Per il West Ham, la retrocessione in Championship rappresenta un vero e proprio tracollo (finanziario e tecnico)

Il club londinese è destinato a perdere il 50% del suo fatturato, o anche di più. Ma nei contratti dei giocatori c'erano delle clausole che potrebbero limitare un po' i danni.
di Redazione Undici 25 Maggio 2026 alle 14:53

E così, 14 anni dopo l’ultima volta, il West Ham è finito in Championship. E ora bisogna far fronte a un possibile disastro non solo tecnico, ma anche finanziario:Il club dell’est di Londra ha registrato lo scorso anno a bilancio una perdita di 104 milioni di sterline (poco più di 120 milioni di euro). E secondo alcune stime, con la retrocessione, il fatturato del club diminuirà tra il 50 e il 60%. La English Football League (l’organo che gestisce i tre campionati di calcio professionistici inglesi sotto la Premier League) ha annunciato l’introduzione di alcune nuove regole in vista della prossima stagione. I dettagli non sono stati resi noti, ma da quel che filtra sembra che i club potranno investire circa l’85% delle loro entrate. La società, nell’ultimo bilancio, quando ancora non era matematica la retrocessione, aveva d’altronde previsto delle possibili ripercussioni in caso di terzultimo posto: «Il principale rischio commerciale del Gruppo rimane quello della retrocessione della squadra di calcio maschile, con le gravi conseguenze finanziarie che ne conseguirebbero», si legge nel comunicato. «Sarebbero necessarie misure di mitigazione più significative, come ulteriori cessioni di giocatori per generare entrate dai trasferimenti e risparmi salariali».

L’unica nota positiva per il club, al momento, è quella relative alle entrate. La differenza con la Premier è notevole, ma è anche vero che gli incassi del West Ham superano di gran lunga quelle di qualsiasi club di Championship. E questo potrebbe rappresentare un paracadute di salvataggio per la società. Il West Ham, nonostante le difficoltà che ci saranno, è chiamato però subito a reagire. La vittoria della Conference League contro la Fiorentina, tre anni fa, sembrava finalmente l’inizio di una nuova era per gli Hammers. Così invece non è stato, e così il club londinese si è ritrovato ad affrontare una stagione disastrosa. Le tre sconfitte nelle ultime quattro gare di campionato, di fatto, hanno condannato la squadra di Nuno Espírito Santo, costretta a consegnare la salvezza al Tottenham di De Zerbi. «Non abbiamo ripagato il sostegno del pubblico», si legge in un comunicato diffuso dal club pochi minuti dopo il fischio finale dell’ultima gara di campionato. «La verità è che non siamo stati all’altezza. Ora dobbiamo affrontare le conseguenze di questo fallimento con onestà, trasparenza e la determinazione di rimediare, riorientare e ricostruire».

La riedificazione del West Ham, oltre che sul piano finanziario, passa anche da quello sportivo. Intanto bisognerà capire a chi la proprietà vorrà affidare le chiavi della prima squadra. Secondo le ultime voci di mercato, Nuno Espirito Santo non dovrebbe essere più l’allenatore degli Hammers nella prossima stagione. E quindi andrà trovato un sostituto. Le scelte più delicate, e per certi versi più dolorose, riguarderanno anche il parco giocatori. Dando un’occhiata alla rosa del West Ham, viene da chiedersi come sia possibile che una squadra del genere sia retrocessa: dall’ex Lazio Castellanos al capitano Bowen, passando per Areola, Wilson, Adama Traore, Disasi e Mavropanos, c’erano tutti i margini per poter evitare la retrocessione.

A questo punto è inevitabile pensare alle partenze, anche eccellenti: d’altronde, come riportato dalla BBC, nei contratti dei giocatori sono presenti delle clausole che, in caso di retrocessione prevedono tagli allo stipendio significativi, in alcuni casi anche del 50%. Il problema è, semmai, come reinvestire i soldi derivanti dalle cessioni. Gli oltre 115 milioni arrivati nelle casse degli Hammers per la vendita di Declan Rice, appena due anni, fa non sono stati spesi nel migliore dei modi. L’est di Londra si aspetta risposte a breve giro. Ma intanto può aggrapparsi alle parole del suo capitano, Jarrod Bowen, che dopo la retrocessione in conferenza stampa ha dichiarato di «avere un contratto con questo club» e «di voler riportare il West Ham in Premier League, dove merita di stare».

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