Per la prima volta nella sua storia, l’Elversberg giocherà in Bundesliga. Ed è una notizia grande, anzi enorme. Però è anche inversamente proporzionale alla grandezza di Elversberg, un paese con meno di 13mila abitanti, situato nel Sud-Ovest della Germania, nello Stato del Saarland, a pochi chilometri da confine con il Belgio e con la Francia. Giusto per tracciare le reali dimensioni di questo luogo: a Spiesen-Elversberg, il nome completo di questa cittadina, non ci sono una stazione ferroviaria, un cinema, un teatro, un centro commerciale o un hotel di medie-grandi dimensioni. Eppure, eppure, adesso c’è un club arrivato nella prima divisione del calcio tedesco.
Anche se, come detto, rappresenta una comunità minuscola, l’Elversberg è il manifesto di un progetto sportivo chiaro e ambizioso. Intanto partiamo dall’assetto istituzionale: il club, in realtà, è un’associazione di 7500 soci che eleggono democraticamente il vertice di rappresentanza. A guidare la società, oggi, è Dominik Holzer, il cui padre è proprietario della Ursapharm Srl, una casa farmaceutica che ha sede a Spiesen-Elversberg ed è sponsor della squadra. L’Elversberg, fondato nel 1907, è stato protagonista di una scalata sportiva impressionante: tre promozioni nelle ultime cinque stagioni. E già l’anno scorso è andato a un passo dalla Bundesliga: dopo la sconfitta ai playout contro l’Heidenheim, la squadra è ripartita con coerenza, fino ad agguantare un meritato secondo posto alle spalle dello Schalke 04 – che nella sua Veltins Arena potrebbe ospitare tutti gli abitanti di Spiesen-Elversberg moltiplicati per cinque.
Il suggello è arrivato all’ultima giornata, con un netto un netto 3-0 nei confronti del Preußen Münster, già retrocesso in 3. Liga. Al termine della gara è partita la festa, con i tifosi che hanno invaso il campo del Waldstadion an der Kaiserlinde. Il bello è che l’Elversberg, in realtà, avrebbe potuto giocare in Francia, invece che in Germania: dopo la Prima Guerra Mondiale, infatti, lo stato del Saarland era stato posto sotto l’amministrazione della Società delle Nazioni per 15 anni, poi è diventato un land tedesco sotto il nazismo (con nome di provincia del Westmark). E, infine, è stato protettorato francese tra il 1947 e il 1956, periodo nel corso del quale fu creato un campionato di calcio e fu anche fondata anche una rappresentativa autonoma, che venne affiliata alla FIFA e partecipò anche alle qualificazioni ai Mondiali del 1954. Dal 1957 in poi, il Saar è diventato uno degli stati federati della Germania Ovest (e poi, dal 1990, di quella riunificata).
L’Elversberg sarà quindi la 59esima squadra diversa a disputare un campionato in Bundesliga, nonché la seconda del Saar (dopo il Saarbrücken, che rappresenta l’omonima capitale del land e al momento è in terza divisione). Per farlo dovrà però rispettare alcuni standard minimi: la DFL (Deutsche Fußball Liga) richiede uno stadio da 15mila posti per concedere l’iscrizione, mentre oggi come oggi il Waldstadion ne contiene poco più di 10.000. I lavori sono già iniziati, e così, a partire dalla prossima primavera, l’Elversberg avrà quindi un impianto con più seggiolini che persone residenti in paese. Per Elversberg e i suoi abitanti, quindi, la prossima stagione finirà nei libri di storia. Un risultato spaziale, come ha detto anche l’allenatore del club Vincent Wagner: «Prima della partita decisiva», ha raccontato, «un mio amico mi ha detto che la promozione dell’Elversberg sarebbe stata come andare sulla luna. Ebbene, abbiamo compiuto l’allunaggio».