Alcuni club di Premier League vogliono iniziare a usare l’intelligenza artificiale per prevedere come andranno le trattative di calciomercato

Un chatbot permette di emulare il comportamento di alcune figure chiave del gioco, tra cui proprietari e dirigenti di club. E il bello è che è già stato utilizzato anche in politica.
di Redazione Undici 09 Giugno 2026 alle 16:22

L’intelligenza artificiale, lo sappiamo, ha già avuto e avrà un impatto enorme sul calcio. In questo senso, l’ultima notizia arrivata dall’Inghilterra è davvero incredibile: secondo quanto riporta il Telegraph, alcuni club di Premier League sarebbero in trattativa per acquistare un chatbot – ovviamente basato sull’AI – per prevedere l’esito delle trattative di mercato. Non solo: il prodotto in questione sarebbe capace di emulare il comportamento di alcune figure-chiave del calcio inglese, i loro atteggiamenti, le loro risposte, in modo da poter anticipare le loro mosse. In particolare, lo stesso Telegraph ha potuto utilizzare il chatbot e gli ha chiesto di impersonare Damian Vidagany, Director of Football dell’Aston Villa, ed Evangelos Marinakis, proprietario del Nottingham Forest.

Spieghiamola meglio: i giornalisti del quotidiano inglese hanno preso due indiscrezioni di mercato (quella per cui l’Arsenal sarebbe interessato a Morgan Rogers, attaccante dell’Aston Villa, e quella per cui il Manchester City vorrebbe acquistare Elliot Anderson, centrocampista del Forest) e l’hanno sottoposta al chatbot. Come? Hanno impersonato i due club acquirenti e hanno chiesto all’AI di “assumere la forma” delle loro controparti, ovvero Vidagany e Marinakis. Qui sotto trovate alcuni screen delle conversazioni, tratte direttamente dall’articolo del Telegraph:

Come avrete intuito leggendo gli screen, la società che ha realizzato questo chatbot si chiama Nostrada. E il bello è che non si tratta della prima incursione in questo genere di tecnologie: l’intelligenza artificiale era stata utilizzata per creare un altro chatbot, un chatbot in grado di simulare delle potenziali trattative con Keir Starmer, primo ministro del Regno Unito, in vista di un’eventuale rinegoziazione di Brexit. E il bello – o il brutto, a seconda dei punti di vista – è che i funzionari di alcuni governi stranieri, il Telegraph cita quelli di Spagna e Slovenia, avrebbero effettivamente utilizzato questi “cloni digitali” per anticipare l’andamento dei colloqui con Starmer.

Per costruire questi chatbot e dei comportamenti davvero vicini a quelli dei dirigenti in questione, Nostrada avrebbe utilizzato i dati raccolti da un’azienda argentina specializzata nell’analisi di calciomercato. In questo modo, quindi, l’intelligenza artificiale finirebbe per “ricostruire” il comportamento dei vari club calcistici quando si tratta di vendere o acquistare giocatori. Leon Emirali, fondatore di Nostrada.ai, ha spiegato che «i nostri bot hanno avuto un enorme successo in politica, quindi abbiamo deciso di espanderci in altri settori, tra cui il calcio. I club possono risparmiare tempo e denaro testando le reazioni di altre squadre in merito ai trasferimenti. E possono anche contribuire a far sì che le trattative procedano senza intoppi raccogliendo maggiori informazioni su come preferiscono operare i loro rivali. Abbiamo già parlato con diversi club di Premier League, che si sono mostrati molto interessati a questa soluzione».

Ovviamente c’è anche un altro aspetto di cui tener conto: un’eventuale partnership commerciale prevedrebbe che la società stipulante possa chiedere/imporre di non essere più “studiata” dall’AI, così da impedire che quella stessa tecnologia non gli si ritorca contro. Forse, chissà, anche per questo i club di Premier sono così interessati ad acquisire il chatbot di Nostrada.

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