Una nuova app per aspiranti calciatori, che somiglia a TikTok e sfrutta l’intelligenza artificiale, è diventata una vera e propria miniera di talenti (soprattutto brasiliani)

Si chiama Footbao e ha un database con oltre 100mila giocatori, la maggior parte dei quali sono proprio brasiliani.
di Redazione Undici 05 Giugno 2026 alle 10:03

Il Paese più ricco di talento calcistico vuole rinnovarsi, e per farlo sta guardando alla tecnologia più visionaria. Stiamo parlando del Brasile: da sempre considerato la patria del gioco e il più grande esportatore mondiale di talenti, la nazione sudamericana sta investendo tantissimo sull’intelligenza artificiale come nuovo strumento per individuare i campioni del futuro. Nella ricerca del prossimo Neymar o Vinícius Júnior, diverse startup tecnologiche stanno sviluppando piattaforme che promettono di trasformare il tradizionale lavoro degli osservatori attraverso l’analisi automatizzata di video e dati.

Siamo in un’era in cui la diffusione universale degli smartphone e dei social media ha già ridotto la necessità, da parte degli scout, di assistere fisicamente a partite e allenamenti. Ora l’obiettivo è compiere un ulteriore passo avanti: utilizzare l’AI per valutare migliaia di giovani calciatori attraverso semplici filmati caricati online. In uno stato caratterizzato da enormi distanze geografiche e profonde disuguaglianze sociali, queste tecnologie potrebbero avere un impatto enorme: tutti i giocatori potrebbero avere accesso a nuove opportunità, ragazzi e ragazze che vivono lontano dai principali centri calcistici potrebbero riuscire ad attirare l’attenzione dei club professionistici.

Come riportato dal Financial Times, tra le realtà più attive in questo senso c’è Footbao, startup che ha scelto proprio il Brasile come mercato pilota nel 2023. La piattaforma funziona come una sorta di social network dedicato al calcio, dove i giovani atleti possono creare un portfolio digitale con video delle proprie prestazioni e caratteristiche tecniche. Secondo l’azienda, oltre 100mila giocatori nel mondo si sono già registrati all’applicazione, la maggior parte dei quali sono residenti in Brasile.

L’intelligenza artificiale svolge un primo processo di selezione, individuando i profili più interessanti che vengono poi analizzati da specialisti umani in base alle esigenze dei club partner: «Questo sistema», spiegano dall’azienda, «permette alle società di trovare giocatori che rispondono alle proprie necessità con maggiore precisione e su scala nazionale». Uno dei casi di successo è quello della 16enne Glória Gasparini, già tesserata per il Corinthians, che dopo aver utilizzato la piattaforma è stata convocata nella Nazionale brasiliana Under 17 per il campionato sudamericano di categoria. La giovane atleta sottolinea come la visibilità ottenuta attraverso l’app abbia contribuito ad aumentare il numero di follower sui social e a incoraggiare altre ragazze a perseguire lo stesso sogno. Ma il lavoro va oltre la semplice connessione online: Footbao ha recentemente organizzato un’esperienza internazionale per cinque adolescenti brasiliani, selezionati tra oltre 2mila candidati e invitati a svolgere un periodo di allenamento con il Lecce, quindi con un club di Serie A.

Anche Cuju, applicazione sviluppata dal gruppo tedesco Rogon Technologies, sta investendo sul mercato brasiliano. La piattaforma propone esercizi tecnici standardizzati – come dribbling, tiri e controllo del pallone – che vengono registrati e caricati dagli utenti. L’AI confronta poi le performance con quelle di altri giovani provenienti da tutto il mondo, fornendo valutazioni e suggerimenti per il miglioramento. Per i promotori del progetto, la standardizzazione delle prove consente di confrontare in modo oggettivo un ragazzo brasiliano con un coetaneo della Malesia, degli Stati Uniti o dell’Africa, facilitando il lavoro di osservatori e dirigenti sportivi nella ricerca di nuovi talenti.

Entrambe le piattaforme organizzano inoltre tornei e competizioni in tutto il territorio brasiliano, offrendo ai migliori classificati l’opportunità di mettersi in mostra davanti a scout professionisti. Un’attenzione particolare è rivolta anche al calcio femminile, settore che storicamente dispone di meno strutture e opportunità rispetto a quello maschile. Footbao punta ad aumentare la presenza femminile sulla piattaforma fino al 50% entro il 2027, anno in cui il Brasile ospiterà il Mondiale femminile. Nonostante l’entusiasmo che circonda l’intelligenza artificiale, molti scout brasiliani sostengono che l’AI sì rappresenta oggi un efficace strumento di filtraggio iniziale, capace di ridurre enormemente il numero di profili da analizzare ma che la valutazione finale continua a richiedere l’intervento umano.

Aspetti fondamentali come la personalità del giocatore, la capacità di adattarsi a un nuovo Paese o a un diverso contesto culturale restano infatti difficili da misurare attraverso un algoritmo. Per questo motivo, almeno nel breve periodo, la tecnologia appare destinata a integrare, non certo a sostituire, il lavoro tradizionale degli osservatori. La vera sfida commerciale per queste startup sarà ora convincere i grandi club a inserire stabilmente tali strumenti nel proprio processo di scouting. Se ci riusciranno, la caccia ai talenti del futuro potrebbe passare sempre più spesso attraverso uno smartphone e un algoritmo.

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