L’Eurolega di basket sta diventando una competizione sempre più costosa, soprattutto per chi vuole vincerla

Gli investimenti delle squadre greche e turche, oltre all'arrivo di una squadra di Dubai, hanno sconquassato il mercato.
di Redazione Undici 27 Maggio 2026 alle 18:14

Si sono appena concluse le Final Four di Eurolega, e dopo 13 anni l’Olympiakos è tornato ad alzare il più importante trofeo del basket europeo per club, sconfiggendo prima il Fenerbahce in semifinale e poi il Real Madrid in finale. Il trionfo per altro è stato festeggiato a OAKA, il palazzetto dei rivali del Panathinaikos. Dopo le serate di Atene, oltre alle super giocate di Fournier, Vesenkov, Doursey e compagni, però, è interessante notare l’indotto economico presente dietro a una manifestazione del genere. In un’epoca dove il basket continentale si sta facendo due conti, dove la maggior parte dei club non è sostenibile se non attraverso continui aumenti di capitale, dove lo sbarco, a ottobre dell’anno prossimo, della NBA Europe rivoluzionerà completamente il mercato, l’Eurolega dimostra di non aver imparato quasi nulla, di non aver creato un sistema finanziario stabile e soprattutto non aver puntato sull’equilibrio competitivo. In pratica, se vuoi vincere devi spendere, cosa che vale per quasi tutti gli sport di squadra in Europa, ma per conquistare l’Eurolega devi spendere tantissimo, forse troppo.

In questo senso, il giornale spagnolo El Pais ha fatto un’analisi molto approfondita, osservando come ogni anno l’Eurolega diventi sempre più cara. Al termine della fiale, l’allenatore del Madrid, Sergio Scariolo, ha sottolineato il valore della prestazione dei suoi giocatori, ma soprattutto ha lanciato un avvertimento sul futuro della competizione europea. «Ci sono sempre più club che investono cifre enormi per vincere. Dobbiamo essere consapevoli che ogni anno sarà più difficile. Se non lo capiamo, commetteremo un errore» ha dichiarato il coach italiano.

Le parole di Scariolo fotografano il cambiamento radicale che sta attraversando l’Eurolega. Le grandi potenze storiche, come Olympiacos, Panathinaikos e Fenerbahce, continuano ad aumentare gli investimenti sul mercato, mentre nuovi progetti emergenti stanno trasformando la competizione in una vera giungla sportiva ed economica. Un equilibrio sempre più instabile che in questa stagione ha già portato dieci dei venti club partecipanti a cambiare guida tecnica. Tra le realtà in maggiore crescita c’è il Valencia, arrivato per la prima volta a una Final Four e ora impegnato nelle trattative per consolidare il proprio posto stabile nell’élite europea. Il direttore generale dell’Eurolega, Chus Bueno, ad Atene ha confermato la volontà dell’organizzazione di legare il club spagnolo al progetto a lungo termine.

Il Valencia rappresenta un modello costruito con pazienza grazie al sostegno economico di Juan Roig. La stella della squadra, Jean Montero, è già diventata uno dei nomi più ambiti del mercato europeo, con l’Olympiacos tra le società interessate ad acquistarlo. Accanto ai progetti cresciuti gradualmente, emergono però anche nuovi protagonisti spinti da enormi disponibilità finanziarie. È il caso del Dubai Basketball, il nuovo club degli Emirati Arabi Uniti che ha debuttato quest’anno in Eurolega pur senza alcuna legame con l’Europa. La società ha firmato un accordo fino al 2030 grazie a un investimento economico fortissimo i cui dettagli restano riservati.

Con un budget da 16 milioni di euro e un’arena da 17mila posti, la Coca-Cola Arena, Dubai rappresenta il simbolo della nuova espansione della competizione. Per accoglierlo, l’Eurolega è passata da 18 a 20 squadre e ora valuta un ulteriore allargamento fino a 22 o 24 club, con l’ipotesi di introdurre due Conference diverse. Lo stesso Chus Bueno ha rivelato che l’organizzazione ha ricevuto richieste per 17 nuove licenze, mentre proseguono anche i colloqui con la NBA per una possibile partnershiè sportiva ed economica. Nel frattempo cresce anche la pressione salariale. L’Hapoel Tel Aviv ha scosso il mercato assicurandosi il serbo Vasilije Micic con un contratto da 5,6 milioni di euro a stagione, diventando il giocatore più pagato d’Europa davanti a Nunn del Panathinaikos e Vezenkov dell’Olympiacos.

Proprio Panathinaikos, Hapoel Tel Aviv ed Efes sono stati sanzionati ad aprile per aver superato il tetto salariale previsto dal nuovo sistema di controllo economico della lega. Il club greco è stato il più spendaccione, eccedendo di oltre tre milioni di euro. Le grandi potenze continentali non sembrano più avere timore di investire cifre gigantesche, alimentando un’inflazione che rende sempre più difficile per club storici come Real Madrid e Barcellona restare competitivi solo con la propria tradizione sportiva.

Il mercato, però, continua ad allargarsi. Abu Dhabi ha già versato 25 milioni di euro per ospitare la Final Four dello scorso anno e dovrebbe ripetere l’investimento anche per l’edizione del 2027. In questo scenario in continua evoluzione, il Real Madrid resta l’unico grande club a non aver ancora rinnovato il proprio accordo con l’Eurolega, mentre la NBA osserva con attenzione il basket europeo e valuta la creazione di franchigie collegate ai grandi club calcistici del continente. Più denaro, più investimenti, più concorrenza. Il messaggio di Scariolo è chiaro: vincere l’Eurolega sta diventando un’impresa sempre più difficile e sempre più costosa.

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