In Russia ci sono due club che “copiano” lo Shakhtar Donetsk e lo Zorya Luhansk, ma i reclami della Federcalcio ucraina non hanno portato a niente

Entrambi giocano in una divisione inferiore (insieme ad altri club che rappresentano aree ucraine occupate illegalmente), rivendicano una storia falsa e hanno solo cambiato il nome in Shakter e Zarya.
di Redazione Undici 28 Maggio 2026 alle 14:57

Sarà che tra storie di spionaggio, plusvalenze fittizie, scandali arbitrali ormai se ne sono viste tantissime in ogni angolo del mondo, ma una vicenda come questa ci sembra molto meno incredibile di quello che dovrebbe essere. Partiamo dai fatti. Come riportato dal Guardian, la UEFA non ha ancora preso provvedimenti contro l’integrazione di alcuni club nel sistema calcistico russo: questi club rappresentano dei territori ucraini occupati illegalmente e, di fatto, “clonano” lo Shakhtar Donetsk e dello Zorya Luhansk, due tra le società più prestigiose del calcio ucraino. Nonostante le richieste avanzate lo scorso anno dalla Federazione calcistica ucraina (UAF). queste due squadre si sono unite a due società della Crimea, il Rubin Yalta e il Sevastopol, nel gruppo 1 della Football National League 2B, competizione regionale che oggi vede un quarto delle partecipanti rappresentare territori ucraini sotto occupazione russa.

Nell’ottobre scorso la UAF aveva inviato una lettera ufficiale alla UEFA chiedendo di «indagare sullo status e sulle attività dei club», di «fornire una spiegazione ufficiale sulla loro posizione giuridica» e di «comunicare i risultati della revisione». Tuttavia, secondo quanto emerso, non sarebbe mai arrivata una risposta formale da parte dell’ente del calcio europeo, mentre le squadre coinvolte continuano a consolidare la propria presenza nel sistema professionistico russo.

Il falso Shakhtar, che disputa le partite nella città russa di Taganrog pur indicando Donetsk come sede ufficiale, guida attualmente il campionato con sette vittorie in nove gare. La squadra è stata ammessa direttamente in League 2B dopo aver preso parte a un torneo riservato ai club dei territori occupati. Sul sito ufficiale, il club rivendica la storia dello Shakhtar Donetsk autentico, fresco vincitore del suo 16esimo titolo nazionale ucraino e qualificato alla prossima Champions League, celebrandone persino il 90esimo anniversario.

Situazione simile per la cosiddetta “Zorya Luhansk”. Già nel 2025 il Guardian aveva documentato la partecipazione della squadra alla Third League russa, il quinto livello del calcio nazionale. Nonostante l’assenza di una promozione conquistata sul campo, il club è stato inserito nella Football National League 2B. Le gare casalinghe si disputano nella città russa di Kamensk-Shakhtinsky, mentre gli allenamenti si svolgerebbero tra Luhansk e altre aree occupate dell’Ucraina. Nel frattempo, Rubin Yalta e Sevastopol — integrati nella piramide calcistica russa ormai da tre anni — continuano a giocare le proprie partite in Crimea occupata.

Già quasi tre anni fa la UEFA aveva dichiarato di stare valutando la situazione relativa ai club crimeani, dopo che la federazione ucraina aveva chiesto la sospensione della Federazione calcistica russa (RFU) da UEFA e FIFA. Finora, però, non risultano iniziative concrete né verifiche pubbliche estese all’ingresso di ulteriori squadre provenienti dai territori occupati nel sistema professionistico russo. La RFU aveva sostenuto in passato che la League 2B fosse una competizione amatoriale e non direttamente organizzata sotto la propria egida. Tuttavia, diverse verifiche condotte lo scorso anno presso alcuni club della categoria avevano già sollevato dubbi su questa versione. Lo stesso sito del falso Shakhtar definisce infatti il campionato come professionistico. In un’intervista pubblicata online, il presidente del club Igor Petrov ha dichiarato apertamente l’ambizione della società: raggiungere rapidamente «l’élite del calcio russo». Nonostante si chiami Shahktar e rivendichi una storia non sua ma di un club ucraino.

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