La famiglia Kroenke, che detiene la proprietà dell’Arsenal, adesso ha vinto la Premier League, la NBA, la NHL e il Super Bowl (in attesa della finale di Champions)

Gli investitori americani hanno creato un impero sportivo vasto e vincente, che comprende anche alcuni tra i più importanti club dello sport professionistico statunitense.
di Redazione Undici 23 Maggio 2026 alle 11:38

Ci sono proprietà che cambiano la storia di un club di calcio, tanto quanto giocatori o allenatori. Basti pensare alla famiglia Moratti e Berlusconi per Inter e Milan, i Percassi per l’Atalanta, gli Agnelli per la Juventus e i Sensi per la Roma solo restando all’Italia degli anni Novanta e Duemila. Ecco, in un’epoca in cui il calcio mondiale sta prendendo la strada dei fondi di investimento, statali (vedi il saudita PIF per il Newcastle) e non (vedi Liverpool, Everton, Hertha Berlino, Standard Liegi, Vasco da Gama, ma le stesse Inter e Milan) pensare che ci sia una famiglia di imprenditori che possa costruire una parte della propria fortuna sugli investimenti sportivi fa un po’ strano. Eppure, per i Kroenke, gli americani che possiedono l’Arsenal, è proprio così.

La Premier League vinta in settimana, infatti, è solo l’ultima grande vittoria di una famiglia che sembra baciata dalla fortuna. Come racconta The Athletic, infatti, il gruppo Kroenke Sports & Entertainment aggiunge un altro trofeo prestigioso alla propria collezione, confermandosi una delle realtà sportive più vincenti del panorama mondiale. La holding guidata dal miliardario Stan Kroenke e dal figlio Josh Kroenke ha costruito un vero impero sportivo: i Los Angeles Rams hanno conquistato il Super Bowl, i Colorado Avalanche hanno alzato la Stanley Cup nel 2022 e i Denver Nuggets hanno centrato il primo titolo NBA della loro storia nel 2023. Quindi tutto negli ultimi cinque anni.

Ora è arrivato anche il trionfo inglese. Guidato da Mikel Arteta, l’Arsenal ha conquistato il titolo nazionale per la prima volta dopo 22 anni, resistendo al ritorno finale del Manchester City.Un successo che assume ancora più valore se si considera quanto sia difficile, anche per proprietà economicamente solidissime, costruire continuità vincente in discipline sportive differenti. KSE, invece, è riuscita a imporsi contemporaneamente tra NFL, NBA, NHL e Premier League.

All’appello manca ormai soltanto la Champions League. E il sogno potrebbe diventare realtà molto presto: l’Arsenal avrà infatti l’occasione di conquistare il trofeo nella finale contro il Paris Saint-Germain in programma a Budapest sabato 30 maggio. L’attuale scenario appare molto distante dal clima che ha accompagnato il takeover z del club da parte dei Kroenke nel 2018. All’epoca, l’acquisizione totale dell’Arsenal, resa possibile dopo l’acquisto delle quote del magnate Alisher Usmanov, aveva provocato forti proteste tra i tifosi che di solito frequentano l’Emirates Stadium. L’Arsenal Supporters’ Trust aveva definito quell’operazione «un giorno terribile per il club».

Le contestazioni sono aumentate ulteriormente nel 2021, quando l’Arsenal ha aderito al progetto fallito della Super Lega, scatenando nuove proteste contro la proprietà americana. Negli ultimi anni, però, il rapporto tra tifoseria e dirigenza sembra essersi progressivamente ricostruito. Josh Kroenke è diventato una presenza più visibile accanto alla squadra, mentre Stan, soprannominato “Silent Stan” per il suo stile estremamente riservato, continua a mantenere l’ultima parola sulle decisioni strategiche più importanti, comprese quelle relative al mercato. Secondo diversi ex dirigenti del club, uno dei punti di forza dei Kroenke sarebbe la capacità di affidarsi ai professionisti scelti, concedendo autonomia e sostegno senza interferenze eccessive nella gestione quotidiana.

Lo stesso modello organizzativo è stato applicato anche alle altre franchigie del gruppo. Ai Rams, per esempio, la proprietà lascia ampio spazio operativo al general manager Les Snead e all’Head Coach Sean McVay. Più diretto, invece, è stato il coinvolgimento di Josh Kroenke nei Nuggets durante la stagione 2024-25, dopo l’addio del coach Michael Malone e del general manager Calvin Booth. Parallelamente ai successi sportivi, KSE continua a investire anche sul fronte immobiliare e infrastrutturale. Il gruppo possiede infatti un vasto patrimonio che comprende ranch negli Stati Uniti, l’Emirates Stadium di Londra e soprattutto il futuristico SoFi Stadium, casa dei Rams e tra gli impianti più moderni al mondo. Lo stadio ha già ospitato il Super Bowl del 2022 e sarà nuovamente sede dell’evento nel 2027, oltre alle cerimonie olimpiche dei Giochi di Los Angeles 2028.

Anche l’Emirates Stadium potrebbe presto essere oggetto di un importante piano di rinnovamento. Sebbene resti uno degli impianti-simbolo del calcio europeo, la struttura londinese, inaugurata nel 2006,  inizia a mostrare i segni del tempo, soprattutto nel confronto con il modernissimo Tottenham Hotspur Stadium – che, non a caso ovviamente, ospita i grandi rivali dell’Arsenal nel Nord di Londra. Secondo indiscrezioni vicine al club, KSE starebbe valutando interventi per aumentare la capienza, modernizzare l’esperienza digitale e ampliare i ricavi extra-calcistici. L’obiettivo è chiaro: trasformare l’Arsenal non solo in una squadra vincente, ma in una potenza sportiva sostenibile e dominante anche nel lungo periodo. E con la Champions League a portata di mano, l’impero dei Kroenke potrebbe essere vicino a completare la propria straordinaria collezione di successi.

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