti, situato nel Sud-Ovest della Germania, nello Stato del Saarland, a pochi chilometri da confine con il Belgio e con la Francia. Giusto per tracciare le reali dimensioni di questo luogo: a Spiesen-Elversberg, il nome completo di questa cittadina, non ci sono una stazione ferroviaria, un cinema, un teatro, un centro commerciale o un hotel di medie-grandi dimensioni. Eppure, eppure, adesso c’è un club arrivato nella prima divisione del calcio tedesco.

Anche se, come detto, rappresenta una comunità minuscola, l’Elversberg è il manifesto di un progetto sportivo chiaro e ambizioso. Intanto partiamo dall’assetto istituzionale: il club, in realtà, è un’associazione di 7500 soci che eleggono democraticamente il vertice di rappresentanza. A guidare la società, oggi, è Dominik Holzer, il cui padre è proprietario della Ursapharm Srl, una casa farmaceutica che ha sede a Spiesen-Elversberg ed è sponsor della squadra. L’Elversberg, fondato nel 1907, è stato protagonista di una scalata sportiva impressionante: tre promozioni nelle ultime cinque stagioni. E già l’anno scorso è andato a un passo dalla Bundesliga: dopo la sconfitta ai playout contro l’Heidenheim, la squadra è ripartita con coerenza, fino ad agguantare un meritato secondo posto alle spalle dello Schalke 04 – che nella sua Veltins Arena potrebbe ospitare tutti gli abitanti di Spiesen-Elversberg moltiplicati per cinque.

Il suggello è arrivato all’ultima giornata, con un netto un netto 3-0 nei confronti del Preußen Münster, già retrocesso in 3. Liga. Al termine della gara è partita la festa, con i tifosi che hanno invaso il campo del Waldstadion an der Kaiserlinde. Il bello è che l’Elversberg, in realtà, avrebbe potuto giocare in Francia, invece che in Germania: dopo la Prima Guerra Mondiale, infatti, lo stato del Saarland era stato posto sotto l’amministrazione della Società delle Nazioni per 15 anni, poi è diventato un land tedesco sotto il nazismo (con nome di provincia del Westmark). E, infine, è stato protettorato francese tra il 1947 e il 1956, periodo nel corso del quale fu creato un campionato di calcio e fu anche fondata anche una rappresentativa autonoma, che venne affiliata alla FIFA e partecipò anche alle qualificazioni ai Mondiali del 1954. Dal 1957 in poi, il Saar è diventato uno degli stati federati della Germania Ovest (e poi, dal 1990, di quella riunificata).

L’Elversberg sarà quindi la 59esima squadra diversa a disputare un campionato in Bundesliga, nonché la seconda del Saar (dopo il Saarbrücken, che rappresenta l’omonima capitale del land e al momento è in terza divisione). Per farlo dovrà però rispettare alcuni standard minimi: la DFL (Deutsche Fußball Liga) richiede uno stadio da 15mila posti per concedere l’iscrizione, mentre oggi come oggi il Waldstadion ne contiene poco più di 10.000. I lavori sono già iniziati, e così, a partire dalla prossima primavera, l’Elversberg avrà quindi un impianto con più seggiolini che persone residenti in paese. Per Elversberg e i suoi abitanti, quindi, la prossima stagione finirà nei libri di storia. Un risultato spaziale, come ha detto anche l’allenatore del club Vincent Wagner: «Prima della partita decisiva», ha raccontato, «un mio amico mi ha detto che la promozione dell’Elversberg sarebbe stata come andare sulla luna. Ebbene, abbiamo compiuto l’allunaggio».

>

Leggi anche