Le foto e i video sono andati virali in poche ore. Sarà perché quegli antichi popoli del Nord sono sempre stati molto affascinanti, sarà perché oggettivamente quella della Norvegia è stata una delle presentazioni più originali mai viste quest’anno. Haaland e compagni, infatti, hanno posato vestiti da vichinghi per il classico shooting che annuncia la squadra per il Mondiale che partirà giovedì prossimo da Città del Messico, e che si giocherà anche negli USA e in Canada. La Norvegia, che ha dominato il proprio gruppo di qualificazione costringendo l’Italia ai tragici spareggi, è inserita nel girone I con Francia, Senegal e Iraq – contro cui debutterà mercoledì 17 giugno al Gillette Stadium di Foxborough, in Massachussets. Ma prima, come detto, si è concessa una foto di gruppo, di squadra, in abiti tradizionali. In abiti vichinghi
Come svelato dalla BBC, dietro all’idea di riportare in auge un pezzo importante della propria storia, da parte della Federazione norvegese, c’è una storia bella e complessa. Il famoso fotografo britannico David Yarrow, incaricato di realizzare gli scatti ufficiali prima della partenza per l’America, ha deciso di mettere da parte le tradizionali immagini di gruppo e creare un ritratto dal forte impatto simbolico. La foto, chiamata “The Vikings Are Coming”, raffigura tutti i 26 convocati vestiti con autentici costumi vichinghi, armati di scudi e armi d’epoca, immersi nello scenario spettacolare di uno dei fiordi norvegesi.
L’idea nasce da un servizio realizzato nel 2023 con Haaland, fotografato da solo nelle acque di un fiordo. Da quell’esperienza è maturata la volontà di trasformare il concetto in un progetto collettivo capace di raccontare l’identità e lo spirito del gruppo guidato che ha riportato la Norvegia ai Mondiali dopo 28 anni. Per Yarrow, del resto, l’attaccante del Manchester City incarnava perfettamente l’immaginario vichingo. «Se dovessi scegliere uno sportivo al mondo che non ha bisogno di trucco o acconciature per sembrare un vichingo, quello sarebbe Erling Haaland», ha spiegato il fotografo al media britannnico.
Per evitare che il risultato finale venisse scambiato per un’immagine generata dall’intelligenza artificiale, Yarrow ha documentato anche il making of. I costumi sono stati reperiti presso compagnie teatrali di Oslo, mentre la location è stata scelta per garantire privacy e isolamento durante le riprese. Dietro la spettacolarità dello scatto, si cela un messaggio preciso: Yarrow ha voluto rappresentare tutti i componenti della Nazionale sullo stesso piano, senza concedere maggiore visibilità ai campioni più celebri. Nemmeno al capitano Martin Odegaard o allo stesso Haaland.
Un lavoro tutt’altro che semplice, soprattutto considerando gli impegni del centrocampista dell’Arsenal, che nel giorno dello shooting era a Budapest per la finale di Champions League proprio. Odegaard è stato infatti fotografato separatamente e successivamente integrato nell’immagine finale grazie a condizioni atmosferiche molto simili a quelle del set originale:«Era fondamentale che non sembrasse la foto di Haaland, Odegaard e altri ventiquattro giocatori», ha spiegato Yarrow. «Se nella rosa c’è un calciatore valutato 200 milioni e un terzo portiere che ne vale 250mila, per me devono occupare lo stesso spazio nell’inquadratura. L’obiettivo era trasmettere il senso di squadra».
La fotografia accompagnerà la nazionale durante il Mondiale e sarà esposta nel quartier generale norvegese di Greensboro, in North Carolina. Inoltre, come già avvenuto per altri lavori del fotografo, il progetto avrà una finalità benefica: i proventi raccolti saranno destinati a onlus norvegesi. Yarrow non è nuovo a iniziative di questo tipo. Prima della Ryder Cup aveva immortalato il Team Europa davanti al Manhattan Bridge con abiti ispirati all’epoca del proibizionismo americano. Quello scatto, diventato un simbolo della vittoria sugli Stati Uniti, ha contribuito a raccogliere oltre un milione di dollari per associazioni benefiche irlandesi.
Il fotografo scozzese, presente nei giorni scorsi all’amichevole vinta dalla Norvegia contro la Svezia, si è detto particolarmente colpito dal livello complessivo della squadra: «Molti pensano che la Norvegia sia una nazionale costruita attorno a due giocatori, ma non è affatto così. È una squadra molto forte in ogni reparto e credo possa arrivare lontano nel torneo». Le parole di Yarrow assumono un peso particolare considerando il suo legame con la storia del calcio. È lui infatti ad aver realizzato una delle immagini più iconiche della storia dei mondiali e dello sport in generale: Diego Maradona, sulle spalle dei compagni, che solleva la Coppa del Mondo dopo il trionfo dell’Argentina nel 1986 – ovviamente allo Stadio Azteca di Città del Messico. Uno scatto diventato il terzo più venduto di sempre nel panorama sportivo e che, come lui stesso ama ricordare, «gli ha cambiato la vita».
Mentre il Mondiale 2026 si prepara a riportare il grande calcio proprio all’Azteca quarant’anni dopo quella finale leggendaria, Yarrow seguirà il torneo con un occhio particolare rivolto alla sua Scozia. E chissà che il cammino della Nazionale britannica non possa incrociare quello della Norvegia dei “vichinghi”. In tal caso, l’appuntamento sarebbe nei quarti di finale, trasformandosi in una delle sfide più affascinanti del torneo e nella partita del cuore di Yallow.