Uno degli aneddoti calcistici più raccontati e significativi degli ultimi anni è quello che riguarda la routine post-partita di Cristiano Ronaldo, che tornava a notte fonda da trasferte lunghissime e correva al centro di allenamento, invece di andarsene a casa, per immergersi in vasche colme di ghiaccio e facilitare il recupero del suo fisico bionico. Il fatto che oggi CR7 abbia 41 anni e sia ancora uno degli atleti più decisivi del mondo, beh, dice tanto sull’impatto e sull’importanza di queste pratiche. Su come la fase di recupero sia diventata centrale nella vita di un atleta professionista che vuole rimanere nell’élite.
Ma cosa intendiamo esattamente per fase di recupero? Si tratta di quel momento in cui avvengono la rigenerazione e l’adattamento dell’organismo agli sforzi compiuti, di una fase in cui fare le scelte giuste permette di prevenire infortuni, superare i propri limiti (la famosa “supercompensazione”) e migliorare le prestazioni nell’allenamento e/o nella partita successiva. Insomma: per chi vuole performare a breve e a lungo termine, diventa fondamentale costruire e vivere un recupero corretto. E il discorso va al di là di ciò che si fa dal punto di vista fisico, di una semplice immersione nella vasca del ghiaccio: per recuperare bene, bisogna anche dormire e mangiare bene, bisogna prendersi cura della propria salute mentale, bisogna attuare le migliori strategie per permettere ai muscoli di assorbire l’ultimo carico di lavoro e prepararsi a sostenere quello successivo.
Come Cristiano Ronaldo, tutti i grandi calciatori e tutti i grandi atleti della nostra epoca sono perfettamente consapevoli di quanto siano importante tutti questi accorgimenti. In un’intervista rilasciata a Undici, Alberto Bartali – ex preparatore atletico, tra le altre, di squadre come Zenit San Pietroburgo, Sampdoria e Catania – ha raccontato che «oggi i grandi giocatori tendono a costruirsi una professionalità rigorosa, composita, che va oltre il talento o il miglioramento delle qualità tecniche ed atletiche. Conducono una vita sana, studiano le possibilità e i limiti del corpo umano, conoscono le differenze tra i vari tipi di alimenti che possono assumere. Insomma: cercano di acquisire delle competenze e di individuare le migliori mosse per allungare la carriera».
Oltre alla maggiore consapevolezza degli atleti, anche tante aziende hanno lavorato e stanno lavorando per allungare – e migliorare – le carriere di chi fa sport ai massimi livelli. Per esempio, Starpool, che da cinquant’anni fa innovazione nel campo del benessere e ha sviluppato due format innovativi dedicati al recupero psico-fisico e al miglioramento della performance. L’idea è stata ed è quella di partire da un approccio multidisciplinare, che tenga conto della fisiologia, dei suoi effetti e dell’impatto che hanno sull’aspetto sia fisico che mentale, coniugando questi ambiti con le esigenze altissime – in termini di sforzo fisico, in termini di tempo da non sprecare – di uno sportivo professionista. Ed è per questo che questi due format sono stati progettati per poter essere installati sia presso i centri di allenamento che nelle abitazioni private degli atleti.
Recovery Lab e Recovery Room sono stati pensati in modo da abbinarsi perfettamente alla pratica sportiva in tre momenti cruciali: quello che precede l’attività, quello immediatamente successivo e le giornate di scarico. Recovery Lab, in questo senso, è uno spazio versatile progettato perché il recupero degli atleti avvenga direttamente nei Performance Center e con tutti i comfort possibili, con attrezzature all’avanguardia e con metodologie innovative. Tra cui il galleggiamento asciutto, la terapia a infrarossi, quella del freddo – ricorda qualcosa? – abbinate al calore intenso delle saune finlandesi.
Queste tecnologie – Sport Sauna, Sport Infrared Cabin, Zerobody Cryo e Zerobody Dry Float – vanno a comporre un programma integrato che riduce l’indolenzimento e il rischio di infortuni, migliora la qualità del sonno, favorisce la resistenza psicofisica e, se necessario, supporta il trattamento dell’infortunio acuto. Come anticipato, Recovery Lab integra tecnologie avanzate pensate per supportare il recupero fisico e mentale degli atleti. Tra queste, Infrared Therapy utilizza il calore profondo dei raggi infrarossi per favorire il rilassamento e la tonificazione muscolare, mentre il calore secco e intenso della sauna finlandese può contribuire ad un allenamento cardiovascolare passivo nei giorni di scarico, sostenendo il ripristino della condizione dopo l’attività fisica.
Anche il galleggiamento asciutto e il freddo intenso favoriscono il recupero muscolare. In particolare, Zerobody Dry Float riproduce i benefici della microgravità attraverso il galleggiamento su 400 litri d’acqua a temperatura basale, senza necessità di bagnarsi. La ridotta percezione del peso corporeo induce un profondo rilassamento fisico e mentale, contribuendo al recupero del corpo e delle facoltà cognitive. Accanto a questa soluzione, Zerobody Cryo consente di sperimentare i benefici della crioterapia in modo asciutto e confortevole, grazie a una membrana avvolgente che opera a temperature comprese tra 4 e 6 °C.
Starpool ha mantenuto lo stesso approccio anche per l’ideazione e la creazione di Recovery Room, un ambiente studiato per l’atleta che continua a lavorare sul recupero psicofisico anche quando si trova a casa sua. E così una giusta combinazione di tecnologie e programmi personalizzati permettono agli sportivi di riscaldarsi in maniera passiva, di recuperare al meglio dai microinfortuni anche quando non possono allenarsi, di curare il focus mentale prima di recarsi al centro sportivo e/o di andare allo stadio per giocare una partita importante – o magari anche dopo, perché no?
E allora non è un caso, non può esserlo, che molte grandi società abbiano deciso di affidarsi a Starpool come Wellness Partner. Tra queste, guardando all’Italia, ci sono l’Atalanta, il Napoli, il Como Calcio, la Fiorentina, l’Aquila Basket Trento, l’Hockey Foxes Bolzano. Se volgiamo lo sguardo all’estero, invece, troviamo i Cleveland Cavaliers, i Minnesota Vikings, i Los Angeles Rams, i Carolina Panthers, i New York Mets i San Francisco 49ers. Anche grandi campioni di sport individuali hanno deciso di affidarsi a Starpool, e tra questi spiccano delle vere e proprie leggende olimpiche come Marcell Jacobs, Dorothea Wierer e Federico Pellegrino.
Il meglio del meglio, insomma, ha fatto una scelta chiarissima. Che diventa ancora più chiara se pensiamo che, come detto, viviamo un’era di grande competizione e grande consapevolezza da parte degli atleti. Un’era in cui bisogna essere sempre al top se si vuole rimanere nell’élite, anche e soprattutto quando si recupera. E allora ogni dettaglio può fare la differenza.