A Monte Carlo, Kimi Antonlli ha ottenuto una vittoria in tre atti dal valore enorme, per questo Mondiale e per la storia della Formula Uno

Talento, intelligenza strategica, mentalità: il pilota della Mercedes ha lanciato un segnale gigantesco nella corsa al titolo, e sta sbriciolando tantissimi record assoluti nella storia della F1.
di Redazione Undici 07 Giugno 2026 alle 18:10

C’è qualcosa di romantico, quasi simbolico, nella vittoria di Andrea Kimi Antonelli a Montecarlo. Sul musetto della sua Mercedes campeggiava il numero 12, lo stesso che rese immortale Ayrton Senna, il suo idolo di sempre. Giovedì, durante le attività media che precedono i weekend di Formula Uno, il giovane bolognese aveva scherzato sulla scaramanzia di correre proprio con quel numero nel Principato. Pochi giorni dopo, quel dettaglio si è trasformato in una fotografia destinata a entrare nella storia del motorsport.

Ma forse ancora più significativo è stato ciò che è accaduto dopo la bandiera a scacchi. Ad attendere Antonelli c’era anche Max Verstappen. L’olandese, tradizionalmente poco incline a manifestazioni di entusiasmo dopo un ritiro, gli ha rivolto un sorriso sincero e si è congratulato personalmente con lui. Un gesto tutt’altro che scontato, e chi conosce Verstappen sa quanto sia competitivo e quanto fatichi ad accettare i ritiri per problemi tecnici. Vederlo fermarsi per rendere omaggio al giovane italiano è stato probabilmente uno dei riconoscimenti più prestigiosi della giornata.

Il Gran Premio di Monaco ha confermato ciò che il Mondiale sta raccontando ormai da settimane: Andrea Kimi Antonelli non è più soltanto il talento del futuro, ma il riferimento del presente. Il pilota Mercedes ha conquistato la quinta vittoria della stagione nei primi sei GP, allungando ulteriormente in classifica e lanciando un messaggio chiarissimo ai rivali. Il successo a Monte Carlo vale infatti un bottino pesantissimo nella corsa al titolo. George Russell, suo principale inseguitore fino a questo appuntamento, ha vissuto un fine settimana da dimenticare, incappando in due penalità per eccesso di velocità nella corsia box. Un risultato che consente ad Antonelli di guadagnare ben 25 punti sul compagno di squadra e portare il proprio vantaggio a 68 lunghezze nel Mondiale. Ora Kimi guida la classifica a +66 su Hamilton, arrampicatosi fino al secondo posto.

Eppure Monaco non sembrava affatto il terreno ideale per la Mercedes. Anzi, sulla carta rappresentava uno dei circuiti più sfavorevoli dell’intero calendario. Le caratteristiche del tracciato cittadino, fatto di curve lente, trazione e precisione millimetrica, limitano fortemente il vantaggio del potente motore della macchina di Brackley. Non a caso, alla vigilia, le favorite erano considerate le Ferrari, tradizionalmente molto efficaci sui percorsi più guidati. Lo stesso discorso valeva poche settimane prima per il Canada, altra pista dove Antonelli aveva stupito tutti con una vittoria contro pronostico. In entrambi i casi il ventenne italiano si è imposto su circuiti che teoricamente avrebbero dovuto penalizzarlo. Un segnale ulteriore della crescita impressionante mostrata in questo avvio di carriera.

La gara non è stata semplice. Certo, Antonelli è stato indirettamente favorito dalla falsa partenza di Verstappen, rimasto praticamente piantato sulla griglia e costretto al ritiro già nel corso del primo giro. L’eliminazione immediata del campione del mondo ha tolto al pilota italiano uno dei rivali più pericolosi. Tuttavia ridurre il successo di Kimi a quell’episodio sarebbe profondamente ingeneroso. La sua prova è stata un autentico capolavoro di gestione. Dopo essere scattato dalla pole position ha immediatamente imposto un ritmo insostenibile per gli avversari, costruendo il margine necessario per controllare la gara. Un vantaggio che gli ha consentito di affrontare la strategia dei pit stop senza alcuna pressione.

In realtà Antonelli ha dovuto vincere questo Gran Premio quasi tre volte. La prima alla partenza, quando ha preso il comando e ha iniziato la fuga. La seconda dopo l’ingresso della Safety Car causato dall’incidente di Lance Stroll, che ha completamente azzerato il vantaggio accumulato. La terza dopo la bandiera rossa provocata dall’errore di Charles Leclerc, finito contro le barriere alla curva 19 nel corso del 66esimo giro. Ogni volta il gruppo si è ricompattato. Ogni volta il giovane emiliano ha dovuto ricostruire il proprio margine. E ogni volta lo ha fatto con impressionante naturalezza.

«Stiamo facendo un grandissimo lavoro, viene tutto così naturale» ha dichiarato Antonelli al termine della gara. Una frase che racconta perfettamente il momento che stanno vivendo lui e la Mercedes. Nulla sembra forzato. Le vittorie arrivano attraverso un processo di crescita costante, alimentato dal talento del pilota e dalla qualità del lavoro svolto dalla squadra. A rendere ancora più straordinario il risultato ci sono alcuni numeri che certificano l’eccezionalità del fenomeno Antonelli. Quella conquistata a Montecarlo è la sua quinta vittoria in carriera e tutte sono arrivate consecutivamente dalla prima. Un caso unico nella storia della Formula 1. Nessun pilota era mai riuscito a inaugurare il proprio palmarès con una serie vincente così lunga.

Per il motorsport italiano si tratta inoltre di un successo dal sapore speciale. Un pilota azzurro non vinceva il Gran Premio di Monaco dal 2004, quando a trionfare era stato Jarno Trulli. Ventidue anni di attesa cancellati da un ragazzo che continua a riscrivere statistiche e record con una naturalezza disarmante. Alle sue spalle ha chiuso Lewis Hamilton, che grazie al secondo posto sale anche al secondo posto nella classifica mondiale. La Ferrari, invece, lascia il Principato con molti rimpianti. Charles Leclerc, considerato uno dei grandi favoriti della vigilia, ha compromesso tutto finendo contro le barriere in regime di Safety Car, trasformando una possibile occasione di vittoria in uno zero pesantissimo.

Se la domenica è stata perfetta, il capolavoro di Antonelli era però iniziato già il sabato. La pole position ottenuta nelle qualifiche è stata probabilmente il momento decisivo del weekend. Un risultato tutt’altro che scontato, considerando le difficoltà emerse nelle prove libere del venerdì. Insieme agli ingegneri Mercedes, il pilota italiano ha deciso di stravolgere il setup della vettura durante la notte, trovando improvvisamente il bilanciamento ideale per affrontare le strette strade del Principato. La pole è arrivata con un giro straordinario. La gara è stata gestita da campione. E il fine settimana si è chiuso con un autentico Grande Slam: vittoria, pole position, leadership di ogni fase cruciale della corsa e giro più veloce in 1’13″481. A rendere tutto ancora più incredibile c’è un ultimo dato. Nessuno aveva mai vinto il Gran Premio di Monaco a un’età così giovane. Antonelli ci è riuscito a vent’anni, battendo un record che apparteneva a Lewis Hamilton, vincitore nel Principato a 23 anni, 4 mesi e 18 giorni. Montecarlo rappresenta da sempre il banco di prova definitivo per i campioni. Quest’anno ha incoronato un ragazzo italiano che continua a bruciare le tappe. E dopo aver conquistato il circuito più prestigioso del mondo, il suo Mondiale sembra sempre più assumere i contorni di una marcia trionfale.

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