Il Real Madrid è la squadra col valore più alto al mondo, secondo Forbes, ma dietro crescono tantissimo i club di Premier e quelli di MLS

La società di Florentino Pérez comanda ancora la classifica, davanti al Barcellona.
di Redazione Undici 30 Maggio 2026 alle 09:07

Chi è in cima alla classifica non sorprende, quelli che vengono dietro decisamente sì. L’autorevole rivista finanziaria Forbes ha pubblicato il solito report sui club calcistici che valgono di più al mondo. Come parametro è stato analizzato solo il prezzo del brand, ovvero quanto ricaverebbe una proprietà da un’eventuale cessione. Non è un caso, quindi che in vetta a questo speciale elenco ci sia la squadra più ricca e glamour di tutte, il Real Madrid, seguita da diverse società di Premier League, diventata ormai la NBA del calcio per valore del prodotto, struttura organizzativa e capacità di promozione, soprattutto nel mercato internazionale. Fin qui tutto normale, quindi, se non che dopo il campionato inglese, si scopre che i club più costosi sono le franchigie MLS.

Ma andiamo per ordine. Nonostante due stagioni al di sotto delle aspettative sul piano sportivo, il Real continua a vincere la partita dei conti. I blancos si confermano infatti la società calcistica più preziosa del mondo, raggiungendo una valutazione record di 9,5 miliardi di dollari e mantenendo la leadership per il quinto anno consecutivo. I 30 club più ricchi del pianeta valgono complessivamente 87 miliardi di dollari, con una crescita media del 21% rispetto all’anno precedente. Il Madrid guida la graduatoria con un vantaggio di due miliardi sul secondo classificato, il Barcellona, valutato 7,5 miliardi.

Nella stagione 2024-2025, il Real Madrid ha generato ricavi per 1,265 miliardi di dollari, il dato più alto mai registrato da una società sportiva. La cifra supera persino i 1,23 miliardi dei Dallas Cowboys della NFL, tradizionalmente considerati il punto di riferimento economico dello sport mondiale. Un risultato significativo soprattutto considerando che la Casa Blanca non ha conquistato né la Liga né la Champions League nelle ultime due stagioni, venendo eliminati ai quarti di finale della massima competizione europea.

Dopo le due spagnole si piazza il Manchester United, fermo a 7,2 miliardi. Completano la top ten Liverpool, Paris Saint-Germain, Bayern Monaco, Manchester City, Arsenal, Chelsea e Tottenham. Sul piano numerico, è la Premier League a dominare la graduatoria con undici squadre presenti tra le prime trenta, davanti alla Major League Soccer statunitense con sette rappresentanti, Inter Miami, LA Galaxy, LA FC, New York City, Atlanta United, Seattle Sounders e Austin FC che si piazzano tutte tra il 17esimo e il 30esimo posto.

A trainare il mercato è soprattutto il crescente interesse degli investitori americani. Oltre metà delle società della Premier League sono oggi controllate da proprietari o fondi statunitensi. Anche in Serie A la presenza nordamericana è sempre più rilevante (vedi Inter, Milan, Roma, Fiorentina, Parma, Verona, Bologna e la neopromossa Monza)  mentre in Spagna l’acquisizione dell’Atlético Madrid da parte di Apollo Sports Capital ha ulteriormente rafforzato questa tendenza. Secondo gli operatori del settore, l’accesso sempre più difficile alle franchigie sportive negli Stati Uniti sta spingendo molti investitori verso il calcio europeo, dove i prezzi risultano ancora relativamente accessibili.

E l’Italia? Tra i club del nostro Paese il più prezioso resta la Juventus, dodicesima con una valutazione di 2,4 miliardi di dollari. Seguono Milan, Inter e Roma. Colpisce invece l’assenza del Napoli. Secondo indiscrezioni provenienti dagli Stati Uniti, il club partenopeo avrebbe ricevuto un’offerta da circa 2,3 miliardi di dollari da parte di un fondo d’investimento americano. Una cifra che, se confermata, rappresenterebbe un caso eccezionale rispetto ai parametri normalmente utilizzati nel calcio europeo. Nonostante la crescita costante delle valutazioni, il pallone del vecchio continente continua a essere considerato meno redditizio rispetto alle principali leghe sportive nordamericane. Il sistema delle promozioni e retrocessioni, l’assenza di un tetto salariale e una minore commercializzazione dell’esperienza sportiva incidono significativamente sui margini economici dei club. È anche per questo motivo che il Real Madrid, pur registrando ricavi superiori a quelli dei Dallas Cowboys, presenta una valutazione inferiore rispetto ai 13 miliardi di dollari attribuiti alla franchigia NFL.

Le prospettive di crescita restano positive grazie all’aumento dei ricavi derivanti dalle competizioni continentali e ai numerosi investimenti infrastrutturali in corso. La Champions League si prepara infatti a un nuovo ciclo di diritti televisivi che potrebbe registrare un incremento del 20% a partire dal 2027. Parallelamente, diversi club stanno completando o progettando nuovi stadi e importanti interventi di riqualificazione. Dopo il rinnovamento del Santiago Bernabéu e al Camp Nou di Barcellona, sono partiti anche i progetti di Manchester United e delle due milanesi che dovrebbero avere lo stadio nuovo per il 2032. Il business del calcio continua dunque a crescere a ritmi sostenuti e il Real Madrid, nonostante le recenti delusioni sul campo, si conferma il punto di riferimento assoluto dell’industria calcistica mondiale. Una leadership costruita non soltanto sui successi sportivi, ma anche sulla capacità di trasformare il proprio marchio in una delle realtà economiche più potenti dell’intero panorama sportivo internazionale.

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