La migliore settimana della sua vita, come l’ha definita lui, arriva dalla soddisfazione di aver compreso e sfruttato un’occasione che potrebbe non tornare più. Quella sensazione di potersi godere ogni attimo di una brezza che ti cambia una carriera. Sul Philippe-Chatrier, il suo campo preferito, Flavio Cobolli ha scritto un’altra pagina memorabile della sua vita, conquistando per la prima volta l’accesso alle semifinali di uno Slam grazie alla vittoria su Felix Auger-Aliassime con il punteggio di 4-6, 6-4, 6-4, 6-4 dopo 3 ore e 24 minuti di battaglia. Un successo che vale molto più di una semplice qualificazione tra i migliori quattro del Roland Garros, perché rappresenta la definitiva consacrazione di un giocatore che, torneo dopo torneo, sta imparando a credere nelle proprie possibilità e a trasformare il talento in risultati di altissimo livello.
Quella andata in scena sul centrale parigino è stata una partita divisa nettamente in due atti. Due atti accomunati, però, da un unico filo conduttore: la crescita costante di Cobolli all’interno del match e la sua straordinaria capacità di adattarsi alle difficoltà. Nel primo, disputato con il tetto aperto, le condizioni atmosferiche hanno avuto un peso significativo. Le forti raffiche di vento hanno complicato la gestione degli scambi e influenzato la qualità del gioco di entrambi i protagonisti. Auger-Aliassime è riuscito a interpretare meglio questo tipo di match, sfruttando la sua potenza e trovando maggiore continuità nei momenti decisivi del set. Il canadese l’ha conquistato per 6-4, approfittando di qualche esitazione del suo avversario e dando l’impressione di poter indirizzare l’incontro sui binari a lui più congeniali.
Ma è proprio nelle difficoltà che Cobolli ha dimostrato di possedere qualcosa di speciale. La sua crescita negli ultimi mesi non è stata soltanto tecnica o fisica, ma soprattutto mentale. Il romano non si è lasciato condizionare, non ha smarrito fiducia né lucidità. Ha continuato a lavorare punto dopo punto, aspettando il momento giusto per cambiare l’inerzia della sfida. Quel momento è arrivato con la chiusura del tetto dello Chatrier. La decisione degli organizzatori ha modificato sensibilmente le condizioni di gioco e, da quel punto in poi, la partita ha assunto contorni completamente diversi. Senza il vento a disturbare traiettorie e timing, Cobolli ha potuto esprimere un tennis più pulito e aggressivo, facendo emergere tutte le qualità che lo hanno portato fino ai quarti di finale del Roland Garros.
Dal secondo set in avanti si è visto un giocatore sempre più convinto dei propri mezzi. Il dritto ha cominciato a fare danni, il rovescio ha acquisito profondità e precisione, mentre negli scambi prolungati Flavio è riuscito progressivamente a prendere il controllo delle operazioni. Ogni game vinto sembrava alimentare ulteriormente la sua fiducia, ogni difficoltà superata rafforzava la convinzione di poter davvero raggiungere un traguardo storico.
Il secondo set, conquistato per 6-4, ha rappresentato il punto di svolta dell’incontro. Non soltanto perché ha ristabilito la parità nel punteggio, ma perché ha certificato il cambio di inerzia. Auger-Aliassime, fino a quel momento aggressivo e propositivo, ha iniziato a perdere progressivamente campo e certezze. Cobolli, al contrario, ha aumentato il livello del proprio tennis e, soprattutto, ha gestito la partita con una maturità sorprendente.
Il terzo e il quarto set, entrambi chiusi sul 6-4, hanno raccontato di un giocatore capace di mantenere alta l’intensità senza mai farsi travolgere dall’emozione. Non era semplice. Dall’altra parte della rete c’era un avversario abituato ai grandi palcoscenici e alle fasi finali dei tornei più importanti, eppure Cobolli non ha mai dato l’impressione di sentire il peso del momento. Anzi, nei passaggi più delicati è emersa tutta la sua personalità. È questa, probabilmente, la caratteristica che più colpisce osservando il suo percorso a Parigi. La qualità del tennis è sotto gli occhi di tutti, ma ciò che sta facendo la differenza è la capacità di affrontare ogni sfida con coraggio, senza timori reverenziali e senza rinunciare alla propria identità.
Contro Auger-Aliassime è arrivata l’ennesima prova di carattere di un torneo che ne è stato ricco. Cobolli ha dimostrato di saper reagire alle avversità, di saper modificare il proprio piano tattico in corsa e di possedere una solidità mentale sempre più da grande giocatore. Qualità che, a questi livelli, fanno spesso la differenza tra una carriera buona e una carriera straordinaria. La sensazione è che Flavip abbia finalmente compiuto un passaggio fondamentale nel proprio percorso di crescita. Per anni, i tecnici, gli addetti ai lavori e diverse persone vicine al suo ambiente hanno intravisto in lui il potenziale per arrivare molto lontano nei tornei dello Slam. Le qualità c’erano, il talento pure. Forse mancava soltanto la piena consapevolezza di poter appartenere davvero a questo livello.
Cobolli ha finalmente iniziato a credere di poter raggiungere quei traguardi che molti, attorno a lui, consideravano come delle naturali conseguenze delle sue capacità. Sta imparando a sentirsi a proprio agio negli ultimi giorni di uno Slam, a convivere con la pressione e con le aspettative, a considerare questi palcoscenici non più come un sogno lontano ma come un luogo in cui può legittimamente stare. Il successo contro Auger-Aliassime rappresenta quindi molto più di una semplice semifinale conquistata. È il simbolo di una maturazione completa, il segnale che il tennis italiano può contare su un altro protagonista pronto a recitare un ruolo da assoluto primo piano nel panorama internazionale.
In semifinale, infatti, Cobolli affronterà Matteo Arnaldi in un derby tutto italiano che garantirà al nostro movimento la presenza di un azzurro nella finale del Roland Garros. Un risultato straordinario, che certifica lo stato di salute del tennis italiano e che aggiunge ulteriore fascino a una sfida già ricca di significati. Per Cobolli, che lunedì entrerà nein top 10 del ranking, sarà un’altra occasione per continuare a scrivere la storia. Dopo aver abbattuto il muro dei quarti di finale, dopo aver dimostrato di saper reagire alle difficoltà e di poter competere con i migliori. Dopo aver ottenuto la prima vittoria in carriera contro un giocatore della top 10 ATP in un torneo del Grande Slam, la sua è la storia quella di chi non si accontenta più di sorprendere, ma vuole continuare a vincere. A Parigi è nato qualcosa di speciale. E Flavio Cobolli, finalmente, sembra aver capito che il suo posto è esattamente lì: tra i grandi protagonisti del tennis mondiale.